Capitanata

Foggia, rubata corona Madonna Incoronata. Don Felice: “3 volte sacrileghi” (FOTO)


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Incoronata (St)

Foggia – E’ DESOLANTE lo scenario che si schiude di fronte ai pellegrini quando si entra nel Santuario alle porte di Foggia. In fondo, dall’alto, non c’è più la Madonna Nera con in braccio il bambino, probabilmente esempio d’arte orientale sfuggito all’iconoclastia e messosi a riparo nelle lande daune. C’è soltanto una teca vuota, squarciata a colpi di martello e mezza aperta. A terra, decine di migliaia di frammenti vitrei che scricchiolano sotto le suole delle scarpe, scandendo un lugubre suono di melanconia. La statua è nella sagrestia, in una saletta guardata a vista da fedeli, pochi, da don Felice Bruno e qualche Carabiniere. Manca, invece, la corona che le cingeva la testa.

LA DINAMICA – Sono le 2.15 del mattino. Don Felice sente scattare l’allarme all’interno del Santuario. Non è la prima volta che accade. L’elettronica è sensibile e basta il volo di una mosca per produrre rumore e attivare l’antifurto. Questa volta, però, a scattare non sono i rilevatori anti volumetrici (per giunta leggermente alterati dai malviventi), bensì gli allarmi della teca. Don Felice allora, che dorme poco distante, scende dabbasso, accende le luci, i banditi fuggono e lui scopre il misfatto. Sparsi in giro, nell’aria di tensione e di timore, vetri, qualche decina di monili in oro del vestito della Vergine Nera, gli strumenti utilizzati per il colpo. Sul posto, i Carabinieri di Foggia rinvengono un piede di porco, delle tenaglie, un martello. I primi, con i quali si è tentato di forzare la teca. L’ultimo, usato invece per asportare la corona in oro e zaffiri dalla statua.

La teca martellata (St)

Sul vetro, due fori. Il primo coincide con la testa della Madonna. E’ quello in cui è entrata la mano del ladro (o dei ladri, c’è ancora indecisione su quanti abbiano partecipato al colpo) che ha trafugato il monile dal valore, stimato, di 18 mila euro. Il secondo, ricavato alla base. I Carabinieri di Foggia la ricostruiscono così: “Hanno tentato di asportare anche la corona del bambino la quale, per un motivo o per un altro, deve essere scivolata e caduta posteriormente rispetto alla statua. Di qui, l’esigenza di aprirsi a martellate un secondo foro, in basso”. Ma qualcosa va storto, scatta l’allarme e i banditi fuggono. Per il momento, non si capisce come, dove e con quali mezzi. Se ci fossero più persone, pali o ricettatori pronti a comprare il monile che, tuttavia, ha un valore meramente simbolico e non storico. Quel che si sa, invece, è come siano entrati. Fra la statua e la cappella dov’è custodito il legno dell’apparizione, c’è una finestra che dà sul lato del Santuario. E’ un luogo appartato, con vista campi (dai quali è separato da un muro non troppo alto) e, di giorno, affacciato sul Vulture. Chi ha agito, ha operato in tranquillità, forzato il vetro d’accesso, segato un paio di sbarre ed è sgusciato senza problemi nell’edificio sacro di costruzione novecentesca.

“APPELLO: PENTITEVI” – Il più amareggiato di tutti, chiaramente, è il parroco del Santuario, don Felice Bruno. Con voce sommessa, racconta la nottata movimentata nei termini in cui da noi riportati. Poi, quasi accarezza le vesti della Statua, lamentandosi che, “erano piene di vetri”. Sa bene che non sarà cosa facile rinvenire l’elemento in oro della Vergine.Ma la fede lo porta avanti, a sperare: “Faccio appelli ai protagonisti di questo gesto affinché si pentano. Con il loro furto sono stati tre volte sacrileghi: verso la santità della Vergine, verso una comunità di pellegrini (un milione e mezzo ogni anno, ndR) e verso i fedeli di Palazzo San Gervasio che Le avevano donato la corona”. E i fedeli potentini sono lì, attoniti. Sono in tre, accorsi non appena appresa la notizia. Due, i più anziani, non si rassegnano. Restano seduti, con gli occhi lucidi, di fronte alla teca vuota. “Abbiamo raccolto la questua in tutto il paese ed altri li avevamo messi di tasca nostra”, acconta un devoto appoggiato ad un bastone. E’ sconvolto di fronte alla scena del furto. “Non ci putimm crer”, non possono crederci. La donazione venne fatta nel 2005, sei anni fa. La corona in oro e pietre preziose sostituì quella precedente, in materiale povero. Stagno, forse alluminio.

