CulturaManfredonia
Di Franco Tretola ci mancano e ci mancheranno la sua espansiva eloquenza, la sua versatilità d’artista inappagato

Franco Tretola, Gigi Giuffrida e la memorabile stagione teatrale del 1980-81. Cosa avvenne?

L’esperienza di Manfredonia attirò l’attenzione di quotidiani nazionali come l’Unità che nell’aprile del 1981 inviò una giornalista delle pagine degli spettacoli per realizzare un servizio che venne pubblicato il 1 maggio 1981


Di:

Oggi è un mese che il maestro Franco Tretola ci ha lasciati. Ci mancano e ci mancheranno la sua espansiva eloquenza, la sua versatilità d’artista inappagato, la sua estrosità virtuosa, ma soprattutto la sua carica umana, e il suo affetto.

È stato detto e scritto del Franco Tretola pittore, scultore, designer e molto altro, ma non è stata evidenziata un’altra sua passione artistica: il teatro.

Con la sua inesausta curiosità creativa, nel 1980, aveva colto che si stava per realizzare una delle stagioni più stimolanti e memorabili del teatro manfredoniano e volle esserci da protagonista.

Gigi Giuffrida, con la sua compagnia Teatro Poi, aveva proposto all’ARCI (Associazione della quale era presidente Costantino Gambuto e segretario Matteo Borgia) di promuovere un progetto di attività teatrali che comprendesse un cartellone di primissimo livello, integrato dalla produzione locale, laboratori teatrali, animazione nei quartieri, nelle piazze e nelle scuole.

Quando tutto fu pronto venne presentato il programma e “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 19 novembre 1980, sotto il titolo «A Manfredonia torna il teatro», scrisse: «Una stagione teatrale a Manfredonia. Indubbiamente una novità, una interessante novità quasi inattesa, inaspettata. Bisogna fare uno sforzo di memoria per riandare ai tempi in cui, nei suoi diversi aspetti (prosa, lirica, rivista), il teatro… frequentava Manfredonia. Poi tutto piombò nel più completo letargo. […] Ora vi è una proposta “made” in casa. Viene dalla compagnia “Teatro Poi” e dall’Arci che hanno trovato nelle Amministrazioni provinciale e comunale pronti e sensibili patrocinatori. […] “Manfredonia Teatro Spazio 80-81” è la significativa proposta. […] Tali premesse trovano riscontro nel ricco e diversificato cartellone. Ben 14 rappresentazioni distribuite da novembre a marzo prossimo. Di rilievo le repliche gratuite per pensionati e studenti per rendere appunto più larga la partecipazione a quel dibattito che si vuol provocare e che poi contribuisce a determinare la crescita culturale

Tra le rappresentazioni in programma c’erano: Livia Cerini, in “Ho una ragnatela nel posto sbagliato”; Lucia Poli in “Achille in Sciro”; il Teatro Idea con “I caratteri” di Teofrasto, Raffaella De Vita in “L’ultima recita di Petrolini”; la Compagnia Teatro di Porta Romana in “Il bacio della donna ragno” di Manuel Puig con Giulio Brogi; la Compagnia La fabbrica dell’attore in “Incendio al teatro dell’opera” con Manuela Kustermann, regia di Giancarlo Nanni; “L’immaginifico” di Gigi Giuffrida.

Il 20 e 21 gennaio 1981 il Collettivo Arci – Piccolo Teatro di Manfredonia mise in scena “L’ameba” di Edoardo Carsana e “La bambola” di Charles Bukowski per la regia di Franco Tretola.

Insieme agli spettacoli fu svolto un “Laboratorio teatrale”, organizzato da Gigi Giuffrida e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Manfredonia, che riscosse un enorme successo. Era stato previsto di accogliere una trentina di adesioni ma per le tantissime richieste giunte, il numero dei partecipanti salì ad una settantina. I seminari erano tenuti da attori e operatori nazionali, ma anche nello sviluppo del Laboratorio Franco Tretola non fece mancare il suo apporto. Il Laboratorio divenne un forte momento di socializzazione e di apprendimento, vissuto dai ragazzi con piena e appassionata partecipazione.

Tretola contribuì attivamente anche all’attività di animazione teatrale nei quartieri sipontini, alla quale partecipavano i ragazzi che frequentavano il “Laboratorio teatrale”. Venivano portati spettacoli per lo più di impegno sociale, a cominciare dal tema della pace, nei quali trovavano spazio molte canzoni, come Girotondo di Fabrizio De Andrè o C’era un ragazzo… di Gianni Morandi. Le scene erano allestite da Franco Tretola.

Un’esibizione avvenne a Piazza del Popolo, dopo una “prova generale” fatta nei pressi di Via Enrico Toti, nel piazzale dove oggi c’è il mercatino.

L’esperienza di Manfredonia attirò l’attenzione di quotidiani nazionali come l’Unità che nell’aprile del 1981 inviò una giornalista delle pagine degli spettacoli per realizzare un servizio che venne pubblicato il 1 maggio 1981.

«A voler trarre un primo bilancio – si leggeva su l’Unità – di questa stagione teatrale va subito detto che il giudizio non può essere che positivo. Da un lato perché la nutrita presenza di nomi di grande interesse (Manuela Kustermann, Giulio Brogi, Lucia Poli, Livia Cerini, Raffaella De Vita, ecc.) e di rappresentazioni in buona parte in prima assoluta per la Puglia, e talvolta per l’intero Mezzogiorno, ne hanno fatto un momento culturale di assoluto rilievo, ben al di là dei confini paesani. Dall’altro perché alle scelte rigorose e coraggiose si è accompagnato un modo nuovo di concepire il teatro, teso a coinvolgere strati sociali troppo spesso emarginati. Cosicché per alcuni spettacoli non solo l’ingresso è stato gratuito, ma la partecipazione è stata sollecitata e organizzata, come è avvenuto per gli anziani. Oltre mille sono stati quelli che […] sono potuti “andare a teatro”, vivacizzando gli stessi dibattiti. Ancora più massiccia è stata l’utenza studentesca (circa quattromila) distribuita nelle serate gratuite e nelle varie matinée, appositamente programmate, tanto da far affermare ad una navigata donna di teatro quale è Lucia Poli che nemmeno a Roma si vedono tanti giovani a teatro quanti ne ha visti a Manfredonia.»

L’anno successivo venne replicata quell’esperienza teatrale. Uno dei pezzi forti fu un musical-rock tratto dal Sogno di una notte d’estate, con le musiche di Mario Pagani, realizzato da Gabriele Salvatores, futuro premio Oscar. Ma non fu più possibile andare oltre.

Quella indimenticabile stagione finì e Franco Tretola la ricordava, nelle sue chiacchierate, con grande nostalgia, la stessa che alimentava le sue note invettive o i suoi dolci ricordi della Manfredonia che aveva conosciuto e di cui si era innamorato negli Anni Sessanta.

edizionisudest.wordpress.com

Franco Tretola, Gigi Giuffrida e la memorabile stagione teatrale del 1980-81. Cosa avvenne? ultima modifica: 2017-11-13T16:27:54+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi