Manfredonia

M5S: ok ministro Orlando a Parco Eolico offshore Golfo Manfredonia

Di:

Ministro Orlando (statoquotidiano)

Roma – “AMMETTE la mancanza di programmazione energetica e l’assenza di una mappatura della distribuzione dei parchi eolici off-shore su tutto il territorio nazionale e una normativa del settore con tante lacune, nonostante sia egli stesso al Governo ed abbia il potere di migliorarla, ma conferma l’avallo al secondo progetto nel Golfo di Manfredonia“. Questa la posizione del Ministro dell’Ambiente Orlando dinanzi all’interpellanza urgente discussa oggi alla Camera su richiesta dei deputati pugliesi del MoVimento5 Stelle Francesco Cariello e Giuseppe L’Abbate.

“In un territorio martoriato da speculazioni e fallimenti, dove il disastro Enichem brucia ancora e che solamente ora cerca di rialzarsi per camminare sulle gambe del turismo – dichiara Cariello – si decide di distruggere in un colpo solo l’economia locale, il mare, la pesca, la fauna ittica e l’avifauna nonché l’equilibrio della biosfera marina. Stentiamo ancora a comprendere di cosa, secondo il Governo, dovranno vivere i cittadini del Golfo di Manfredonia: di certo non del turismo con le gite sotto le pale come sponsorizzato dalla azienda tedesca WDP che ha richiesto l’installazione delle pale. Il Ministro Orlando, del resto, ha confermato ciò che avevo sottolineato:- conclude Cariello – vista la mancanza di strumenti normativi idonei, a decidere dove fare i parchi eolici sono le imprese straniere, le lobby energetiche praticamente”.

“A spiegare questa scellerata scelta del Governo penso siano sufficienti le parole dell’economista Giorgio Ragazzi – rincara la dose Giuseppe L’Abbate – secondo il quale “i sussidi alle energie rinnovabili sono forse una delle peggiori vicende di malgoverno, di cui nessuno vuole parlare, probabilmente perché la responsabilità è condivisa da destra e sinistra”. Questa politica fatta di lauti incentivi, andati quasi totalmente nelle tasche delle imprese straniere che non fanno impresa e non creano posti di lavoro, ha drogato il mercato e ci costa 12 miliardi di euro l’anno. Dopo aver puntellato la Capitanata con 2000 pale eoliche, ora tocca al mare. La “Terra degli Spilli” ci costa anche quando le pale sono ferme nonostante il vento, perché non abbiamo una rete idonea, non abbiamo accumulatori in grado di stoccare l’energia in eccesso. In definitiva, non abbiamo una strategia energetica nazionale e non sappiamo cosa farcene in Puglia – conclude L’Abbate – di una energia che è già il triplo di quella che utilizziamo”.

Redazione Stato

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Commenti


  • SAVERIO MACISTE

    Il sosia di Mr.Bean?

  • Finalmente qualche politico nazionale ci prende in considerazione .manfredonia non vive di turismo ve la dovete schiaffare in testa
    i turisti di manfredonia e quella gente che ha dovuto emigrare per lavorare e tornano l’estate per qualche giorno .
    La rovina di manfredonia sono i manfredoniani ca tenen a panz chion e c ne freghn .. Stessa storia per l’inceneritore di borgo mezzanone tutti non lo vogliono poi tutti vogliono andare a lavorare e non dite che non è vero perchè e cosi….Allora ben vengano queste cose.. C–


  • agguerrito

    Si dovrebbero schiarie un pò le idee a palazzo S. Domenico.
    Vogliono puntare sul turismo o su altre attività che allontanerebbero definitivamente il tanto osannato progetto turismo?

  • Ex operaio condivido al tuo discorso però ti sei dimenticato una cosa molto importante ke i cittadini manfredoniani sono molto abituati a leccare il c..o a quei sognatori politici…in questo paese esiste molto la raccomamdazione di questi politici alla fine vanno quelli ke dicono loro e persone ke hanno accumulata esperienza nel campo di lavoro sono costrette ad andare a trovare un posto di lavoro al trove xke qui saranno morti di fame…cambiate mentalità i turisti se vogliono venire vengono ma vi rendete conto ke cazzate dite ci sono luoghi turistici in Itlia dove le città sono industrializzate ma dico conoscete questa nazione siete mai andati a visitare luoghi come Ravenna,Ancona,Pescara sono città ke x ki non sa lavorano sia come turismo ke nell’industria

  • ma che progetto turismo … ancor pu stu turism… chiedete ai commercianti se nel periodo estivo hanno visto i turisti (si pu u bincol..) se non si svegliano i cittadini di manfredonia questa gente che vivono grazie a noi che li abbiamo fatti entrare al palazzo san domenico tra poco ci scanneremo noi cittadini. allora bisogna ribellarsi non ce niente per noi cittadini non ci deve essere nemmeno per voi… fuori dal palazzo tanto adesso anno assunto anche i fantasmi a carico nostro.. Vergonatevi!!!!

