Foggia
Nota di Rizzi, Sciagura e Cislaghi

“Ciclo dei rifiuti: nuovo corso in Regione; problemi vecchi in città”

"A differenza di altri comuni e AGO (oppure ARO e ATO, cambia il nome ma non la sostanza) non abbiamo problemi di “biostabilizzazione” dei rifiuti indifferenziati"


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Foggia. ”Finalmente la Regione Puglia si è accorta che è difficile “chiudere il ciclo dei rifiuti” senza danneggiare l’ambiente, con discariche o pratiche di incenerimento che, per quanto tecnologiche, non ci differenziano molto, se non per la pericolosità dei nostri rifiuti, dall’uomo preistorico che seppelliva o bruciava i rifiuti per non essere ammorbato dalle puzze nauseabonde. Era ora che si ponesse al centro dell’attenzione il problema dell’impiantistica indispensabile per ridurre i quantitativi di rifiuti “non recuperabili” da smaltire in discarica, impianti per il compostaggio della “frazione organica” e centri di raccolta e valorizzazione delle materie prime riciclabili (carta, cartone, plastica, vetro, metalli) e, anche in questo, Foggia fa “eccezione” perché poteva non avere questi problemi.

A differenza di altri comuni e AGO (oppure ARO e ATO, cambia il nome ma non la sostanza) non abbiamo problemi di “biostabilizzazione” dei rifiuti indifferenziati perché il nostro impianto comunale è abbondantemente sovradimensionato tant’è che può trattare, senza problemi, anche i rifiuti della BAT. Con poca spesa, attorno ai due milioni, e in poco tempo con la costruzione di una zona per la maturazione finale del materiale organico, si possono convertire cinque celle del “biostabilizzatore” in “impianto di compostaggio”.

Dopo questa nota positiva vengono i problemi odierni. Avevamo in dotazione un impianto per la “multiselezione” in grado di valorizzare i materiali derivanti dalla raccolta differenziata e di “ripassare” l’indifferenziato per ridurre il materiale “non recuperabile”. Purtroppo, di questo impianto non si ha notizia, resta solo una relazione che descriveva i danni causati dall’incendio che lo aveva messo fuori uso e la stima per rimetterlo in funzione, come non si ha notizia del revamping dell’impianto di selezione e imballaggio dei rifiuti integrato con un impianto di recupero materia “Remat” finanziato in parte da Regione Puglia come previsto nel piano regionale dei rifiuti . Oggi la mancanza di questa impiantica impedisce di valorizzare il lavoro che fanno i cittadini nella differenziazione dei rifiuti perché, mancando la possibile valorizzazione del riciclabile, diminuiscono gli incassi dalla sua vendita.

Non dovevamo avere grossi problemi nell’individuare la strategia migliore per avere la miglior raccolta differenziata possibile perché abbiamo avuto dalla UE i finanziamenti per sperimentare pratiche di raccolta differenziata su oltre un terzo della città ma, “inspiegabilmente”, il piano è stato ridimensionato a 19.000 persone, applicato integralmente (?) a poco più di 6.000 persone e con risultati che sino a oggi sono tenuti ben nascosti e non divulgati neanche ai Consiglieri Comunali che ne hanno fatto richiesta da dicembre 2015. E’ emblematica l’assenza di dati aggiornati sul sito dell’Assessorato regionale all’Ecologia che per Foggia sono fermi a marzo 2015. Non dovevamo avere neanche problemi di “recettività” della discarica perché riducendo i volumi da smaltire, e con due “discariche di soccorso” in dotazione, avremmo potuto affrontare senza affanni ogni tipo d’emergenza ma il mancato completamento delle discariche di soccorso (solo una completata con volumi ridotti e nessuna notizia di lavori per il completamento della seconda) con relativo carico di “debiti fuori bilancio” da pagare, la scelta sbagliata di puntare all’ampliamento della Discarica Comunale (dai costi “non quantificabili”, dai tempi indefiniti, e dalle “compatibilità ambientali” messe in discussione), fanno presagire tempi bui per la nostra città.

Attendendo che queste problematiche siano affrontate positivamente dal nuovo sub commissario, e presidente di AMIU Puglia, Grandagliano non ci resta che costatare il costante peggioramento delle condizioni di pulizia di strade e marciapiedi della nostra città, condizioni che precipitano in emergenza dopo le giornate di vento. Speriamo che con il nuovo corso anche questi problemi trovino soluzione. Una cosa sola è certa, non faremo mancare il nostro apporto di critica positiva all’azione di governo del ciclo dei rifiuti perché, se il mare non deve essere inquinato dalle trivellazioni petrolifere, la terra e l’acqua non devono essere inquinati dai rifiuti delle città”.

(Foggia 14 febbraio 2016
Vincenzo Rizzi Consigliere Comunale
Marcello Sciagura Consigliere Comunale
Giorgio Cislaghi per Alternativa Libera Foggia)

“Ciclo dei rifiuti: nuovo corso in Regione; problemi vecchi in città” ultima modifica: 2016-03-14T09:25:29+00:00 da Redazione



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