Manfredonia

Affidamento gestione mercato ittico Manfredonia, gara per affidamento

Di:

Sala Asta struttura Mercato Ittico di Manfredonia (CM-MF)

Manfredonia – CON recente delibera di Giunta, approvato il capitolato speciale d’appalto e le linee guida contrattuali per l’affidamento della gestione del mercato ittico all’ingrosso.

FOCUS MERCATO ITTICO DI MANFREDONIA, IL FALLIMENTO DEL COGEIM; L’ATTESA PER LE VERIFICHE DEL COMMISSARIO LIQUIDATORE; LA GESTIONE DIRETTA DELL’ENTE COMUNALE

Autorizzata l’indizione della gara, tramite procedura aperta, “con aggiudicazione a favore dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

Con l’atto di Giunta, dato mandato al Dirigente del 4° Settore “e ad ogni ulteriore Ufficio competente dell’attuazione del presente atto”, “di provvedere all’indizione della gara con l’eventuale definizione di elementi integrativi e di dettaglio eventualmente necessari, nonché all’approvazione dello schema di contratto con la contestuale assunzione del relativo impegno di spesa e necessarie variazioni contabili, qualorarisulti necessario“.

La relativa gestione è finanziata dalla acquisizione da parte del concessionario dei proventi previsti in suo favore dal capitolato e relativo contratto, dando atto della inserita previsione di introiti per questo Comune, adeguandodi conseguenza i documenti contabili del
Comune di Manfredonia.

CONTINUA IN OGNI MODO LA GESTIONE DIRETTA DELL’ENTE COMUNALE. Espresso al contempo atto di indirizzo, “nelle more della conclusione delle procedure di gara in questione”, per la prosecuzione della gestione diretta del mercato ittico, secondo quanto già stabilito nelle proprie deliberazioni nn. 131, 174 e 341 del 2012, n. 241 del 2013, assumendo le conseguenti determinazioni di evidenza pubblica in caso di esito negativo alla definizione della presente procedura.

NOTE. Come indicato nell’atto di Giunta, per la disciplina dei rapporti con il soggetto affidatario si dovrà fare riferimento agli elementi contenuti nella delibera di C.C. n. 53 del 22.11.2011, e, “per quanto utilizzabile e pertinente, dallo stesso schema concessorio di cui all’atto Rep. 5492/2004, salvo quanto necessario adattare per la nuova fattispecie, confermando la remunerazione in favore del soggetto affidatario in misura percentuale sul valore del pescato, definendo la remunerazione previsto al 7%, suddiviso tra produttori (5%) e acquirenti (2%), oltre ad eventuali altri proventi connessi all’utilizzo della struttura, nei limiti previsti dalle disposizioni dell’Autorità Portuale“.

“In merito alla determinazione del canone di concessione lo stesso si ritiene che vada determinato nella misura più bassa possibile e, pertanto, in € 20.000,00 a base d’asta, a cui
deve aggiungersi il 10% sui diritti d’asta a favore del Comune
e riscossi dal Concessionario, dati calcolati secondo valutazioni che tengono conto delle difficoltà sinora verificatesi nella gestione del servizio in questione e della grave crisi che ha investito il settore pesca, considerazioni che fanno ritenere estremamente difficoltoso fissare l’importo del canone di concessione a importi più alti e ritenere, di contro, preferibile fissare a livelli più elevati la compartecipazione comunale sugli effettivi diritti d’asta che andrà a riscuotere il Concessionario; in tal modo, si correlano direttamente ed in maniera univoca gli interessi del Comune concedente con quelli del gestore concessionario favorendo, di conseguenza, le condizioni per la migliore funzionalità e produttività della struttura”.

“Inoltre la percentuale di compartecipazione su eventuali ulteriori proventi collegati all’utilizzo dei beni assegnati in concessione è fissata al 10%, e comunque nei limiti previsti dalle disposizioni dell’Autorità Portuale”.

L’ATTO INTEGRALE

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • ubanaiul

    fate presto ad affidarlo a persone competenti e fate sparire il marcio,io mi candido per vendere le cassette di polisterolo e sono stato contattato dalla coop di pescatore l……


  • Franco

    Attendo chiarezza sulla gestione del Commissario di cui non si sa nulla solo il compenso che prende…


  • anonimo

    Ti sbagli le persone sono competenti eccezzione fatta per qualche servizio gestito addirittura da pensionati e che è più remunerativo di altri servizi cardini,questo grazie a qualche politico che permette tutto questo.