  • seeeeeee qua siam capec skitt de parle come disse il grande totò armiamoci e partet


  • Mimmo Scarano

    Per Redazione: Il Ministro dell’ambiente Orlando ad oggi, non ha emanato nessun decreto di compatibilità ambientale per nessun Parco Off Shore all’interno del Golfo di Manfredonia.


  • Redazione

    La ringraziamo per l’intervento, abbiamo pubblicato delle dichiarazioni dei referenti M5S dove – di fatto – si ipotizza la volontà del Ministro: “conferma l’avallo al secondo progetto nel Golfo di Manfredonia”; si tratta di un giudizio degli stessi referenti, non ci sono atti ufficiali allegati; ciao, grazie, Red.Stato

  • Sono curioso cosa ne pensa Il sig primo cittadino e company di questa notizia !!!
    é cosa farà ! nel suo programma elettorale se non erro si parlava di progetti su energia alternativa..ed altro(LAVORO)


  • antonio

    se il parco eolico viene gestito come si deve è un bene!


  • Antonio

    La notizia non é accompagnata da atti ufficiali al momento, sono dichiarazioni del referente m5s che ipotizzano le volontà del ministro

  • te lo dico come sta contentissimo sta prendendo la cartella dei curriculum x vedere ki deve inserire oramai lo conosciamo abbastanza bene come è fatto sia lui che la sua compagnia


  • Mimmo Scarano

    Andate sul mio profilo face e ascoltate la risposta del Ministro Orlando all’ Interpellanza degli on. 5
    Non si ipotizza neanche la volontà, e non c’è nessun avallo. il Ministro è chiaro nella sua risposta “. Non è stato emanato nessun decreto.


  • agguerrito

    Ravenna è un polo culturale a livello europeo,
    Pescara ha l’universirà, l’aeroporto, autostrada e strutture ricettive tra alberghi, lidi ecc…ecc….ecc….
    Ancona….aeroporto….università….autostrada….strutture ricettive….e locali meno ladri dei nostri.
    Manfredonia?


  • Corto Maltese

    @Mimmo Scarano: come semplice cittadino di manfredonia, e preoccupato dalle problematiche evidenziate dagli attivisti del M5S, vorrei sapere quale sia la posizione del PD locale in ordine ad una possibile istallazione di un parco eolico Off-shore nelle acque di Manfredonia.
    in attesa di una sua risposta, se ne è a conoscenza e se il PD locale ha una posizione in merito, porgo distinti saluti.

  • …..non abbiamo capito ancora niente, ma credete ancora alle favole di cappuccetto rosso e il lupo cattivo… ?
    Qui a Manfredonia, o altrove, chi maneggia festeggia. Inutile parlare di Turismo, ambiente, energie alternative, e stronzate varie, noi popolo sovrano dei miei stivali, non possiamo fare niente, di fronte ai “DIO DENARO” e alla corruzione continua dei corrotti e corruttori, la verità fa male …ma va detta, a qualsiasi costo. Se i nostri Amministratori avranno una bella fetta dalle multinazionali, allora le pale si metteranno, invece al contrario LORO saranno i primi a protestare, ” perché non hanno avuto la loro parte” chiaro .
    COME VE LO DIVO DIRE…. QUESTO IN TUTTE LE COSE E’ COSI’ …. O E FANTASCIENZA ?

    Giuseppe Marasco – Presidente Nazionale CIVILIS – Confederazione Europea onlus

  • MARASCO FOR PRESIDENT!!!


  • mi girano le ...pale

    Chi (ovvero quale società ovvero potere forte) che ha avuto il parere positivo da roma?


  • Tommaso Campanella

    A Manfredonia è possibile fare e dire di tutto e il contrario di tutto. Il ministro dell’ambiente viene a inaugurare il porto turistico a Manfredonia e poi cerca di piazzare un centinaio di pali alti decine di metri in mezzo al golfo. Pensate a un possibile ritorno per l’occupazione? I pali sono inseriti con lunghissimi cavi da un società specializzata. Distruggeranno solo ulteriormente il territorio.


  • anonimomanf

    Ha detto bene qualcuno il PD e peggio del PDL…. Ormai il popolo “Sovrano” non lo ascolta più nessuno.
    Ci vediamo alle prossime elezioni PDL senza la L o meglio/peggio PD con la L.
    Politici….siete una amalgama, distruggete solamente ciò che è di buono….


