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"Interrogazione a risposta in commissione Al Ministro della Difesa, al Ministro dello Sviluppo Economico"

SEL: richiesta dimissioni De Giorgi

"Nelle autorizzazioni alle spese non giustificate sopra esposte, avrebbe avuto a lungo un ruolo chiave l’ex capo ufficio della Difesa"

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Testo della interrogazione Piras/Duranti con la richiesta di dimissioni del capo di Stato Maggiore della Marina

Interrogazione a risposta in commissione Al Ministro della Difesa, al Ministro dello Sviluppo Economico
per sapere, premesso che:
– A quanto si apprende da diversi organi di stampa – fra cui Repubblica ed il Corriere della Sera – una denuncia sarebbe stata inviata alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio ed al Ministro della Difesa circa l’operato dell’Ammiraglio De Giorgi in qualità di Capo di Stato Maggiore della Marina;
– nello specifico il documento – presumibilmente inviato da un ex collega dell’Ammiraglio, come trapela dalla stampa – sarebbe molto dettagliato e correlato di numerosi atti ufficiali oltre che da documentazione in originale;
– in particolare sono due gli episodi da menzionare, a detta degli scriventi, per definire la condotta illecita dell’Ammiraglio:
1. nel giugno del 2013, durante una visita ad una fregata di Fincantieri a Muggiano (La Spezia) per cui, in quei giorni, si stavano completando le fasi di allestimento della nave, il Capo di Stato Maggiore ordinò ai dirigenti del cantiere di apportare diverse modifiche, non “gradendo” la ripartizione delle aree destinate al quadrato ufficiali e all’eventuale Ammiraglio presente a bordo. In seguito – si apprende sempre dalla ricostruzione fatta – De Giorgi “ufficializzò questa sua volontà specificando di avviare i lavori richiesti anche in assenza dei preventivi e dei necessari atti amministrativi”. Successivamente a questo episodio, l’Ammiraglio Ernesto Nencioni cercò di allestire una pratica amministrativa che giustificasse l’operato del Capo di Stato. Proprio nell’ambito di quella pratica, il 25 luglio 2013 Fincantieri avrebbe presentato un “punto di situazione” chiedendo il pagamento di 12 milioni 986 mila euro per la modifica dei quadrati e di 30 milioni per le modifiche dei camerini. Da sottolineare che, nell’ambito di tali operazioni, l’Ammiraglio Nencioni espresse diverse volte perplessità – ponendo elementi di difficoltà – per quanto richiesto dal superiore. Tali difficoltà furono superate con missiva del Capo di Stato della Marina con cui si chiedeva di procedere con le modifiche in oggetto.

2. il secondo caso riguarda invece uno dei contratti varati con il cosiddetto “Programma Navale” ( già oggetto di atti di sindacato ispettivo da parte di appartenenti al gruppo parlamentare della Camera di Sinistra Italiana-SEL ), cioè lo stanziamento straordinario di oltre 5 miliari per l’ammodernamento della flotta navale. Tale questione ha innanzitutto interessato l’indagine di Potenza, per cui secondo l’accusa dei PM lucani l’Ammiraglio De Giorgi avrebbe chiesto l’intervento di Gianluca Gemelli – allora compagno del Ministro per lo Sviluppo Economico Guidi – per far si che dal Ministero venissero sbloccati i fondi necessari. In cambio di ciò avrebbe fatto nominare al vertice del porto di Augusta una figura gradita al Gemelli stesso. Inoltre, tra le navi finanziate con la suddetta Legge, ve ne sarebbe una con particolari caratteristiche combat: mezzo lungo 32 metri capace di raggiungere, a pieno carico, i 70 nodi. Fra i compiti di questa imbarcazione vi sarebbe quello di trasportare squadre di incursori del “Comsubin” alla massima velocità: è previsto infatti che tra uomini e armi, lo scafo arrivi a un carico di 36 tonnellate. Il tutto con materiali “stealth” invisibili ai radar. Il contratto risulta essere stato affidato da De Giorgi alla società “Aeronautical service” (azienda con sede a Fiumicino) senza nessuna gara e con una spesa di 30 milioni di euro. Tutti gli atti sull’acquisto del superscafo risultano secretati e non sono mai state diffuse informazioni sul disegno del mezzo. Inoltre, a quanto si apprende, diverse voci si sarebbero levate nel dubitare circa le competenza della stessa “Aeronautical service”, che non sembra aver mai realizzato progetti simili a questo.

– Nelle autorizzazioni alle spese non giustificate sopra esposte, avrebbe avuto a lungo un ruolo chiave l’ex capo ufficio della Difesa – ed amico stretto di Gianluca Gemelli – Valter Pastena , che risulta indagato dalla procura di Potenza. Fra gli elementi a suo carico vi sarebbe una intercettazione in cui lo stesso discute con De Giorgi circa nomine ed appalti, dichiarandosi disponibile a manovre parlamentari utili ad agevolare appunto il flusso di finanziamenti, partendo anche da una ferma ed alternativa opposizione alla riforma della Difesa della Ministra Pinotti;
– a detta degli scriventi, le indiscrezioni trapelate dalla inchiesta della procura di Potenza sulle spese pazze dei vertici della Marina – con particolare riferimento al capo di Stato Maggiore – se provate costituirebbero caso gravissimo e profondamente lesivo sia dell’immagine della Marina stessa che delle Istituzioni Repubblicane;
– sempre a detta degli scriventi, già il reiterato sospetto di condizioni di privilegio e spreco – in anni in cui si procede sulla linea della “spending review” in ogni ramo della pubblica amministrazione e degli apparati dello Stato – da parte di chi per primo dovrebbe consegnare esempio di sobrietà, rigore ed attaccamento alle Istituzioni, costituirebbe elemento sufficiente per rassegnare le dimissioni;
– per quanto appreso dalla stampa, i vertici del Ministero della Difesa erano a conoscenza delle azioni del capo di Stato Maggiore della Marina;
– pur restando fermo il principio di della presunzione di non colpevolezza ex articolo 29 della Costituzione, resta di ogni evidenza la necessità di fare piena luce sui fatti trapelati a mezzo stampa:
– se i Ministri interrogati fossero effettivamente a conoscenza di quanto esposto in premessa e del perché non abbiamo tempestivamente agito per eliminare ogni possibile sospetto sulla illecita condotta dei vertici della Marina Militare, con particolare riferimento alle azione dell’Ammiraglio De Giorgi;
– se non ritengano opportuno e doveroso riferire in Parlamento circa le condotte di cui sopra, chiedendo in via cautelativa l’immediata sospensione dal servizio del capo di Stato Maggiore della Marina, valutandone le successive e piene dimissioni.

On. Piras, Donatella Duranti, Scotto



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Commenti


  • svolta

    Prime si era soliti dire non c’è un palmo di terra netta…., a quanto pare, “l’inquinamento umano”, si è esteso anche al mare !!!!

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