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Osservatorio: Edilizia Capitanata, in 5 anni settore dimezzato (slide)

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Lavori edili (statoquotidiano, archivio)

Foggia – IL Comitato di Presidenza della Cassa Edile di Capitanata, nelle persone del Presidente, Marco Insalata e del Vice Presidente, Urbano Falcone, ha analizzato la situazione del Comparto dell’Edilizia che continua a segnare preoccupanti fattori negativi. Difatti, l’annualità 2013 è stata una delle peggiori dal dopoguerra, sicuramente è quella che ha fatto registrare il minor numero di ore lavorate dalla data di costituzione della Cassa Edile di Capitanata. È quanto si può rilevare dall’Osservatorio congiunturale dell’Edilizia pubblicato, come avviene ormai da alcuni anni, sul numero di “Mondo Edile” che raccoglie i dati relativi al Settore nella provincia di Foggia.

I principali indicatori sono tutti con il segno meno, così come avviene ininterrottamente dal 2008; nel 2013, tuttavia, le perdite sono molto più accentuate.

Le ore lavorate sono diminuite di oltre il 20% rispetto al 2013 e sono pressoché dimezzate rispetto al 2008. Impressionante è anche la progressione della perdita, di circa il 10% annuo per i quattro anni precedenti, raddoppiata nell’annualità appena conclusa.

«Mai nella storia recente una fase congiunturale negativa era durata così a lungo – dice il Presidente, Marco Insalata – e non vi sono segnali che nel prossimo anno la tendenza possa modificarsi significativamente senza interventi drastici».

Per questo il Comitato di Presidenza rinnova l’invito, di concerto con le parti sociali, alle pubbliche Amministrazioni, agli Enti di spesa e a tutti gli attori istituzionali, a mettere in atto ogni sforzo, ogni utile iniziativa che porti ad invertire, subito, il segno della congiuntura.

«Bisogna sostenere lo sviluppo con politiche concrete, a partire da una sensibile riduzione del carico fiscale sul lavoro – prosegue Urbano Falcone, Vice Presidente dell’Ente – così come abbiamo ben delineato negli “Stati generali dell’edilizia”, garantendo, nel contempo, il reddito ai lavoratori, con ammortizzatori sociali mirati che favoriscano la formazione e la riqualificazione professionale. Purtroppo, nei momenti di crisi c’è chi si dispera e chi invece specula. Per questo, non dobbiamo mai abbassare la guardia».

La perdita di ore lavorate ha determinato l’espulsione massiccia di manodopera dal Settore. I lavoratori attivi si sono ridotti nel 2013 di quasi 1.500 unità (-16,5%) rispetto al 2012. Anche le imprese attive pagano in maniera pesante la mancanza di lavoro, e fanno registrare un saldo negativo superiore al 5,5%. Si riducono i cantieri, in numero ma soprattutto in dimensione, e diminuiscono, in maniera consistente, anche la massa salari – passata da oltre 85milioni nel 2008 a meno di 50milioni nel 2013 – e gli accantonamenti, con decrementi superiori al 20% rispetto al 2012.

«Purtroppo – conclude il Presidente Insalata – i nostri campanelli d’allarme sono rimasti inascoltati e le conseguenze sono oggi ben visibili a tutti: giorno per giorno, imprese storiche chiudono, e ogni volta che muore un’impresa, tutto il territorio diventa più povero».

A conferma di quanto denunciato, si riportano i dati riassuntivi: numeri che raccontano, in maniera dettagliata e a un tempo drammatica, lo stato di crisi profonda in cui è precipitata l’edilizia e, con essa, tutta l’economia della provincia di Foggia.

Redazione Stato

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Commenti


  • matteo

    …si…ma però ora ci si deve tutti concentrare sul Carnevale Dauno. Per tutti i problemi ci si penserà dopo la pentolaccia.

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