  • Guido

    Marasco dice sempre la verità, ma molti non lo ascoltano, che paese strano, quando poi hanno di bisogno, allora tutti vanno da lui.
    GUIDO – Manfredonia


  • Giancarlo D'Isita

    @Mimmo Scarano: in passato ci e’ spesso stato detto che non c’era nessuna autorizzazione e una mattina ci siamo ritrovati opere Poco consone al nostro territorio. Le nostre perplessita’ sono dovute alla poca chiarezza e alla mancanza di comunicazione nei confronti della cittadinanza. Quindi abbiamo ritenuto Opportuno richiedere informazioni all’amministrazione e al ministero. Altre sorprese a scapito dei manfredoniani non ne vogliamo. Vogliamo trasparenza. Non siamo contro l’eolico ma siamo per un eolico trasparente.
    Giancarlo D’Isita
    Sipontini 5 Stelle


  • SOLIDARNOSH

    Giancarlo D’Isita Sipontini 5 Stelle e SEL.


  • disoccupato dimenticato

    gli unici che si sono mossi in questa città sono stati i ragazzi del M5S.

    LE ISTITUZIONI COME MAI NON SI SONO MOSSI?


  • Corto Maltese

    NO NO NO io non voglio l’eolico nel mio territorio.


  • Michele Nuzziello

    Premesso, questa Amministrazione, prima va a casa e meglio è;
    Ma ad onor del vero sulla questione OFFSHORE, il Consigliere Scarano è stato l’unico che nel consiglio comunale del 3 luglio si è alzato e a fatto un interpellanza al Sindaco contro qualsiasi insediamento OFF SHORE nel nostro golfo.


  • Symon

    Signori la classe politica locale non ha mai interpellato i cittadini per aver considerazioni in merito a progetti.
    Vedi pannelli fotovoltaici in zona Eurospin e lo stesso parco eolico offshore…
    Come sempre fanno tutto di nascosto….
    Il ragazzi del M5S fanno di tutto per mettere a conoscenza delle —–che il sistema politico attuale nasconde ai cittadini….

  • x antonio da come parli appoggi quei politici di manfredonia non è ke sei uno di loro?


  • nicola fibonacci

    In pratica come aggiunge e conclude l on. L Abbate…il ministro ci dice che nin c e’ una mappatura ma nella mancanza di una legislazione specifica e regolamentazione li facciamo realizzare..
    https://www.youtube.com/watch?v=aGTqVf6SpIc&feature=youtube_gdata_player


  • Antonio

    Non ripondo a chi si firma porcino del Gargano


  • Giancarlo

    @SOLIDARNOSH: COME SCUSI??


  • Giancarlo D'Isita

    @SOLIDARNOSH: PRIMA DI AFFIANCARE IL MIO NOME A CERTE PAROLE E’ BENE CHE RIFLETTA. EVIDENTEMENTE NON MI CONOSCE E NON SI DEVE PERMETTERE DI INSINUARE CERTE COSE OFFENSIVE. PERCHE’ DIRE CHE SONO DI SEL E’ OFFENSIVO PER ME. AL POSTO DI CIARLARE INFORMATEVI E METTETEVI IN GIOCO.
    Giancarlo D’Isita


  • Altamar

    Per quando detto da Marasco; c’è da inserire nella lista dei mangia-mangia i big degli ambientalisti, basta guardare i signori delle campagne degli anni passati come si sono sistemati.


  • vigoli dino

    .
    .
    .
    I SIPONTINI A 5 STELLE PARLANO CON I FATTI.
    SE OGGI ESCE QUESTO COMUNICATO E’ PERCHE’ IERI I NOSTRI REFERENTI IN PARLAMENTO FRANCESCO CARIELLO E GIUSEPPE L’ABBATE HANNO DISCUSSO UN’ INTERPELLANZA URGENTE,CHE ANDAVA DISCUSSA A LUGLIO 2013,MA PER CAUSE DI GOVERNO E’ STATA SPOSTATA DOPO LE FERIE,QUINDI IN QUESTO FRA TEMPO E’ STATA AUTORIZZATA IL VIA (VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE)DA PARTE DEL CTVIA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE.
    IL DISCORSO E’ QUESTO:

