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Calcio, II Divisione, il Foggia sbanca Messina: 3 – 0

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(Ph: Antoneltis)

Messina – BIS! I rossoneri sbancano lo stadio San Filippo, portano a casa la prima vittoria fuori casa della stagione, bissano anche nei gol la vittoria di domenica scorsa allo Zaccheria contro il Martina e mettono definitivamente alle spalle le incertezze di inizio stagione. Ancora un 3-0 per la pattuglia di mister Padalino che a Messina oltre a confermare la ritrovata vena di bomber Giglio, trova anche i gol di D’Allocco e di Zizzari. La cronaca. Primo tempo di marca rossonera che parte subito forte: al 2’ va già alla conclusione con Venitucci che in contropiede percorre 40 metri palla al piede e dal limite cerca l’angolino basso sfiorando di poco la marcatura. 3’ dopo è sempre Venitucci il protagonista con una bella apertura verso Cavallaro, anticipato fuori area dal’estremo peloritano, Iuliano. Al 5’si vede il Messina ma la debole conclusione di Lasagna è smorzata da Pambianchi e bloccata da Narciso. Al 13’ il Foggia passa.

Cavallaro batte un angolo basso, Agnelli tocca di tacco per Giglio che appostato a pochi metri da Iuliano lo batte con un tocco di interno: vantaggio del Foggia e terzo gol per bomber Giglio. Il Messina accusa il colpo e si innervosisce, in pochi minuti 4 suoi giocatori finiscono sul taccuino dei cattivi, ma di azioni pericolose neanche l’ombra. Il Foggia controlla e punge in contropiede. Al 26’ Venitucci su punizione aggira la barriera ma Iuliano para in due tempi, poi, su finire del primo tempo prima Agostinone, con un gran tiro che finisce di poco a lato, e poi Cavallaro, destro indirizzato al’incrocio che Iuliano manda in angoo, sfiorano il raddoppio. Allo scadere l’unico brivido per il Foggia: Lasagna, su punizione, sfiora il palo alla destra di Narciso. Nella ripresa il Messina fa subito capire che vuole riportare la gara in parità. Appena rientrati in campo la malasorte torna ad accanirsi sul Foggia: Grea si accascia a terra e viene portato prima a bordo campo e poi in ospedale.

Il Messina spinge si fa anche pericoloso con un paio di conclusioni dal limite ma Narciso non corre eccessivi pericoli. Con il passare dei minuti il Messina si spegne e allora il Foggia prova a colpire prima con Agostinone, 14’ tiro a giro da destra che sfiora l’incrocio dei pali opposto, poi con due conclusioni di Cavallaro e D’Allocco. Al 26’ arriva il raddoppio del Foggia ancora su calcio d’angolo di Cavallaro: palla che arriva bassa in area, errore in disimpegno della retroguardia peloritana che favorisce Licata che da pochi passi batte Iuliano: 0-2.

Sembra finita, ma c’è ancora il tempo di vedere Cavalaro fallire il terzo gol rossonero e Narciso salvare almeno in due occasioni il gol per riaprire la partita. Ma Narciso ha chiuso la porta ed invece il Foggia ha ritrovato la vena del gol tanto che nel finale dopo aver fallito più volte il terzo gol lo trova a tempo scaduto con Zizzari che scarica alle spalle di Iuliano tutta la rabbia accumulata per un inizio di stagione in salita. Finisce con i fischi del San Filippo per i giocatori di casa che sono dolce melodia per le orecchie dei giocatori rossoneri: Foggia batte Messina 3-0.

Soddisfazione e felicita’ colorano le parole di mister Padalino, immediatamente dopo il triplice fischio finale di Messina-Foggia, che ha sancito la vittoria, per 3-0, a favore dei rossoneri: “Sono contento del risultato odierno ma soprattutto della prestazione che la mia squadra ha offerto. Fin dai primi minuti di gioco, i miei ragazzi hanno dimostrato superiorità in campo, segno di una personalità di squadra che sta crescendo domenica dopo domenica. La vittoria di oggi e’ certamente un importante passo in avanti”. E, a proposito della formazione avversaria, il tecnico rossonero dichiara: “Il Messina ha cercato di reagire e di riacciuffare il risultato, sarebbe stato anormale il contrario; e’ una squadra composta da ottimi giocatori, bisogna sempre soffrire per agguantare l’obiettivo”. Parole dolci anche per Zizzari, l’autore del terzo gol: “Sono contento per lui, che ha siglato la sua prima marcatura con la casacca rossonera, finalmente si e’ sbloccato. Il risultato odierno – aggiunge mister Padalino – e’ frutto del lavoro svolto, ogni giorno, dai miei ragazzi che dimostrano una disponibilità che e’ certamente da elogiare; quella di Messina, e’ un’altra piccola battaglia vinta che servirà ad arrivare all’obbiettivo finale, fortemente auspicato da ognuno di noi.”

Redazione Stato



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  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’avv. Eugenio Gargiulo: ecco perché, giuridicamente, il Daspo inflitto al giornalista/medico Peppino Baldassarre è eccessivo!

