Manfredonia
Consigliere comunale di Manfredonia

“Famiglie Arcobaleno”, Italo Magno: “E’ crescita o progresso?”

Forse sarebbe bene che la cultura si facesse maggiormente carico del confronto sulle “Famiglie Arcobaleno” e delle enormi e variegate questioni etiche ch’esso pone

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Manfredonia. Nel 1932, Aldous Huxley pubblica il romanzo “Il mondo nuovo”, pietra miliare della letteratura avveniristica. In esso si prefigura una società il cui volto è mutato in nome del razionalismo produttivistico, nel quale ogni emozione, ogni sentimento vengono banditi e gli uomini, ridotti a robot, vivono un benessere che li fa schiavi del progresso. Da parte loro, le organizzazioni che esercitano il potere manipolano scientificamente i pensieri e i sentimenti degli uomini, tentando di trasformarli in automi. In una società così pianificata esse, usando le nuove invenzioni sempre più avveniristiche, manipolano scientificamente i pensieri e i sentimenti degli uomini, tentando di avere esseri umani con una scarsissima libertà e bassissima capacità reattiva, per quanto si illudano di essere artefici di un nuovo progresso. Proprio per questo, forse sarebbe bene che la cultura si facesse maggiormente carico del confronto sulle “Famiglie Arcobaleno” e delle enormi e variegate questioni etiche ch’esso pone. Ecco qualche breve passo del libro, che sia di sintesi di tutto il suo significato.

Questo alveare industrioso, come il Direttore delle Incubatrici si compiaceva chiamarlo, era in pieno fervore di lavoro. Nella sala di fecondazione, tutta Londra di casta superiore era smaniosa di vedere… Sotto i microscopi con le loro code che battevano furiosamente, gli spermatozoi penetravano con la testa avanti nelle uova; e, fecondate le uova, si dilatavano, si dividevano… germogliavano ed esplodevano in intere generazioni di embrioni distinti… Dalla sala di Predestinazione sociale, gli ascensori discendevano rombando nel sottosuolo, dove nella rossa oscurità, maturando al caldo del loro materasso di peritoneo e rimpinzati di pseudo sangue e d’ormoni, i feti crescevano, crescevano, oppure, avvelenati, intisichivano, perché mal cresciuti… Nella sala del Travasamento, i bambini levati di fresco dai flaconi emettevano il loro primo vagito di orrore e di spavento… Linda, al contrario, non suscitò entusiasmo di sorta, nessuno aveva desiderio di vedere Linda. Dire che una è madre, questo non era più uno scherzo, era un’oscenità”. (A cura di Italo Magno, Manfredonia 14.02.2016)



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Commenti


  • gennaro

    ….un intervento tanto vago quanto superficiale….piuttosto ambiguo. Entra nel merito della questione ed esponi le tue critiche eventuali al disegno di legge in discussione in Parlamento, se proprio vuoi dire qualcosa.


  • Scar La Teglia

    Un bravo educatore deve parlare a tutti. Un bravo politico può avere anche un vocabolario limitato ma deve essere chiaro a tutti come ha saputo fare Bossi. Ora recito una poesia per San Valentino:
    Torniamo al futuro
    ama il prossimo
    come te stesso


  • Mimmo

    Italo, scusa prof. Magno, non hai detto assolutamente niente di personale. Articolo inutile.


  • Antonella Attanasio

    Gentile Consigliere Magno,
    potrebbe spiegare le motivazioni che l’hanno portata a collegare il testo di Huxley alle famiglie Arcobaleno?
    Le confesso che, pur gradendo la citazione, non riuscirei, a partire dall’articolo, a cogliere il nesso che Lei ha voluto dargli, a meno di avventurarmi in qualche ipotesi.
    Cordialmente

  • Appunto, per una volta impariamo a fare ipotesi, più che ricevere cibi pronti e già preconfezionati.


  • vittoria gentile

    Gentile Antonella, non parlo per Italo naturalmente. Come associazione Manfredonia Nuova stenderemo presto un testo sull’argomento. Ritengo, comunque, utile che membri del Consiglio Comunale si esprimano (anche) sul tema delle “famiglie” e dell’omogenitorialità. Dal momento che sono questioni di rilevanza culturale notevole (al di là dell’aspetto legislativo) per la crescita della società civile, cosa in cui crediamo molto perchè potenzia il concetto stesso di cittadinanza. Cordialità


  • gennaro

    Antonella ha gentilmente chiesto, quindi manifestato considerazione per il pensiero dell’autore nel testo, e che ogni autore desidera esplicitare al suo lettore, altrimenti non avrebbe senso la sua attività, ma dalla risposta sembra che l’ambiguità insita all’opinione espressa ed al suo accostamento con la citazione utilizzata non voglia essere chiarita. Perché? E’ questa la vera domanda cara Antonella: perché non si vuole chiarire un’ambiguità?

  • Perchè l’ambiguità non c’è.


  • iovidi

    L’impronta del docente, educatore e perchè no di un professore che della sua laurea ha dato e sempre darà il frutto del suo sapere e del suo pensiero.
    Grazie PROFESSORE Magno, contrariamente ad altri, lei si che che diffonde il sapere, la cultura e con esse allarga gli orizzonti della conoscenza di quanti come me non conoscevano questo autore e la sua opera, che mi impegno ad ordinare, per avere nelle mani un opera che prefiguro non tanto più futuristica…..
    Salvaguardando i diritti, la vita di ognuno e di come li vogliono esplicitare…. i bambini sono tutt’altro e non possono essere strumentalizzati con le rivendicazioni degli adulti. I figli, anche nella malaugurata sorte, anche con un solo genitore formano sempre una famiglia. e quand’anche venisse meno il genitore superstite… ci sono altri istituti che prevedono il proprio sostentamento e la crescita armonica in una “famiglia”. Così la vedo e così la dico espressamente, per quella che è la mia opinione: non sono d’accordo con la Stepchild adoption – che consentirebbe al figlio di essere adottato dal partner, nelle unioni omosessuali.


  • Antonella Attanasio

    Per Vittoria Gentile:
    non ho assolutamente niente in contrario all’espressione dei consiglieri, come di chiunque altro del resto…il mio era un dubbio genuino sul senso dell’articolo, che volevo esprimere con educazione. Se ho lasciato intendere altro, mi scuso.

    Per il Consigliere Magno:
    succede di non essere capiti al primo colpo quando si scrive. Specie se si decide di scrivere su un giornale. Non sono l’unica ad aver nutrito qualche perplessità, la mia era solo una richiesta di chiarezza.
    Spiegarsi poteva essere un’occasione anche per lei, oltre che per noi. Per non aprirsi la strada a ipotesi che sarebbero, forse, meno gentili delle mie.
    Cordialità

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