    (FRANCESCO CARIELLO)
    Grazie Presidente, Gentile Ministro, Colleghi cittadini.
    oggi siamo ad interpellare il ministero dell’ambiente su una questione riguardante l’installazione di una serie di turbine eoliche al largo del golfo di Manfredonia. Tale interpellanza ha perso, purtroppo, il suo carattere di urgenza visti gli eventi che si sono verificati dalla data di presentazione ad oggi. In particolar modo risulta superata dalla valutazione di impatto ambientale già emessa dallo stesso Ministero. Ma poiché noi vogliamo continuare a fornire speranza ai cittadini del nostro paese siamo qui a ribadire con forza le ragioni di tale interpellanza ed a richiedere se possibile, le motivazioni che sono alla base della decisione presa dal Ministero e della fretta con cui lo stesso ha voluto esprimersi, considerando il fatto che aveva nel suo carico una interpellanza da parte del M5S.
    Senza polemica alcuna, ma per dovere di cronaca, ci preme sottolineare come sia potuto accadere questa interposizione di eventi. Ovvero la VIA precedente alla risposta del Ministro alla interpellanza urgente frutto delle istanze poste in essere dai cittadini.
    La risposta è semplice. La congestione di decreti legge governativi da approvare prima della pausa estiva.
    Sì, siamo alle solite, potrebbe dire qualcuno. Io direi che siamo alla prassi, che diventa regola. Infatti codesta interpellanza è stata annunciata nella seduta del 23 luglio, periodo in cui, sotto l’alibi “perenne” delle urgenze del paese, questo Governo ha monopolizzato il Parlamento costringendolo a dedicare totalmente il tempo a disposizione per l’approvazione finale dei decreti, che, seppur altrettanto importanti, hanno fatto sì che tutte le azioni di sindacato ispettivo (prerogativa di controllo dell’operato di Governo da parte di noi parlamentari) fossero rinviate a settembre.
    Facciamo quindi un passo indietro di oltre un mese. Era nostro obiettivo porre Lei, Ministro, ed il suo Ministero nelle condizioni di valutare gli impatti sul territorio, sul paesaggio, sulla cittadinanza e sull’avifauna al fine di supportarVi tecnicamente nell’esprimere un parere che tenga conto di tutte le istanze dei cittadini qui rappresentati. Questa interpellanza pone una serie di interrogativi ai quali noi auspichiamo di avere risposta certa, soprattutto perché ad oggi la VIA è stata già emessa.
    Sono lieto di citare le associazioni di cittadini che hanno contribuito alla formulazione dell’interpellanza. Le quali (associazioni) si sono costituite in un Comitato denominato “Mare Nostrum” ed hanno richiesto di portare la loro voce in parlamento visto che le lettere inviate al Ministero non hanno ricevuto risposta.
    Le associazioni sono le seguenti: Fidas Zapponeta, Lipu Foggia, Italia Nostra, Impegno Comune Manfredonia, Città Dinamica, F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano), Oasi lago Salso Manfredonia e Centro Studi Naturalistici-Onlus, A.S.D. Delfino Manfredonia, Rifiuti Zero, Associazione Altura, Associazione AICO e ACLI di Foggia.
    Nel corso degli ultimi anni, sono stati sottoposti a parere di Valutazione di impatto ambientale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 4 progetti per la realizzazione di parchi eolici offshore, tre dei quali nei mari di pertinenza della regione Puglia, segnatamente in provincia di Foggia. Un altro in Sicilia al largo di Trapani, così come si evince dal portale del Ministero dell’ambiente, nel quale, tramite un’applicazione satellitare GIS, si geo-localizzano le procedure VIA in corso con aggiornamento al 30 giugno 2013 (n.d.r. all’epoca dell’annuncio della interpellanza).
    Stranamente il Ministero esprime da una parte parere negativo al progetto N° CTVIA 1296 in data 19/07/2013 dell’impianto eolico offshore nella zona Banco di Pantelleria e Banchi Avventura (al largo delle coste siciliane) presentato dalla Four Wind s.r.l confermando il parere negativo espresso dalla Regione Sicilia. Mentre dall’altra parte esprime parere favorevole al progetto N° CTVIA 1303 in data 26/07/2013 relativo al Parco eolico Marino Gargano Sud presentato da WPD disattendendo il parere negativo espresso dalla Regione Puglia.
    Il totale dei progetti iscritti sul portale del Ministero dell’Ambiente prevede l’installazione di oltre 230 torri eoliche di cui oltre la metà saranno collocati all’interno del golfo di Manfredonia a meno di 7 miglia dalla costa; proprio nel golfo di Manfredonia sono stati localizzati due parchi eolici a poca distanza l’uno dall’altro senza tenere conto, evidentemente, delle correlazioni e delle sovrapposizioni di effetti derivanti da una distinta progettazione dei due significativi parchi eolici;
    I parchi eolici, in particolari casi, a causa della loro estensione e della loro disposizione planimetrica, costituiscono un’estesa barriera per le rotte migratorie dell’avifauna, anche internazionale, che rappresenta un patrimonio dell’intera comunità internazionale e la cui tutela è disciplinata a livello comunitario dalla direttiva 79/409/CE (cosidetta direttiva “Uccelli”);
    la collocazione dei parchi sopracitati, si inserisce in un territorio con importanti peculiarità, caratterizzato, come nel caso di Manfredonia, sia dall’antica presenza di saline, risalenti al IV secolo a.C., sia per la presenza delle zone umide «Frattaruolo», habitat essenziale per la tutela della fauna acquatica, tra l’altro sottoposto al regime di tutela previsto dalla convenzione internazionale Ramsar, sottoscritta da 150 paesi tra cui l’Italia;
    alcuni degli impianti citati risultano essere ubicati in aree tutelate dal punto di vista ambientale, in quanto appartenenti a parchi nazionali ed inseriti in zone a protezione speciale (ZPS) e in siti di interesse comunitario (SIC);
    la regione Puglia ha espresso giudizio negativo di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza ambientale in merito all’installazione di parchi eolici a poche miglia dalle proprie coste –:
    Pertanto il Comitato Mare Nostrum e noi cittadini la interpelliamo per sapere:
    1) se il Ministro ha avviato una mappatura completa della fascia di mare costiera, al fine di individuare le aree da assoggettare a tutela nei confronti della crescente quanto incontrollata proliferazione dell’installazione sul territorio nazionale di questa tipologia di impianti eolici, e per avviare una programmazione strategica dei parchi eolici per la cui realizzazione sarà necessario scegliere zone che non presentino possibili criticità sotto il profilo della compatibilità ambientale, paesaggistica e degli ecosistemi;
    2) se il Ministro ha ritenuto opportuno, in fase di valutazione dei progetti presentati, tenere conto dell’eventuale processo di ripristino ambientale a seguito della dismissione degli impianti eolici;
    3) se sono stati fatti studi approfonditi, avvalendosi eventualmente degli organismi e degli istituti di ricerca competenti, per valutare gli effetti sull’avifauna, sulla fauna ittica e sull’equilibrio della biosfera marina della realizzazione dei parchi eolici; a tal proposito si fa notare che il monitoraggio e la valutazione della mortalità di uccelli a causa di episodi di collisione con piattaforme e infrastrutture offshore misurata mediante la ricerca delle carcasse, risulta ancora più difficile rispetto ai siti terrestri per l’ovvia circostanza che le carcasse non vengono quasi mai ritrovate. Sono state invece sperimentate tecniche quali i sistemi radar, i sistemi di rilevamento termico di animali (thermal animal detection systems, TADS) e il rilevamento acustico. Ci chiediamo se tali tecnologie siano state prese in considerazione per la valutazione effettuata.