    E’ costata cara a Peppino Baldassarre la frase contro le vittime di Lampedusa, durante il minuto di silenzio allo Zaccheria contro il Martina: il giornalista e medico foggiano ha infatti subito il Daspo (Divieto di assistere a manifestazioni sportive) per cinque anni. In sostanza, non potrà andare allo stadio (in nessun settore) per le prossime cinque stagioni.

    Il provvedimento è stato emesso dalla Questura di Foggia, a seguito dell’ormai tristemente nota vicenda del 6 ottobre scorso, quando Baldassarre aveva squarciato il minuto di silenzio dello stadio con una frase irriguardosa nei confronti delle vittime dell’ennesima strage del mare.
    All’indomani delle polemiche seguite al suo gesto, Baldassarre si era difeso parlando di “frase alla Catalano”, riconducendosi al filosofo dell’ovvio.

    Firmato dal Questore, il provvedimento amministrativo con obbligo di firma (già operativo) è stato trasmesso, come da prassi, all’autorità giudiziaria, che si dovrà pronunciare entro le 48 ore. Adesso spetterà alla Procura convalidare o meno la misura.
    Il DASPO (o anche altrimenti detto “diffida”), è una misura preventiva atipica introdotta, per la prima volta dalla L. n. 401/1989; provvedimento poi esteso con la L. n. 210/2005 anche alle manifestazioni calcistiche disputate all’estero.

    Il DASPO è tra i provvedimenti amministrativi incidenti sulla libertà di circolazione. Infatti il Questore può disporre (nei confronti di soggetti che versino in situazioni di sintomatica pericolosità) il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive specificatamente indicate; nonché la possibilità di emanare delle disposizioni ancor più restrittive inerenti divieti di accesso nelle aree adiacenti o comunque interessate dallo svolgimento delle manifestazioni sportive (es. divieto di accesso nelle aree di transito, nelle aree di sosta, nelle aree adibite al trasporto ed interessate da tifosi ecc.). Il provvedimento può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono fuori dal territorio nazionale ed irrogato dalle competenti Autorità degli altri Stati membri dell’UE.

    IL DASPO si applica nei confronti di:
    1. chi risulta denunciato o condannato, anche con sentenza non definitiva, nel corso degli ultimi cinque anni per uno dei seguenti reati: porto d’armi, o oggetti atti ad offendere, uso di caschi protettivi, o altro mezzo idoneo a rendere difficoltoso il riconoscimento, esposizione o introduzione di simboli o emblemi discriminatori o razzisti, lancio di oggetti idonei ad arrecare offesa alla persona, indebito superamento di recinzioni o separazioni dell’impianto sportivo, invasione di terreno di gioco e possesso di artifizi pirotecnici;
    2. chi ha preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, o indotto alla violenza.

    Per la Corte Costituzionale sent. 4.12.2002 n. 512 il DASPO non necessita di una sentenza di condanna, perché, essendo una misura preventiva, può essere anche in attesa di processo e poi successivamente revocata in caso di assoluzione.
    Infine il Consiglio di Stato, sent. 23.12.2011 n. 6808 ha stabilito che la misura del divieto di accesso agli impianti sportivi può essere disposta non solo nel caso di accertata lesione, ma anche in caso di pericolo di lesione dell’ordine pubblico (es. condotte che agevolino allarme e pericolo).
    Il divieto di accesso negli stadi non richiede, pertanto, un oggettivo ed accertato fatto specifico di violenza, essendo sufficiente che il soggetto, anche sulla base dei suoi precedenti, non dia affidamento di tenere una condotta severa dalla partecipazione ad ulteriori episodi di violenza.

    Al cittadino attinto da DASPO, infine, non può essere negata la possibilità di svolgere la propria attività lavorativa: il Questore, all’atto di emanazione del provvedimento, dovrà per questo (pena la sua illegittimità) “tenere conto dell’attività lavorativa dell’invitato”.
    La competenza territoriale è del Questore della provincia ove si è svolta la competizione agonistica e dove sono occorsi gli episodi incriminati.

    Effettuate tutte queste premesse giuridiche doverose in merito al DASPO, e premesso che merita biasimo il comportamento del dott. Baldassarre durante il minuto di silenzio per i morti di Lampedusa, non può non darsi atto della eccessività e della sproporzionalità della misura preventiva inflitta al noto giornalista tifoso del Foggia. Questi è senza dubbio un soggetto mai denunciato né condannato , né può essere definito una persona socialmente pericolosa che “incita alla violenza” con le proprie affermazioni. La condotta del dott. Baldassarre, seppur riprovevole o non condivisibile, certamente non può essere annoverata tra quelle che siano neppure potenzialmente lesive dell’ordine pubblico. In definitiva sì alla misura della censura disciplinare magari da parte dell’Ordine dei Giornalisti, sì ad una “tirata d’orecchie” sull’episodio, ma non sembra giuridicamente eccessivo l’emissione del DASPO per 5 anni?
    Foggia, 17 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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