Manfredonia

Lettera di un pescatore: fare luce sulla gestione del mercato

Di:

Sala Asta struttura Mercato Ittico di Manfredonia (CM-MF)

Manfredonia – “CHIAREZZA sulla gestione del mercato”. E’ quanto chiede un pescatore, che è voluto rimanere anonimo, mediante una lettera inviata a Stato. In discussione l’operato della passata gestione, ora affidata al Comune in gestione provvisoria (fino al 31.12.2012), dopo la messa in liquidazione del Cogeim. Al tempo si parlò di un debito milionario dai mancati pagamenti delle Cooperative e da alcuni commercianti interessati alle compravendite.

“A tutt’oggi non si è visto un incremento del pescato che doveva transitare nel mercato”, dice il pescatore. Diversi i fattori: “vuoi la tassa obbligatoria del 6% a carico di quanti conferiscono il pescato, vuoi la mancata concorrenza degli operatori quasi azzeratisi”. Complessivamente si parla di circa 200 imbarcazioni oggi presenti nel compartimento marittimo (600 all’apertura della nuova sede), con 170 che avrebbero consegnato la licenza durante l’ultimo fermo pesca (ripresa delle attività dal 17 settembre 2012, con contestazioni dei pescatori per il periodo scelto per il fermo). Pari a circa “2 tonnellate giornaliere” (cicale e triglie, in primis) il quantitativo di pesca interessato alle aste nel mercato ittico (dal lunedì al giovedì di ogni settimana, ore 14 e 30 fino ad esaurimento prodotti, verso le 17). Fatturato: dalle passate 800mila euro nell’ottobre pre-liquidazione (commissario prof. Belviso) alle circa 500mila euro nell’ottobre del 2012. Ad oggi sarebbero una ventina le barche che conferirebbero al mercato ittico oltre i cd motorini, “circa una quarantina”. Dagli operatori del mercato le proteste: le norme comunitarie, il dimezzamento delle barche, il fermo biologico, il caro gasolio, hanno rallentato le produzioni.

Dunque pochi operatori vanno a comprare al mercato ittico, secondo il pescatore che scrive a Stato, che ricorda il mancato funzionamento dell’asta elettronica per “cause mai chiarite” (si è parlato di un sistema “obsoleto” e non utilizzabile in pieno causa il numero degli operatori interessati alle aste nel mercato).

Il pescatore evidenzia anche il problema delle celle frigorifere delle pescherie “piene ancora prima dell’acquisto del nuovo pescato”. “Forse i pescatori, una volta nel mare di notte(dalla mezzanotte di domenica al rientro al mercoledì – 3 i giorni di lavoro, con la consegna di uno in Capitaneria) conferiscono direttamente nelle pescherie, all’ingrosso, senza passare dal mercato, trovando consvenienza al miglior operatore”. Altre compravendite ci sarebbero sulla banchina dei moli, senza considerare la vendita in strada di alcuni abusivi.

“Si ricorda che le pescherie di Manfredonia vendono tanto al dettaglio, direttamente nei propri punti vendita, quanto all’ingrosso con prodotto (spesso pari al 60% del pescato) diretto verso le grandi piazze italiane: Milano, Roma, Napoli”. Per il Barese e sud della Puglia: sono gli stessi singoli operatori a recarsi a Manfredonia, presso il mercato e le pescherie, per approvigionarsi del prodotto.

Mercato Ittico. Diverse sono state in passato le segnalazioni giunte al giornale, come le interrogazioni del consigliere di Impegno Comune avv. Matteo Ognissanti sulla passata gestione del Mercato Ittico. Al tempo si parlò di “libri contabili al vaglio della Magistratura”. Ad oggi ancora silenzio. Il pescatore anonimo si chiede a che punto siano le indagini sulla gestione del mercato ittico.


GESTIONE PROVVISORIA.
A riguardo, nella delibera di riferimento, il Comune di Manfredonia aveva precisato come “per un’efficace gestione degli aspetti contabili non risulta conveniente, trattandosi di un intervento temporaneo da parte del Comune, impiantare appositi programmi gestionali e per tale ragione è opportuno acquisire il supporto dei servizi aggiuntivi di contabilità già in uso nella precedente gestione del mercato ittico per evitare più dispen­diosi sistemi, non consoni alla limitata durata dell’intervento”.

Dunque l’assunzione dell’atto di indirizzo per la prosecuzione della gestione diretta del mercato ittico all’ingrosso di Manfredonia fino al 31/12/2012, “salvo che prima di tale data non si addivenga alla individuazione dell’assetto definitivo della gestione del mercato”; confermato il contenuto della precedente deliberazione di G.C. n. 131/2012.

Intanto, previste ulteriori somme per la gestione diretta dell’Ente: – somma presunta di € 3.000,00 per l’acquisto di attrezzature necessarie al regolare funzionamento delle operazioni mercatali e – la somma presunta di € 3.500,00 per l’integrazione della gestione contabile.

Inoltre, “sulla base di previsioni effettuate dagli uffici competenti”, per la prosecuzione della gestione diretta del mercato ittico fino al 31 dicembre, “occorrerà prevedere prudenzialmente la somma di € 100.000,00 in entrata, a titolo di aggio sul pescato, ed € 164.381,85 tra le spese per garantire la copertura relativa al pagamento dei corrispettivi per i servizi resi per assicurare il normale funzionamento del mercato ittico, nonché delle utenze e di tutte le altre spese necessarie allo scopo, non escluso il costo sociale determinato tra entrate e spese”.

