Lavoro

Polizia di Stato, Concorso interno per 7.563 sovrintendenti

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(ps)

Roma – CON decreto del capo della Polizia del 23 dicembre 2013, è indetto un concorso interno, per titoli di servizio e superamento di successivo corso di formazione professionale, a 7.563 posti per la nomina alla qualifica di vice sovrintendente della Polizia di Stato.

Il concorso è riservato agli appartenenti al ruolo degli agenti e assistenti della Polizia di Stato che abbiano almeno 4 anni di servizio effettivo.

Vai alla pagina del concorso sul portale interno o su internet al seguente indirizzo http://dv.poliziadistato.it



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Commenti


  • ciro

    un concorso per i giovani disoccupati nienteee…..


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’avv. E. Gargiulo evidenzia le differenze tra danno da “mobbing” e danno alla professionalità!

    In tema di tutela del lavoro il “danno alla professionalità” è circostanza ben differente dal danno psichico e fisico causato dal mobbing; se il secondo consiste nella sofferenza del soggetto causata da trattamenti umanamente degradanti ad opera di superiori gerarchici o da colleghi in genere, il danno professionale è espressamente collegato al demansionamento del lavoratore, protratto nel tempo.

    Comportamento che può nello specifico comportare una perdita di opportunità lavorative per il dipendente. Le due figure sono quindi ben distinte e l’accertamento dell’una non implica automatica insorgenza dell’obbligo di risarcimento del danno anche per l’altra.

    Nel caso di specie il giudice ha accertato l’evento mobbing a carico del ricorrente – nella specie, provvedimenti disciplinari privi di fondamento e trasferimenti illegittimi – al quale è stato riconosciuto il risarcimento del danno biologico.

    Il fatto che il giudice del merito abbia accolto la domanda di risarcimento relativa al mobbing mentre abbia rigettato quella collegata al danno alla professionalità, secondo la Suprema Corte, non è assolutamente illogico; la circostanza del demansionamento va provata (cosa in questo caso non avvenuta) e l’onere della prova resta pur sempre a carico del dipendente.

    Il ricorso proposto dal dipendente interessato, proposto impugnando la sentenza d’appello di accoglimento parziale, è quindi rigettato dalla Corte di Cassazione. ( in tal senso Corte di Cassazione Civile, sezione lavoro, sentenza n. 172 dell’8 Gennaio 2014.)
    Foggia, 14 gennaio 2014 Avv. Eugenio Gargiulo.

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