  • anonimo

    quant’è che portate le carte ai giudici? Perchè continuate a pagare il liquidatore?


  • La TORRE

    Si parla del mercato ovunque specialmente in questi giorni,nei bar,nei mercatini rionali,vicino le pescherie,sulle banchine sul comune e perfino dal barbiere,si parla del malcontento dei pescatori alle prese con l’ennesimo ricatto delle cassette.Che schifo e il comune cosa fa?Asseconda.Che schifo.Povera categoria,come si rimpiangono i tempi di Marcello.


  • anonimo


  • Matteo

    E uno schifo basta via tutti affidiamolo a persone competendi in quel mercato—da per tutto possibile che tutti dormono


  • indignato

    LA “SALA POKER” LA DANNO PURE IN GESTIONE? è LA SOLA COSA CHE- NIENTE TASSE NIENTE AFFITTI POCHE SPESE E SOLDI A GO GO…. W MANFREDONIAAAAAAAAAA..
    VERGOGNA VERGOGNA.


  • anonimo


  • anonimo


  • santiago nadar

    Ormai ho tutti i capelli bianchi e per quel che può raccontare la mia esperienza vi dico:Non prendetevela con i pescatori ma con chi ha lasciato orfana questa bella categoria,possiedono una flotta maestosa che si assottiglia sempre più un mercato ittico all’avanguardia ed è possibile che il problema sia plastica o polistirolo?Non è come il dubbio Amletico ESSERE o non ESSERE,le cassette è un servizio o un negozio che in un regime di libera concorrenza possono vendere tutti,quindi io dico alle coop di pescatori a chi aspettate a servire i vostri assistiti di cassette? E poi dico ai produttori cosa aspettate a chidere chiarimenti all’ente gestore? Il direttore è una figura importante quindi meditate.Non siate invidiosi dei pescatori perchè il loro lavoro è duro e di sacrificio,anzi contrastate coloro che di essi parlano male.Saluti agli amici pescatori.


  • pescatore xxl

    Chiederei un intervento su questo piccolo problema dell’amico Vigoli.


  • luponero

    in quel mercato e tutto nu magna -poveri pescatori sono buoni solo a litigare tra di loro a chi deve stare piu tempo x mare . e poi x i loro diritti si fanno raggirare