Dalla tenenza della Beneamata foggiana fanno sapere che, prestissimo, la foto della corona sarà inserita nella Banca Data opere d’arte, un software che riunisce tutte le immagini delle opere d’arte sottratte o scomparse.

La finestra da cui sono entrati i ladri (St)

Furto Incoronata, Mongelli: “Offesa l’intera comunità foggiana”. L’Amministrazione comunale esprime solidarietà alla comunità orionina. “Il furto sacrilego perpetrato nel Santuario dell’Incoronata offende l’intera comunità foggiana e quella ancor più grande dei fedeli che a milioni si raccolgono in preghiera in questo luogo sacro”. Il sindaco, Gianni Mongelli, esprime la solidarietà e la vicinanza dell’intera Amministrazione comunale al neo rettore della basilica, don Felice Bruno, ed alla comunità orionina “sicuro di esprimere i sentimenti di una città già prostrata da mille difficoltà ed alle prese con una complessa situazione sociale”. “Confido nella competente attività di magistratura e forze dell’ordine, affinché sia presto recuperato questo prezioso simbolo sacro – conclude Mongelli – il cui valore è di ben altra natura e di gran lunga superiore di quello che ha mosso la mano dell’ignoto ladro”.

Furto Incoronata, Mongiello: “Simbolo del degrado etico e morale; la città saprà esprimere sdegno civico e solidarietà . “E’ doloroso verificare come neanche un simbolo così radicato nella cultura popolare e nella fede cattolica riesce a fermare l’avanzare del degrado etico e morale”. La senatrice Colomba Mongiello è “vicina con il cuore alla comunità ecclesiastica del Santuario ed a quella ancor più vasta dei fedeli, offesi e smarriti da un gesto gravissimo”. “La sacralità di quel luogo è avvertita da tutta la cittadinanza, a prescindere dalla condivisione del culto cattolico – conclude la senatrice del Partito Democratico – e sono certa che vorrà e saprà esprimere tutto il senso del proprio sdegno civico e della propria solidarietà”.


Furto al Santuario dell’Incoronata, la solidarietà del presidente della Provincia Antonio Pepe.
“Il furto che ha colpito il Santuario dell’Incoronata, il sacrilegio della sottrazione della corona che orna la statua della Madonna alla quale milioni di fedeli sono devoti, è un atto inquietante che provoca, in tutti noi, ferma condanna e sdegno”. E’ il commento del presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe in merito al furto verificatosi questa notte all’interno della Basilica a Sud del capoluogo dauno. “Nell’esprimere la viva solidarietà dell’Amministrazione provinciale al nuovo rettore, don Felice Bruno e a tutti i fedeli, auspichiamo che le Forze dell’Ordine facciano immediatamente luce su questo atto criminale così come ci auguriamo che i ladri stessi possano ravvedersi restituendo un prezioso simbolo di grande valore artistico e affettivo alla Comunità cristiana di Capitanata”, conclude Antonio Pepe.

p.ferrante@statoquotidiano.it riproduzione riservata

Foggia, rubata corona Madonna Incoronata. Don Felice: “3 volte sacrileghi” (FOTO) ultima modifica: 2011-10-13T11:27:28+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Amoruso M.

    No! adesso basta!
    Riponete la Corona sul capo della Madonna!


  • michele Manf.

    Che dire siamo proprio alla frutta altro che Napoli a foggia ci vuole l’esercito


  • michele Manf.


  • stiamo messi male

    nemmeno alla madonna lasciano in pace VERGOGNAAAAAAA!!!!!!!!!!!


  • Vito

    spero che l’abbiano presa gente indigente e bisognosa..la madonna non sa che farsene dell’oro…


  • Antonio

    Mamma Santissima hai perso la corona ma hai trovato me. ti voglio bene più di me stesso. un bacio Mamma.
    Non rammaricatevi la Madonna è adorna in cielo di tutte le più belle gioie che gli diamo noi e che il Signore Dio trasforma in gioielli e li mette sul capo di Maria. questi non li potrà rubare nessuno. Anche Padre Pio “rubava” l’oro alla Madonna per dar da mangiare ai poveri.
    Sia Lode a Te o Cristo nell’alto dei Cieli.
    Amen.


  • Anonimo

    la Madonna penserà lei a ripagare la devozione verso di lei
    ladri pentitevi


  • Anonimo

    siete una vergogna FOGGIANI


  • Antonio

    i Foggiani non farebbero mai una cosa del genere

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