    4) se il Governo ha tenuto in debito conto le prevedibili ricadute sulle attività della pesca e con particolare attenzione sullo sviluppo turistico e la salute dei cittadini.
    Mi permetto di aggiungere considerazioni a margine della stessa interpellanza per fornire, come è nostra consuetudine, un approccio critico e nello stesso tempo propositivo all’azione del Governo anche attraverso questi semplici atti di sindacato ispettivo.
    In Italia, dove l’azione legislativa e amministrativa del governo in tutti i settori è sempre effettuata con un approccio lobbistico-emergenziale, non poteva essere diversamente anche in questa occasione di sviluppo energetico da fonti alternative. La localizzazione dei parchi eolici offshore non risulta determinata da alcuna programmazione strategica nazionale, è altresì lasciata all’iniziativa privata delle multinazionali, che spesso perseguono finalità speculative e di sfruttamento di risorse pubbliche. Spesso, ed il caso di Manfredonia è emblematico, si opera addirittura in contraddizione con gli investimenti infrastrutturali e di sviluppo del turismo. Infatti qualche settimana prima che lo stesso Ministero dell’Ambiente si esprimeva favorevolmente alla realizzazione di un parco eolico che dissemina l’intero Golfo con oltre 130 torri eoliche, il 18 luglio 2013 è stato inaugurato a Manfredonia il porto Turistico “Marina del Gargano”. La realizzazione delle torri eoliche e delle opere ad esse accessorie ha come primo, più vistoso ed evidente effetto, la devastazione irreversibile dei valori paesaggistici e panoramici. Per esempio i cavidotti interrati che intercettano una serie di percorsi terrestri e marittimi, inglobati nel perimetro di territori protetti e rilevanti da un punto di vista faunistico-venatorio. Anche l’effetto visivo e prospettico da qualsiasi punto si osserverà il golfo di Manfredonia, è tale che l’intero aspetto dei luoghi risulterebbe pesantemente trasformato e ciò, unitamente all’impatto delle pale sui flussi migratori dell’avifauna, fa decadere in modo definitivo qualsiasi valenza turistico-ambientale del territorio.
    Sia chiaro che le fonti rinnovabili rappresentano un importante investimento nel futuro energetico dell’Italia e dell’Europa, soprattutto che il Movimento Cinque Stelle ne promuove lo sviluppo ma allo stesso tempo sostiene che anche questo processo deve essere pianificato nel rispetto del territorio e del paesaggio, tutelando gli ecosistemi locali e le economie preesistenti ed inserendo un programma strategico di sviluppo ben definito.
    Il numero di impianti eolici installati nell’Unione europea è evidentemente destinato a crescere a
    un ritmo significativo dal breve al medio periodo in alcune zone d’Europa. L’energia eolica è
    universalmente riconosciuta come una fonte di energia pulita e rinnovabile e, in quanto tale,
    come una delle principali forme di energia in grado di contribuire alla mitigazione degli effetti dei
    cambiamenti climatici. Alla luce di tali considerazioni, sarà importante garantire che la sua
    espansione sia sostenibile sotto tutti i punti di vista e che avvenga senza pregiudicare
    l’ambiente naturale e il patrimonio naturale europeo.
    Invitiamo pertanto il Ministero ad assumere iniziative normative volte ad assoggettare a procedura di VIA completa tutti i progetti eolici offshore industriali con una visione di insieme, coordinati con il piano energetico nazionale, nonché con i piani paesaggistici regionali.
    Esattamente come ogni altra attività industriale che comporta l’utilizzazione della terra o del
    mare, lo sviluppo dell’energia eolica offshore ha inevitabilmente un’impronta ambientale che occorre
    considerare e affrontare con un approccio sistemico.
    Contrariamente all’energia generata da parchi eolici terrestri, la produzione di energia eolica
    offshore sta ancora muovendo i suoi primi passi e rappresenta solo il 2% circa della capacità
    installata di energia eolica europea. Gran parte dello sviluppo di questo settore si è avuto nel
    Mar del Nord e nel Mar Baltico, prevalentemente in acque basse di profondità inferiore a 30 m e
    a meno di 40 km di distanza dalla costa.

