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Aeroporto di Amendola, turismo e sviluppo della Capitanata

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Foggia – SUL tema dell’aeroporto appare utile una riflessione controcorrente, fuori dagli schemi dati al fine di poter vedere se esistono altre prospettive di soluzione al problema. È un dato di fatto che da anni nonostante il continuo dibattito, le mobilitazioni della politica dei movimenti civici e della stampa la situazione dell’aeroporto in Capitanata e dei collegamenti ferroviari da Foggia verso Roma e verso Bologna è totalmente ferma agli anni ’70. Anzi la situazione sembra peggiorata poiché il trasporto ferroviario è diventato più disfunzionale e più costoso ed il trasporto aeroportuale civile è attualmente totalmente inoperoso. A ciò si aggiunge che nel frattempo sono andate perdute speranze, prospettive.

FOGGIA NON È PIÙ UN NODO DI COLLEGAMENTI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI. Foggia non è più un nodo di collegamenti nazionali ed internazionali, quale era in parte e si ipotizzava potesse essere ancor più negli anni ‘70. Perché succede questo? La sociologia critica ritiene che niente è casuale nel comportamento umano e negli eventi socio-economici-culturali, i quali si impongono di per sé stessi, al di là della coscienza e consapevolezza personale e collettiva, con tutta la loro forza e sono in qualche modo immodificabili, se non si riesce ad individuare ed a conoscere le ragioni visibili ma soprattutto invisibili e nascoste del loro accadimento, dato che crescere vuol dire liberarsi dalle rigidità mentali, per trovare nuove possibilità di vita.

Perciò proviamo ad individuare tali ragioni:
1. Una ragione visibile, oggettiva e razionale è che il sistema del trasporto dei collegamenti ferroviari ed aerei non è più considerato un servizio pubblico da dare al cittadino, anche accumulando deficit a carico dello stato. Esso è oggi un servizio privato da dare all’utente-consumatore per ricavarne un profitto, un guadagno. È una pura e semplice attività imprenditoriale che deve produrre un utile; altrimenti la si riduce o la si smantella. È per questa ragione che in questi anni il sistema dei trasporti ferroviari ed aereoportuali in generale si è ridimensionato, riducendo od eliminando le linee deficitarie e potenziando quelle profittevoli. È la mentalità in merito che è cambiata rispetto agli anni ’70; questo è un fatto sociale, incontrovertibile, una realtà dura come un macigno d’acciaio.

In particolare quasi tutti gli aeroporti provinciali sono deficitari, e, quindi, non sono sostenibili ed autosufficienti economicamente. È il caso del “Gino Lisa” di Foggia, ma è il caso, forse più comprensibile, ad esempio dello stesso aeroporto di Bolzano. Nel Trentino Alto Adige, una delle aree italiane economicamente più sviluppate e meno in crisi, il dibattito è simile a quello della Capitanata. L’aeroporto di Bolzano è deficitario per milioni di euro, deficit coperto con contributi della provincia autonoma che è la più privilegiata in Italia anche per gli accordi internazionali Italia-Austria stipulati negli anni ’70 per tacitare il terrorismo e le rivendicazioni all’indipendenza.
Ciò nonostante c’è totale consapevolezza di non poter continuare più a sostenere tale situazione deficitaria e sono alla ricerca di soluzioni alternative, che attualmente sono individuabili in due: l’aeroporto di Verona, rendendo i collegamenti ferroviari più continui e veloci e l’apertura ai voli civili dell’aeroporto militare più vicino.

2. Una seconda ragione visibile è la CEE. In materia di trasporto le decisioni sono oggi prevalentemente a dominanza europea. Su queste basi la periferia diventa sempre più periferia e Foggia che un tempo era un nodo, uno snodo di collegamento, perde ogni possibilità di piccola centralità che aveva e diventa periferia.

3. Una terza ragione visibile è la nascita delle Regioni negli anni ’70. Di fatto tale nascita è stato oggettivamente motivo non di rafforzamento delle autonomie ma di frammentazione, almeno in questo ambito, dato le differenti e molteplici politiche regionali per il trasporto, per le reti di comunicazioni ferroviarie ed aeree, per le diverse quantità di risorse impiegate, per la diversa forza economica e di attrazione delle regioni, per le strozzature ed i vincoli alle reti di collegamento nazionali posti da qualche regione.

