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"Dopo il fiume di fango e detriti, non serve un altro fiume di parole e promesse"

Cera: “Dopo le alluvioni solo un fiume di parole”

"Per questo non abbiamo più bisogno di riunioni e parole, ma di atti concreti, verificabili sul territorio deturpato da piogge e alluvioni"

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Foggia. Dichiarazione di Napoleone Cera, capogruppo de I Popolari in Consiglio regionale. “Dopo il fiume di fango e detriti, non serve un altro fiume di parole e promesse. Non si possono continuare a convocare riunioni per contrastare il dissesto idrogeologico della Capitanata, mentre ci sono zone del territorio che restano ancora in attesa di ricevere la giusta attenzione da parte delle istituzioni. Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni dei Monti Dauni che devono fare i conti con i disagi provocati dalla pioggia, ma davanti all’ennesima prospettiva di predisporre interventi tampone ribadisco la necessità di accelerare sul piano di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e spendere, in tempi brevi, le risorse che da anni sono bloccate. La pioggia e il fango non si fermano con le parole. Nel novembre scorso il ministro Delrio, visitando le opere di contenimento idrogeologico nella Valle dello Starale a San Marco in Lamis, aveva ribadito la necessità di avviare un piano deciso e risoluto per mettere in sicurezza il territorio garganico. Ma occorre che ognuno faccia la sua parte e che la Regione Puglia faccia sentire la sua voce sui tavoli ministeriali per ricevere ulteriori risorse promesse dal governo nazionale. Per questo non abbiamo più bisogno di riunioni e parole, ma di atti concreti, verificabili sul territorio deturpato da piogge e alluvioni, puntando alla riqualificazione e alla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e del territorio. Qualche tempo fa sul Gargano è stato dedicato un centro di accoglienza turistica in ricordo di Antonio Facenna, il giovane allevatore morto nell’alluvione del 2014. Facenna amava la sua terra, tanto da sacrificare la propria vita, ma il più grande suffragio alla sua caparbietà e amore per un territorio fantastico non può limitarsi a una lapide di marmo e a una intitolazione di un centro. Occorre tutelare la memoria di Antonio e di quanti ogni giorni si spendono per il progresso del Gargano e dei Monti Dauni con atti concreti, capaci di dare nuove opportunità di sviluppo e garantire piena sicurezza alle popolazioni.”

Redazione Stato Quotidiano.it



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