    Rispetto ai parchi eolici terrestri, gli impianti offshore sono più complessi e costosi da realizzare.
    La tecnologia à soggetta a requisiti più gravosi, se si considera l’ambiente operativo più duro e
    meno accessibile.

    Le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 27 settembre 2001, 2001/77/CE, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità e 23 aprile 2009, 2009/28/CE, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, nonché le direttive del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici e 21 maggio 1979, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, non ostano all’adozione, da parte di uno Stato membro, di provvedimenti nazionali più rigorosi che vietino l’installazione di impianti eolici non finalizzati all’autoconsumo all’interno di un sito Natura 2000, a condizione che il divieto sia conforme alle politiche ambientali ed energetiche dell’Unione, che non sia contrario al principio della parità di trattamento e che non vada oltre quanto necessario per realizzare lo scopo perseguito, circostanze, queste, che devono essere accertate dal giudice del rinvio.
    Natura 2000 è una rete ecologica di aree protette, istituito per garantire la sopravvivenza delle specie e degli habitat più preziosi d’Europa. Natura 2000 si basa sulla Direttiva Uccelli del 1979 e la direttiva Habitat del 1992. Le infrastrutture verdi che fornisce salvaguardano numerosi servizi ecosistemici e assicura che il sistema naturale dell’Europa rimanga salubre e resiliente.
    La situazione offshore è alquanto più complessa, in quanto vi è ancora un grosso divario nella
    designazione di siti marini Natura 2000, in parte a causa della conoscenza scientifica più scarsa
    per quanto riguarda specie e habitat in ambiente marino, compresi i mammiferi. Ecco perché è
    importante fare in modo che gli Stati membri provvedano quanto prima a designare aree marine
    protette ai sensi delle direttive Habitat e Uccelli in modo da eliminare le incertezze legali
    riguardo alla potenziale adeguatezza alla costruzione di centrali eoliche di un dato sito marino.