Redazione Stato, g.defilippo@riproduzioneriservata



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Commenti


  • vero pescatore

    TANTO SAPPIAMO CHI è QUESTO PESCATORE, ANCHE SE è VOLUTO RIMANERE ANONIMO. E’ COLUI CHE ANCHE CON IL MARE IN BURRASCA STA SEMPRE PER IL MARE, CHE SI VANTA DI RISPETTARE LA LEGGE, CHE PERò NEL TEMPO LIBERO SI VA IMPICCIANDO DEI FATTI DEGLI ALTRI. SICURAMENTE LA LETTERA NON L’HA SCRITTA LUI, MA SUA MOGLIE. EVIDENTEMENTE SE ALTRI PESCATORI PORTANO IL PESCATO ALTROVE, VUOL DIRE CHE CONVIENE DI PIù E NON FAR MANGIARE A CHI GIà STA PIENO DI SOLDI E GIRA CON UN SUV. PESCATORE, PENSA A …………………………


  • yes

    a si ho capito, è M.T.


  • cittadino

    COMUNQUE, SECONDO ME, KI SIA SIA, NON è IMPORTANTE, ALMENO LUI HA DETTO LA VERITA’. OGGI NON SI CAPISCE PIU NULLA, COMUNQUE ANDREMO SEMPRE PEGGIO, SE NON CAMBIAMO I VERTICI, O LE POLTRONE SONO ATTACCATE AL CULO? SE LA POLITICA LOCALE, LI CONTINUA A DIFENDERE, E PROTEGEGRLI, ALLLORA, POSSIAMO DIRE CVHE SIAMO FALLITI, QUINDI CONTINUIAMO A PORATRE IL PESCATO ALTROVE. SE UN GIORNO VERRO’ A SAPERE, CHE QUESTI NOSTRI RAPPRESENTANTI HANNO CAMBIATO LAVORO, IO SARO’ IL PRIMO A PORTARE I MIEI PESCI AL MERCATO. QUESTO SUCCEDERA’????????NON PENSO


  • ics

    Vero pescatore cosa cambia a noi sapere chi è?O forse è più importante denunciare?Io faccio parte degl operatori e posso garantire che giù al mercato ittico non c è niente che và…ES…Asta elettronica già sovvenzionata e mai re aizzata….Li giù e tutto un magn…………..


  • rosa

    se è vero che la lettera anonima l’ha scritta la moglie del pescatore anonimo sono contenta. Vorrebbe dire: 1° che il marito parla con la moglie, si fida di lei e le lascia prender parte alle decisioni importanti. 2° che la moglie crede che il lavoro del pescatore abbia ancora ragion d’esistere, che è il lavoro più bello del mondo e che non falliremo tutti miseramente.


  • yes

    sì, avraà fatto anche bene a scrivere la lettera, ma nello stesso tempo ha criticato altri della sua stessa categoria, che non portano i pesci al mercato, che li vendono ai commercianti! Non siamo tutti come lui, che hanno avuto casa e barca gratis, noi il pane ce lo dobbiamo guadagnare ogni giorno su un’acqua di mare. Tutti buoni a parlare in modo anonimo, ma quando si arriva al dunque nessuno si vuole mai esporre,,, per piacere che questa omertà del cavolo sta facendo morire la categoria!


  • Dony

    Per yes

    Dici…”Tutti buoni a parlare in modo anonimo” e parli di omertà…poi però di firmi con un anonimo yes?!!!

    Inizia tu a mettere nome e cognome.


  • yes

    hai ragione, ma la lettera anonima non l’ho mica scritta io? ricorda che il mugnaio tira sempre l’acqua al suo mulino. Io leggendo il primo commento, ho capito di chi si tratta, ma non sto facendo mica il processo all’intezione?


  • Ics

    Assurdo cercano chi ha scritto la lettera e no di risolvere il problema…Ma veramente voi dovreste guadagnare in base alla vostra intelligenza….Cioè niente..Siete una categoria che ha sempre tolto al paese e non avete mai dato un euro a nessuno….


  • rosa

    per yes: però non capisco perchè pensi che non sia conveniente il mercato. Boh! Non vuole essere una critica; cerco solo di capire, forse mi manca qualche informazione. E’ per il 6% di cui parla il pescatore anonimo? Oppure ci sono altri motivi?


  • yes

    rosa tu sei una delle poche che scrive cose giuste e non attacca subito senza capire…a parte il 6%, è il modo con cui viene gestito il mercato, ognuno ci vuole guadagnare sopra e secondo me quei soldi che vengono presi illecitamente meglio che siano destinate alle famiglie dei pescatori. Non sono tutti uguali i pescatori, c’è chi davvero fa questo mestiere con passione e non per fregare il prossimo. Il mercato viene gestito da chi su i pescatori si è fatta una posizione, quindi per me può anche chiudere, tanto ormai…Il pescatore anonimo , però, non deve criticare altri pescatori che non vanno al mercato e invece vanno al magazzino per avere qualcosa in più…quando va al mercato, ti dico che se lui può dare il pescato alla MANO, lo da…e poi? Si fa bocca sugli altri…


  • rosa

    PROVOCAZIONE: un corso di legalità gratuito ma obbligatorio per la categoria. Così impareremmo i nostri doveri,ma prenderemmo coscienza dei nostri diritti e gestiremmo meglio la risorsa “mare”. Anche un po di marketing non guasterebbe per capire che non è detto che se passiamo la vita in mezzo al mare guadagnamo più quel che guadagneremmo lavorando a giorni alterni gestendo direttamente il mercato. (- spese gestione = + guadagno netto)

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