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Riva, Governo concede Cigs e studia Commissariamento

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Ilva, lavoratori (st)

ROMA (Reuters) – Il governo sta studiando una soluzione che eviti a 1.400 dipendenti del gruppo Riva di perdere il lavoro, dopo che l’azienda li ha messi in libertà come reazione a un sequestro di beni per 1 miliardo nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei Riva nel sito Ilva di Taranto, di proprietà della famiglia.

Al momento l’unica cosa certa è che l’esecutivo ha garantito ai sindacati i fondi per mettere i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e che lunedì il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, riceverà l’azienda.

Si studia, anche se è difficilmente percorribile, l’ipotesi di commissariamento degli impianti, suggerita ieri dalla Fiom. I siti sequestrati non sono infatti direttamente coinvolti nell’inchiesta per disastro ambientale (come l’Ilva di Taranto), né sono falliti.

Riva Acciaio, società della famiglia Riva, ha comunicato ieri la cessazione di tutte le attività a seguito del sequestro preventivo di beni dei Riva per complessivi 8,1 miliardi ordinato dalla magistratura, dei quali finora la Guardia di Finanza ha sequestrato 2,2 miliardi. Oltre 1 miliardo è stato requisito martedì tra beni mobili e immobili, titoli bancari e azioni di proprietà di 13 società collegate alla holding Riva Fire. I dipendenti messi in libertà sono occupati negli impianti di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e Riva Energia e Muzzana Trasporti.

“L’azienda lunedì chiederà la cassa integrazione straordinaria e già giovedì la questione sarà discussa al ministero del Welfare ma noi speriamo di trovare con il governo una soluzione prima”, ha riferito a Reuters Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, dopo un incontro con il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, Fim-Cisl e Fiom.

Zanonato ha portato il dossier a Palazzo Chigi e si lavora su ipotesi diverse. “La prima è vedere se è possibile gestire l’azienda indipendentemente dal sequestro. La seconda è se sia invece necessario un nostro provvedimento che, salvaguardando le decisioni del giudice, consenta la ripresa dell’attività. Il commissariamento fa parte della seconda ipotesi”, ha riferito il ministro al termine della riunione con i sottosegretari allo Sviluppo, Claudio De Vincenti e alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi. Collegato telefonicamente anche il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante.

di Francesca Piscioneri e Alberto Sisto (Reuter’s)



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