    Concludo riassumendo quelli che riteniamo i passaggi fondamentali
    * I siti devono essere selezionati nel quadro di un approccio strategico alla pianificazione, tenendo conto, tra l’altro, di condizioni del vento, valori naturalistici (comprese le denominazioni Natura 2000), visibilità e collegamenti alla rete.
    * Non è accettabile che, come invece è diventata prassi usuale, la localizzazione e la dimensione degli impianti vengano decise solo in base a contrattazioni tra le ditte produttrici ed i comuni interessati, che spesso svendono per pochi soldi i valori ambientali più significativi dei loro territori, tra l’altro con danni anche economici assai notevoli per l’agriturismo, il turismo naturalistico, l’allevamento del bestiame, eccetera.
    * Occorre che le Regioni varino piani energetici accurati che tengano conto dei valori ambientali e che, in attesa di tali piani, venga imposta una moratoria alla realizzazione di nuovi impianti eolici. Vanno inoltre incoraggiate altre forme di produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare termico ed il solare fotovoltaico.
    * Vi è un alto livello di disinformazione in merito alle centrali eoliche vista da molti, anche titolari di responsabilità decisionali in questo settore, come a basso impatto ambientale ed assai utili per la riduzione dell’effetto serra. Occorre quindi un’attenta opera di sensibilizzazione e di informazione in merito alla situazione reale.

    (GIUSEPPE LABATE)
    Grazie Ministro,

    non siamo per nulla soddisfatti di questa sua risposta. Ma ad essere insoddisfatto di questa sua ennesima sconsiderata scelta non sono solamente i discoli del MoVimento 5 Stelle. Sarebbe sufficiente citarvi le parole dell’allievo di Francesco Forte, quel Giorgio Ragazzi economista del Fondo Monetario Internazionale, direttore esecutivo della Banca Mondiale per 4 anni – uno più vicino a voi che a noi per intenderci… – Bene..per Giorgio Ragazzi “i sussidi alle energie rinnovabili sono forse una delle PEGGIORI vicende di malgoverno, di cui nessuno vuole parlare, probabilmente perché la responsabilità è condivisa da DESTRA e SINISTRA”. Ma guarda un po’! Un altro dannato moralista!
    La favoletta dell’Italia “green”, del Belpaese ricco di sole e di vento che avrebbe soddisfatto la sete energetica dell’intera nazione forse avrà ingannato gli ingenui. È una favoletta che, però, non ha portato al sonno delle menti più colte che, sfortunatamente in POCHISSIME occasioni, ci aprono gli occhi sulle scellerate scelte perpetuate negli ultimi 20 anni.
    Quando nel 2008, il decreto del duo Bersani-Pecoraro Scanio fissò gli obiettivi di potenza da installare, prevedeva il raggiungimento di 3 gigawatt di potenza entro il 2016: ad oggi, ed oggi se non erro siamo ancora nel 2013, siamo a malapena a 17 gigawatt: una potenza ben SEI volte superiore. Ma noi continuiamo tranquillamente ad approvare nuovi progetti. Verrebbe da chiedersi: perché c’è bisogno di energia rinnovabile o c’è fame di incentivi? Degli ultimi incentivi a disposizione! La storia delle rinnovabili in Italia è una storia fatta di governi di sinistra, prima, e di destra, poi, che hanno distorto il mercato volutamente: che non hanno ridotto gli incentivi mentre crollava il costo dell’investimento, offrendo quindi l’opportunità di lauti e sicuri profitti alle tante aziende straniere. Imprese che non fanno impresa, non creano posti di lavoro, distruggono il paesaggio e che portano a casa – a casa LORO, non nella NOSTRA – la quasi totalità dei profitti. Mentre i cittadini italiani non hanno visto calare neppure di un centesimo la loro bolletta, queste imprese straniere hanno costruito la redditività dei loro business plan sui lauti incentivi dello Stato Italiano. Mentre, in tutti questi anni, non ci si è curati minimamente di realizzare una rete in grado di recepire tutta questa energia rinnovabile da utilizzare immediatamente e senza avere ancora certezze sul possibile stoccaggio. Un’assenza di visione che ci costa DODICI miliardi l’anno (x2) che paghiamo puntualmente in bolletta con la componente A3: un’operazione colossale, equivalente a tre punti di IVA mentre il teatrino va avanti sul presunto aumento di un solo punticino. E per ridurre questi oneri sulle bollette, l’unica idea che ha questo Governo è l’ulteriore strumento di “ingegneria finanziaria”: l’emissione di obbligazioni pari a 3 miliardi l’anno. Rimaniamo sgomenti dinanzi a queste politiche!
    Ma vediamo in che territorio – e con queste premesse – volete avallare la costruzione di questo ennesimo parco eolico. La Puglia produce il TRIPLO dell’energia che riesce ad utilizzare. Una regione che con le poesie e le favole ecologiche ha riempito i campi di pannelli fotovoltaici sottraendoli all’agricoltura, ha puntellato la capitanata con 2.000 spilli, 2.000 pale eoliche che in pochissimi anni hanno intasato la rete (dove sprechiamo 500 gigawatt-ora all’anno) e che paghiamo per restare ferme anche quando c’è vento. Che non hanno impedito l’utilizzo di centrali a carbone, come quella di Brindisi Nord – e con il traffico del trasporto marittimo di carbone quadruplicato, in barba all’impegno preso dall’Italia con il Protocollo di Kyoto. L’unico a salvarsi era stato, sinora, il MARE ma, giustamente, non si poteva non metter mano anche lì. E se la Giunta Regionale (DOPO LUSTRI) si desta e non dà l’ok, ci pensa il Ministero. Per giunta in quel golfo di Manfredonia, già vittima del disastro Enichem nel 1976 dove l’area del petrolchimico fu scenario dell’esplosione di una colonna di lavaggio dell’ammoniaca che disperse 10 tonnellate d’anidride arseniosa e 18 tonnellate di ossido di carbonio. Città evacuata ben DUE volte Manfredonia, 17 gli operai morti fino ad oggi: con il Tribunale che, ovviamente, ha archiviato il tutto senza colpevoli con il contemporaneo fallimento dell’Enichem. In un territorio martoriato da speculazioni e fallimenti e che solamente ora, dopo aver pagato un salato scotto alla modernità industriale, cerca di RIALZARSI per camminare sulle gambe del turismo, si decide di distruggere in un colpo solo il MARE, L’ECONOMIA, la PESCA, la FAUNA ITTICA e L’AVIFAUNA nonché l’equilibrio della BIOSFERA MARINA. Stentiamo ancora a comprendere di cosa, secondo il Governo, dovranno vivere i cittadini del Golfo di Manfredonia: forse potremo aprire proprio qui, nella terra degli spilli, scuole in grado di realizzare finalmente una mappatura completa della fascia costiera per individuare dove installare gli impianti eolici off-shore, per scegliere FINALMENTE zone che non presentino criticità di compatibilità ambientale, paesaggistica e degli ecosistemi e che non incidano negativamente sull’economia locale. Con incentivi smisurati che drogano il mercato, innalzano il livello di tassazione dei cittadini, non producono sconti per la bolletta dei consumatori, senza accumulatori in grado di stoccare l’energia in eccesso, senza una rete elettrica idonea, STENTIAMO a comprendere la strategia sottesa a questa approvazione di nuovi parchi eolici. STENTIAMO a comprendere la ragione di collocarli in una Puglia che non SA COSA FARSENE di questa energia. E STENTIAMO ad accettare che tutto ciò accade senza che vi sia una CHIARA, ESPLICITA, DEFINITIVA strategia energetica nazionale. In conclusione non posso che augurare a Lei Ministro, quello che non potrò augurare ai miei corregionali sipontini: buon lavoro!


