Economia

Bortolussi, caro carburante, con aumenti Iva e accise rincari fino a 377 euro

Di:

G.Bortolussi (lamiapartitaiv@)

Roma – IL probabile aumento dell’Iva rischia di avere degli effetti molto negativi anche per i portafogli degli automobilisti. La CGIA ricorda che dal 2011 ad oggi abbiamo subito ben 7 aumenti delle accise sui carburanti ed un incremento dell’Iva: se dal prossimo primo ottobre non sarà scongiurato il ritocco all’insù di un punto dell’aliquota ordinaria attualmente al 21%, gli aumenti subiti dall’imposta sul valore aggiunto in questi ultimi 3 anni saranno 2.

Secondo un’analisi effettuata dall’Ufficio studi della CGIA, tutto ciò ha avuto degli effetti pesantissimi: rispetto al 2010, una famiglia media italiana con un auto alimentata a benzina che, secondo i consumi medi rilevati dall’Istat, percorre circa 15.000 chilometri all’anno con un consumo di circa 900 litri di carburante, ha subito in questi ultimi 3 anni un rincaro di 216 euro. Se tra poco meno di una ventina di giorni l’aumento dell’Iva verrà confermato, l’aggravio salirà a 219 euro

Molto peggio sono andate le cose per chi dispone di un’autovettura di media cilindrata alimentata a gasolio.

A fronte di una percorrenza media annua rilevata dall’Istat pari a 25.000 chilometri all’anno che dà luogo ad un consumo annuo di circa 1.300 litri di gasolio, il rincaro subito nelle aree di servizio a seguito degli aumenti delle accise e dell’Iva avvenuti negli ultimi 3 anni è stato di 372 euro. Se dal prossimo primo ottobre l’aumento dell’Iva verrà confermato, l’aggravio salirà a 377 euro: una vera e propria stangata.

Per il Segretario della CGIA di Mestre corriamo dei grossi pericoli: “I risultati emersi da questa elaborazione ci devono servire da monito. Ricordo che l’80% circa delle merci in Italia viaggia su gomma. Se l’aumento dell’Iva non verrà bloccato, quasi sicuramente registreremo un rincaro generalizzato dei prezzi di tutti i beni che quotidianamente troviamo sugli scaffali dei negozi o dei supermercati. Non dobbiamo scordare che dall’inizio della crisi alla fine del 2012, il Pil nazionale è diminuito di 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. Questa caduta di 5 punti corrisponde, in termini assoluti, ad una diminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro a famiglia. Se non scongiuriamo il ritocco dell’Iva corriamo il pericolo di penalizzare ulteriormente la domanda peggiorando la situazione economica delle famiglie e quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di consumi interni”.

Gli incrementi subiti dalle accise sui carburanti cosa sono andati a finanziare ? La cultura e lo spettacolo, gli interventi umanitari a favore degli immigrati arrivati nel nostro Paese dal nord Africa, la messa in sicurezza dei territori della Liguria e della Toscana colpiti dall’alluvione del 2011 e la ricostruzione delle zone terremotate dell’Emilia e dell’Abruzzo.

Redazione Stato



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi