EditorialiManfredonia
A cura di Vittoria Gentile

Fertility day

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Manfredonia. C’è una nota beffarda dietro questa sfolgorante iniziativa ministeriale, del ministero della salute precisamente, istituita per la giornata del 22 settembre (questo, e quelli a venire) e denominata, per l’appunto, giorno della, o per, la fertilità. Giornata di sensibilizzazione nata per attirare l’attenzione sul tema e contrastare la denatalità nel nostro paese; anche informando i cittadini, soprattutto i giovani, sulle caratteristiche della fertilità umana e sui fattori di rischio (alcol, droghe, ecc) che possono incidere negativamente sulla loro potenzialità di diventare lieti genitori. Un’iniziativa costata, pare, 200mila euro.

Già la campagna di comunicazione, alcune immagini qui sopra, si era tirata dietro critiche e disappunto trasversalmente agito. Donne con la clessidra (“il tempo scade eh..”) e mani sul pancino; foto di bimbi, loro malgrado, figli unici perché gli infausti genitori “si erano ricordati tardi”..e via tirando la croce addosso alle persone in età fertile, e alle donne in particolare. Donne, per lo più, trattate nella comunicazione come delle edoniste incoscienti che mal si affrettano a dare figli alla patria. Toni offensivi, cornici simboliche d’altri tempi, scaricabarile diretto del problema denatalità sui cittadini , le cittadine particolarmente. Tanti sono stati gli allibiti, che la ministra si è affrettata a ritirare almeno alcune delle cartoline proposte.

La clessidra in testa. Cartoline che alla stessa, per la verità, erano sembrate in prima visione “non male”. E’ sin troppo facile constare, ma la ministra stessa ne ha convenuto, che il problema denatalità che questo paese si porta appresso, ben accompagnato da molti altri paesi europei peraltro, ha ragioni strutturali e intersettoriali. Ragioni economiche, e di lavoro femminile, che certamente disincentivano la voglia, ma soprattutto la possibilità di far figli; figli che arrivano sempre più tardi, intanto che le coppie provano a cercare la quadra della propria esistenza perché sia un’esistenza, almeno, dignitosa. Problemi infrastrutturali e welfare sociale lacunoso e/o percepito come non supportivo. Ragioni educative e formative, esse stesse strutturali. Laddove in molti paesi europei l’educazione affettiva e relazionale è curricolare sin dalle prime classi, noi tiriamo a campare con progetti e buona volontà, e gran sperpero di soldi comunque; perché le associazioni e il mondo cattolico in generale si son messi e di traverso, sbarrando la strada con un bel.. ”questa legge non s’ha da fare!”.

Non è vero che le donne siano incoscienti, le donne sono molto coscienti, invece altrochè.

Allora quale senso ha questa fertilissima (di immagini e contenuti maldestri) propaganda ministeriale? Ma più di tutto, come hanno potuto comuni vari, associazioni ed enti assortiti accodarsi al fertility e alla campagna sociosanitaria annessa senza un minimo di riflessione, un minimo di decodifica dei contenuti, in definitiva, il minimo del buon senso consentito per comprendere che tale campagna è fallace perché trasmette messaggi a tratti perentori, minatori, comunque squalificanti e sempre paternalistici verso l’utenza a cui è rivolta?? Per non dire delle donne che non hanno potuto o anche voluto aver figli; e mica è un reato essere donna e non voler figli, oppure dobbiamo pensare di sì? Come si dovrebbero sentire tutte queste donne all’annuncio della lieta novella che aver figli ed essere fertiliè così bello… però cavoli, ricordati della clessidra!

Un autogol pazzesco, costato denaro pubblico. Il problema esiste, lo strumento è invece maldestro, offensivo nella comunicazione, mal orientato rispetto all’obiettivo. Il premier ottimista ha commentato di non aver mai sentito di nessuno che si è convinto a prolificare per aver visto un cartellone pubblicitario. Vero. Ma l’ottimistico premier e il creativo ministero nemmeno possono permettersi di prendersi gioco così palesemente dell’intelligenza e del cuore altrui. Nemmeno nella missionimpossible di contrastare la denatalità focalizzando sulla fecondità e la fisiologia, intese in senso stretto. Come dice qualcuno, più che altro, ci vorrebbe unfertilizzantissimo intelligence day; effettivamente.

(A cura di Vittoria Gentile, Manfredonia 13.09.2016)



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