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ILVA, Peacelink su Aia: Clini, resta inquinamento (TS)

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Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini (Ph: ecologia.guidone)

Taranto – “Il ministro fornisce un annuncio che non garantisce riduzioni di inquinamento in quanto, anche con 7 milioni di tonnellate/anno, nel quartiere Tamburi di Taranto è stato sforato il limite di 1 nanogrammo/m3 di benzoapirene, che è un pericoloso cancerogeno emesso in massima parte dalla cokeria Ilva”. Così all’Ansa Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink Taranto, relativamente ai contenuti della nuova Aia per l’azienda siderurgica, illustrata dal ministro dell’Ambiente Clini ieri.

AIA Ilva – parere istruttorio conclusivo ottobre 2012
Ilva: azienda paga 2.5mln a Regione. L’Ilva di Taranto ha pagato alla Regione Puglia circa 2mln e mezzo di euro per una ecotassa evasa per l’attività di discarica abusiva e lo sversamento incontrollato di rifiuti speciali accertato nel 2009 dalla Guardia di finanza. Lo rende noto l’assessore al Bilancio della Regione Puglia, Michele Pelillo. In base a quanto riportato dall’ANSA, si fa riferimento al sequestro fatto dalla Gdf, nel 2009, di un’area all’interno dell’Ilva di 85.500 metri quadri dove erano stoccate in maniera illecita 60.000 tonnellate di rifiuti speciali.

AIA ILVA, NICASTRO: STRUMENTO DUTTILE, NON PIETRA TOMBALE “Registro con piacere il passo avanti fatto in queste ore con la definizione dei punti che dovrebbero rientrare nel provvedimento di riesame dell’Aia per lo stabilimento Ilva di Taranto. Devo tuttavia dire che di questo si parla, appunto, di un passo, non del punto di arrivo che sarà invece costituito dal provvedimento di Autorizzazione. Un provvedimento che non è una specie di pietra tombale che chiude definitivamente una vicenda ma che, invece, deve essere duttile soprattutto in relazione alle evidenze che, eventualmente, dovessero emergere dalla valutazione sanitaria dell’inquinamento”. Così l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro in relazione alle notizie relative al riesame dell’Aia per lo stabilimento Ilva di Taranto.

“E’ importante sottolineare che il lavoro del comitato istruttore ha tenuto conto di tre elementi documentali: il piano di risanamento per la qualità dell’aria del quartiere tamburi di Taranto, la legge sulla valutazione del danno sanitario e le indicazioni contenute nelle perizie che hanno portato al provvedimento di sequestro della magistratura ionica. Attendiamo i lavori della conferenza di servizi – prosegue Nicastro – che dovrà far sintesi del lavoro fatto dal comitato istruttore nel confronto anche con tutte le realtà che hanno chiesto di essere ascoltate. Solo dopo il definitivo provvedimento, completo di prescrizioni ed interventi da realizzare, avremo un quadro più chiaro del futuro”.
Torno a chiarire che l’eventuale Autorizzazione Integrata Ambientale non è un monolite che chiude in modo definitivo la questione: la Regione Puglia con la richiesta di inserire come prescrizione il raffronto tra le indicazioni dell’Aia stessa con le evidenze delle valutazioni sanitarie che emergeranno nel tempo intende garantire sempre migliori performance ambientali. Intendiamo – conclude Nicastro – come abbiamo detto in occasione del varo della legge sulla valutazione del danno sanitario non fermarci ai limiti emissivi ma mettere al centro l’uomo e la sua salute tenendo come cartina di Tornasole le ripercussioni dei carichi ambientali sulla salute dei cittadini”.

Redazione Stato



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