  • Vigoli Dino

    X pescatore,
    Io non voglio essere nessuno.
    Voi siete meglio di me, io conosco il problema perchè mi interessa il bene di Manfredonia, ma però Voi siete gli artefici del Vostro futuro.
    spetta a Voi risollevare Manfredonia in questo settore.
    Il settore pesca dovrebbe essere uno dei settori trainanti per l’economia del nostro territorio. Il Mercatino Ittico assume un ruolo importantissimo per la gestione e la commercializzazione dei prodotti ittici. Un Mercato Ittico all’ingrosso ha la funzione di supportare a terra il lavoro dei pescatori, preservando la loro produzione da interferenze svantaggiose (acquisti e vendite in violazione delle norme vigenti) e garantendo trasparenza nel rapporto tra domanda e offerta.
    Provo a suggerirvi alcune soluzioni,ovviamente i pescatori sono più a conoscenza delle problematiche del mercato ittico e forse qualcosa è già stata fatta.
    Il bando di gara deve essere rivolto a privati che operano nel settore vendita mercati anche misti. I gestori devono essere in possesso di requisiti con provata esperienza nel settore mercati all’ingrosso e che siano di provata esperienza. Il Gestore e il Concessionario, con l’aiuto di cooperative di armatori, devono creare quelle sinergie atte a garantire la maggior vendita di prodotti ittici, passando attraverso il mercato ittico e non sul porto o altro luogo. Solo così si riesce a garantire la tracciabilità del pescato nel rispetto delle norme sanitarie per la vendita al pubblico. Diventa indispensabile creare un sito WEB ad esempio ,“Mercato Ittico di Manfredonia”, dove inserire tutte le informazioni: regolamento, la storia, la struttura, gli accreditamenti, il bollettino dei prodotti ittici, le prenotazioni e le vendite in rete, ecc. Avviare un impegno sinergico, mai decollato, tra l’ autorità portuale, il Comune, l’Agenzia delle Entrate e le banche. Bisogna stabilire fisicamente le entrate e le uscite dal porto di Manfredonia: Lato di Ponente; lato Tramontana; lato Levante, anche per impedire l’uscita di automezzi sprovvisti di certificazione sanitaria e bollettario rilasciato dal mercato ittico. L’asta elettronica è la soluzione per snellire la vendita in modo efficacie ed efficiente di cui descritto ampiamente più avanti nella relazione.
    Uno strumento per incoraggiare gli armatori a vendere il prodotto ittico attraverso il mercato potrebbe essere un periodo con un minimo diritto d’asta in favore del comune di Manfredonia.
    Gli armatori devono avere la garanzia che vengano pagati immediatamente per la vendita del loro prodotto.
    Tutte le rappresentanze degli armatori e le autorità di controllo devono avere un ufficio preposto dentro il mercato ittico, per garantire continuità al mercato.
    Le cooperative degli armatori, hanno diritto a un ufficio, solo se risultano un numero di iscritti stabilito a priori, in modo da favorire la vendita nel mercato.
    L’accesso al mercato deve essere esclusivamente per i pescatori lato porto, con accesso tramite pass-pescatori personali e invece l’entrata, per i grossisti o commercianti, deve essere obbligatoriamente dal lato strada “Torione”, con pass-grossisti.
    Solo gli armatori che decidano di vendere il proprio prodotto nel mercato ittico devono essere favoriti per eventuali concessioni e autorizzazioni per la pesca del rossetto; fonte di controversia e disappunti.
    Un Mercato Ittico di nuova generazione non deve essere teatro di carenze macroscopiche come quelle che si evidenziano in una struttura moderna come quella di Manfredonia. Non si può lasciare un bene pubblico, di simile valore,abbandonato a se stesso e sottoutilizzato come mercatino rionale.
    La struttura c’è e va sfruttata al massimo delle potenzialità. Quindi, una struttura costata tanti soldi dei contribuenti necessita di un’organizzazione efficiente e del contributo di tutti gli operatori del settore. Operatori capaci di promuovere e incentivare cooperative moderne che tutelino gli interessi dei loro soci.
    Tra questi, devono giocare un ruolo risolutivo, gli armatori che, con i loro natanti, possono far rivivere il settore pesca che, per un lungo periodo e con enormi sacrifici, è stata l’economia trainante della nostra comunità. Il Mercato Ittico, grazie a una filiera controllata, fornisce, ai commercianti al dettaglio e ai grossisti, oltre alla tracciabilità, anche la garanzia di pesce fresco e di ottima qualità. La valorizzazione e la commercializzazione del pesce locale è fonte di manodopera, garantisce profitti certi agli operatori, trasmette sicurezza, fiducia e dignità alle categorie di un settore considerato ad alto profilo di disagio. Fatte salve esigue quantità che il piccolo pescatore vende direttamente al consumatore, nel Mercato Ittico dovrebbe confluire tutto il pescato locale da destinare agli acquirenti (commercianti, grossisti, ristoratori, ecc.) mediante la struttura e il personale dell’Ente Gestore.
    Purtroppo, la cattiva gestione del consorzio e la totale assenza di controlli, da parte degli organi preposti, hanno contribuito a creare un buco di bilancio e la crisi profonda del Mercato Ittico con perdite da capogiro. Quella che doveva essere una risorsa per il territorio è stata trasformata in emorragia finanziaria.
    ripeto,il mio suggerimento e che i pescatori devono essere partecipi del loro futuro senza demandare ad altri quello che loro possono fare tranquillamente unendo le forze.
    Non c’è nessun politico o sindacato meglio di Voi. I politici devono solo appoggiare le Vostre iniziative,perché chi meglio di Voi, conosce il Mercato ittico?
    Riportate il mercato ittico ai pescatori.E con questo vi auguro che Manfredonia possa rinascere proprio dal settore principale del Territorio, LA PESCA .
    Se muore la pesca muore Manfredonia.

    Ciao pescatore xxl,mi piacerebbe interloquire con te anche privatamente per conoscere altri aspetti che io non conosco,autorizzo la redazione a fornire il mio numero di telefono o se mi conosci presentati.


  • Redazione

    Bene, grazie, Red.Stato


  • anonimo

    Utopia allo stato puro figurati che attalmente i gestori del cassettame e della custodia sono armatori che intascano la percentuale delle bollette delle altre barche enon conferiscono il prodotto delle loro barche questo significa che i pescatori non possono vedere loro e tanti altri loro colleghi per far decollare il mercato ci vuole gente al di sopra delle parti.


  • anonimo

    Cacciateli che si risorge.


  • change

    Ma dai il bel bianchetto arriva al mercato comunale senza intermediazioni? —

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