In particolare per il trasporto aereo la Regione Puglia ha di fatto creato, anche con la spinta di decisioni nazionali, ulteriori divisioni tra aree forti ed aree marginali, centrando l’attenzione e le risorse sull’aeroporto di Bari.

LE RAGIONI NASCOSTE DEL BLOCCO DELL’AEROPORTO A FOGGIA. Le ragioni invisibili sono da considerarsi le seguenti:
1. L’unanimità politica e di opinione sull’aeroporto Gino Lisa a Foggia è solo apparente e dichiarativa. In realtà ciascun politico o forza politica vuole essere al centro e tirare l’acqua al proprio mulino così come nei fatti, al di là delle dichiarazioni, prevale una logica non di sistema. Non basta la voce di Foggia, occorre quella di tutti i territori.

2. Il riconoscimento unanime della centralità dell’impresa e della cultura dell’imprenditorialità nel settore del trasporto è solo apparente e dichiarativo, poiché nell’operare concreto c’è sempre il sottinteso della necessità del contributo e dell’intervento pubblico, visto il deficit strutturale del settore.

3. Nel nostro territorio la politica, intesa come apparato burocratico pubblico e come insieme di forze politiche, vuole mantenere il controllo sull’economia territoriale. In realtà stenta a riconoscere autonomia all’impresa, anche perché molti dirigenti politici sono diventati essi stessi imprenditori, avvalendosi di risorse pubbliche e di conoscenze, informazioni, posizioni privilegiate occupate nelle istituzioni pubbliche. C’è oggi un’interferenza continua, una interconnessione stabile tra politica ed economia, che di fatto appesantisce ogni scelta per l’interesse generale, poiché prioritariamente viene valutato il tornaconto economico e non, per il politico ed il suo gruppo, la singola forza politica.

4. I movimenti sociali civici e cittadini che si sono attivati per il “Gino Lisa” sono fragili, spontanei, non continuativi, e perciò non riescono ad incidere ed a cambiare decisioni assunte sopra di loro. Il loro ruolo è importantissimo, fondamentale, necessario, ma, purtroppo, non sufficiente. In realtà la loro funzione in questa fase storica e nel nostro territorio è quella di fare prepolitica poiché fanno crescere coscienza, partecipazione, sensibilità sociale a ciò che è bene comune; tuttavia se non si trasformano in movimenti politici che abbiano peso e rappresentanza nelle istituzioni decisionali non possono essere in grado di trasformare tale consapevolezza e mobilitazione in peso politico, se non occasionalmente. Passata la tempesta torna la quiete, tutto è come prima, immobile, se non peggio.

Nel prossimo articolo sarà esaminata la questione del rapporto tra Manfredonia, mondo economico garganico ed aeroporto di Amendola.

(A cura di Silvio Cavicchia – Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia” – silviocavicchia@libero.it)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Aeroporto di Amendola, turismo e sviluppo della Capitanata ultima modifica: 2014-11-13T15:04:59+00:00 da Silvio Cavicchia



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Commenti


  • Daniele Prencipe

    Bellissimo articolo che spiga le vere ragionie di questa TELENOVELLA del GINO LISA !!


  • semprevigile

    Chi di competenza e/o meglio di incompetenza si dovrebbe solo vergognare per il fatto che una simile infrastruttura non sia validamente utilizzata per un territorio che offre tante potenzialità sotto il profilo non solo economico ma turistico, religioso ecc..
    Si faccia una statistica mettendo in evidenza degli indici di fruibilità degli aeroporti in rapporto al territorio cui afferiscono, penso che quello di Foggia abbia tutte le potenzialità per essere ulteriormente incrementato…. pensando anche al vicino Molise….


  • carloX

    Il problema dei due aereoporti di Foggia, sono stati da sempre i politici BARESI, per non subire la concorrenza e fare cassa. Visto che si parla di federalismo fiscale,territoriale, eliminazione di regioni e province, diamo pieno potere ai Comuni di appartenenza la facoltà di decidere quello che si vuol fare sul proprio territorio, solo cosi’ potremo eliminare quel potere della Regione che si rende favorevole ad una sola citta’ : BARI. Detto cio’ , considerato che l’ aereoporto dell’ Amendola vuole effettuare anche voli di linea civile, lasciamo il consenso alle compagnie aere che vogliono prestare tale servizio, senza resistenza politica e burocratica.

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