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Il libro di Hrabal rappresenta una sfida difficile e stimolante

Una solitudine troppo rumorosa – B.Hrabal, 2014

Si tratta di un libro del 1965, pubblicato successivamente in Italia in varie edizioni fino alla più recente del 2014

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Bologna/Manfredonia. “Una solitudine troppo rumorosa” è considerato da alcuni critici il capolavoro di Bohumil Hrabal. Si tratta di un libro del 1965, pubblicato successivamente in Italia in varie edizioni fino alla più recente del 2014.

UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA. A Praga, nelle viscere di un vecchio palazzo, un uomo, Hanta, lavora da anni a una pressa meccanica trasformando libri destinati al macero in parallelepipedi sigillati e armoniosi, morti e vivi a un tempo, perché in ciascuno di essi pulsa un libro che Hanta vi ha imprigionato, aperto su una frase, un pensiero: sono frammenti di Erasmo e Laozi, di Hölderlin e Kant, del Talmud, di Nietzsche, di Goethe. Professionista per necessità della distruzione dei libri, Hanta li ricrea incessantemente sotto forma di messaggi simbolici, rinnovando a ogni istante il prodigio del pensiero creativo che sgorga spontaneo oltre e nonostante i modelli canonici della società e della cultura.

ANALISI. Questo libro è stato scritto tre volte: la prima come poema in versi, la seconda come testo in prosa di lingua parlata, la terza, quella definitiva, come testo narrativo-poetico in lingua scritta. Opera di difficile definizione, si può, forse banalmente, classificare come romanzo filosofico. Il libro di Hrabal rappresenta una sfida difficile e stimolante: per come è scritto e per la non immediatezza della comprensione dei riferimenti presenti nel testo. La derivazione poetica della scrittura è ancora evidente, concetti e pensieri sono talvolta reiterati, e per questo più incisivi. Hrabal, che ha lavorato per alcuni anni nel deposito di carta vecchia che descrive nel libro, fa dire al suo personaggio: “Io mi posso permettere quel lusso di essere abbandonato, anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po’ uno spaccone dell’infinito e dell’eternità e l’Infinito e l’Eternità forse hanno un debole per le persone come me”. L’edizione attualmente in libreria è curata e tradotta da Sergio Corduas, del quale è presente in appendice un testo “illuminante”, Hrabaliana. Nel libro c’è inoltre un saggio di Giorgio Pressburger (Dopo Hrabal, una rumorosa solitudine), apparso su “il manifesto” del 17 aprile 1998, un Adagio lamentoso (in memoria di Franz Kafka) dello stesso Hrabal, e infine una “Intervista con un Pierrot incrudito” del 1987. Tutto materiale che può aiutare a capire meglio lo strano mondo dello scrittore.

L’AUTORE. Di Bohumil Hrabal (Brno-Židenice 1914 – Praga 1997) Einaudi ha pubblicato: “Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare”, “Le nozze in casa. Romanzetto femminile” e “Spazi vuoti”. Altre opere dello scrittore ceco: Treni strettamente sorvegliati, Vuol vedere Praga d’oro?, Ho servito il re d’Inghilterra, La tonsura, La città dove il tempo si è fermato. Nel 1995 Bohumil Hrabal ha ricevuto il premio Grinzane Cavour.

Il giudizio di Carmine
Bohumil Hrabal
UNA SOLITUDINE TROPPO RUMOROSA
2014, Einaudi
Valutazione: 4/5

(A cura di Carmine Totaro, Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA)



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