  • vigoli dino


  • Nibbio

    inutile mettere gli articoli x intero…caro Dino tanto nn li legge nessuno me per primo, ecco magari postare alcuni link è piu semplice e piu sensato 😉


  • Giovannijolly

    Scusatemi,ma se ai nostri Amministratori non gliene frega un ca… del paesaggio e della incompatibilità ambientale(VEDASI PARCO IN ZONA CIMITERO!),cosa volete che gli gliene importi a uno che a Manfredonia si o no ci ha messo il piede?Inoltre,vi pongo una domanda:Ma siete proprio sicuri che i politici locali( e si è fatto già un nome,nei mesi scorsi e la Red.lo ha depennato!)non abbiano preso —–?Chi sponsorizza un simile scempio già si sà,solo che si muovono dietro le quinte per vedere i risultati ,che in ogni caso ,saranno catastrofici,per le città del Golfo e non per le loro tasche!


  • Mancheno


  • Il Sultano

    Perché continuare con questa lagna ? Perché dire ancora che Manfredonia non vive di turismo ? Se lo vuole, lo fa. Non certamente spellando i turisti come fanno sul Gargano . Capendo che un cliente che torna è un gran successo . Ma le pale eoliche ferme ed improduttive no . Tanto chi le impianta non assume, ha personale straniero perfino per installarle … ma ci lametinao ancora o reagendo salviamo capra e cavoli, dedicandoci al turismo senza implorare l arrivo del padrino politico di turno ?
    Sveglia !

  • Secondo me siccome a manfredonia c’è poco e niente da un punto di vista turistico…qualche tour guidato in battello “alle pale eoliche” potrebbe piacere a certi turisti, tipo i tedeschi, appassionati di tecnologia.

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