Di Lascia: “Un registro comunale dei testamenti biologici a Foggia”

Il direttivo dell'associazione Di Lascia. Da sinistra, Fiorile Salvemini, Elisabetta Tomaiuolo, Antonella Soldo (th: Antonella Soldo)

Foggia – L’ASSOCIAZIONE radicale Mariateresa Di Lascia è di nuovo presente attivamente sul territorio e sta promuovendo l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici nel comune di Foggia e in quelli della provincia. Così indirizza una lettera aperta agli amministratori del Comune di Foggia, che ha intenzione di estendere a tutti i comuni della provincia. Che cosa si intende quando si parla di questo così controverso documento che è il testamento biologico? Per dissolvere la nebbia della disinformazione fatta di malintesi e di erronee convinzioni, sarebbe meglio parlare di DAT (disposizioni anticipate di trattamento), ovvero, un documento che ognuno di noi può liberamente scegliere di redigere a garanzia del rispetto della propria volontà in materia di trattamento sanitario (somministrazione di farmaci, alimentazione artificiale, rianimazione, etc.) anche quando, in stato di incoscienza, non si è più in grado di comunicarle. Che pretesa assurda! Chiedere che la propria volontà venga rispettata, chiedere di poter scegliere a quali trattamenti sottoporre il proprio corpo, garantendo a tutti, senza discriminazioni etiche e religiose, che i propri diritti civili vengano rispettati. Ancora è doverosa una puntualizzazione: il testamento biologico è cosa ben diversa dall’eutanasia.

L’eutanasia, cioè la “buona morte”, prefigura un’azione attiva del medico che somministra al paziente che lo richieda farmaci che inducono la morte, con il testamento biologico, invece, si specifica la volontà di sottrarsi o ricevere determinate cure. Del resto possiamo considerare le DAT come un’estensione del consenso informato. L’ordinamento giuridico italiano in sintonia con l’art. 32 della Costituzione ( “nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario se non per disposizione di legge”) e dell’art 13 Cost. in tema d’inviolabilità della libertà personale, ha ratificato con la legge del 28 marzo 2001, n. 145 la Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina di Oviedo del 1997. Essa stabilisce che “Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.” (Cap. II, art. 5).

Dunque che differenza c’è tra il consenso informato e il testamento biologico? Esclusivamente il fatto che nel primo caso il paziente è cosciente e può comunicare le proprie volontà, nel secondo, il paziente, ormai in stato di incoscienza, affida le proprie volontà ad un documento autenticato. Sono già molti i Comuni che hanno deciso di istituire il registro con differenti modalità dal punto di vista burocratico. In sostanza il comune delega un suo ufficio che fa quindi sottoscrivere un atto di notorietà in cui si certifica l’avvenuta consegna del testamento e della nomina del fiduciario, la persona cioè che potrà ritirare la busta nel momento in cui fosse necessario. In attesa di una legge nazionale, l’ente Comune, secondo le proprie competenze, si limita a fornire un servizio alla persona. In assenza di questo servizio il cittadino che volesse redigere tale documento dovrebbe rivolgersi ad un notaio affrontando una notevole spesa.

Molti credono che la questione del testamento biologico sia di scarso valore, in realtà solo partendo dalla liberazione dei diritti umani e civili si possono ottenere i giusti miglioramenti delle condizioni di vita del cittadino; come anche l’economista Amartya Sen dice, il cittadino consapevole di sé è promotore del proprio sviluppo, diversamente lo sviluppo non si costruirà mai.

LETTERA APERTA

In nome e per conto dei cittadini di Foggia che pensano che la vita di ogni individuo sia degna di essere vissuta ad insindacabile giudizio dell’individuo stesso.

In nome e per conto dei cittadini di Foggia che credono nel rispetto assoluto delle libertà individuali. In nome e per conto dei cittadini di Foggia che ritengono che ci siano valori non contrattabili nel pensiero laico.

In nome e per conto dei cittadini di Foggia che vogliono che ogni persona possa disporre consapevolmente del proprio corpo. In nome e per conto dei cittadini di Foggia che difendono le libertà personali di chiunque, anche e soprattutto di coloro che la pensano in maniera differente da loro. In nome e per conto dei cittadini di Foggia che desiderano esprimere liberamente le proprie volontà.

L’Associazione radicale “Mariateresa Di Lascia” della provincia di Foggia chiede al Sindaco del Comune di Foggia Gianni Mongelli, al Presidente del Consiglio Comunale di Foggia Raffaele Piemontese, agli Assessori, Ai Consiglieri Comunali, di esprimere pubblicamente la propria posizione e il proprio eventuale impegno ad approvare anche al Comune di Foggia il REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI-DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI VOLONTA’.

(A firma dell’Associazione Radicale di Foggia “Mariateresa Di Lascia”)

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