FoggiaManfredonia
Foggia è al 70° posto su 140 città

Foggia, Tribunale: la situazione è davvero così grave?

La classifica del Sole24Ore ha destato preoccupazioni per il 70° posto assegnato al capoluogo dauno ma, analizzando dati e situazione territoriale, viene fuori un profilo nella media nazionale. Ne parliamo con il Magistrato dott. Paolo Rizzi

Di:

Foggia. La situazione del Tribunale di Foggia è caratterizzata da sintomi prevalentemente equivalenti: carenza di organico, cambi di ruolo e trasferimenti di magistrati una volta terminato il periodo di permanenza minima. Partendo dai primi dati messi in evidenza dal Sole24Ore emerge un dato incoraggiante, forse trascurato da alcuni o mal-interpretato da altri: la scopertura tra le toghe a Foggia è del 26% mentre quella tra gli addetti alle cancellerie del 19%; una situazione migliore di Bolzano, primo in classifica, dove le scoperture sono del 33% tra le toghe e 53% tra gli addetti alle cancellerie; notevolmente più alte.

Riguardo i processi aperti è vero che la città di Foggia ne ha un numero piuttosto elevato (43.556 circa in confronto ai 45.580 di Milano) ma è altrettanto vero che il personale è notevolmente ridotto rispetto a quello milanese e che la situazione territoriale della Capitanata è tra quelle che vede ogni anno un maggior numero di processi. Proseguendo l’analisi dei dati si nota che solamente il 47% dei processi ha una durata ultra-triennale, la maggior parte dunque viene terminata regolarmente nel triennio previsto. Bisogna considerare inoltre che Foggia è al 2° posto nella classifica dei tribunali del Sud Italia per lo smaltimento dello stock arretrato, avendo smaltito nel 2016 ben il 20,5% dei processi precedenti.

Va sottolineato inoltre che quello condotto da Fabio Bartolomeo, direttore del servizio statistica del Ministero della Giustizia e rappresentante italiano presso il Cepej (commissione per l’efficienza della giustizia del Consiglio d’Europa), è uno studio sperimentale che tiene conto solo del settore civile e solamente degli affari più contenziosi, vale a dire quelli più complessi da un punto di vista procedurale. Vista in questi termini pertanto, la situazione nel foggiano non appare affatto drastica come descritta da altri media, ma perfettamente conforme alla media italiana che vede il capoluogo dauno a metà classifica (non tra le eccellenze ma neanche tra i peggiori);

Sui dati e sulle osservazioni riportate è intervenuto, per Stato Quotidiano, il Giudice dott. Paolo Rizzi, assegnato alla seconda sezione civile.

Dottor Rizzi, la classifica del Sole24Ore ha forse trascurato alcuni dati positivi del Palazzo di Giustizia di Foggia
“Il Tribunale di Foggia è il secondo tribunale più produttivo d’Italia, dopo Avezzano; un dettaglio da non trascurare in considerazione del fatto che la statistica parla di ritardi, di cause ultra-triennali pendenti che determinano un allarme, della capacità di smaltimento dei tribunali circa le cause sopravvenute e al contempo della capacità di fronteggiare le cause che sopravvengono volta per volta. Il dato di partenza però non può essere falsato, perché deve tener conto dell’arretrato già pendente, nel caso di Foggia molto consistente. Se non c’è modo di smaltire l’arretrato, i nuovi processi invecchiano e vanno ad incrementarlo, pur avendo una capacità di produrre maggiore alla media nazionale, seconda solo ad Avezzano”.

Quella delle scoperture però è una problematica nazionale che non trova particolare risalto in Capitanata
“Sicuramente. Ritengo che uno dei problemi principali di Foggia sia il turn-over esagerato: il tribunale del capoluogo è diventato un tribunale di transito che si copre con giudici di prima nomina, provenienti prevalentemente da città distanti, la cui legittima aspirazione è quella di tornare a casa, dopo aver maturato il periodo triennale. Questo comporta che periodicamente il tribunale si svuota e la carenza d’organico diventa quasi strutturale e non solo momentanea. Un peccato perché la situazione del foro di Foggia è piacevole e molto collaborativa: il rapporto tra magistrati e avvocati è un rapporto che funziona”.

Chiaro che è la situazione non è di certo emersa da un giorno all’altro ma si è presentata dopo un decorso durato anni
“La situazione d’emergenza sugli arretrati non è legata direttamente all’inadempienza del personale giudiziario di Foggia; se si ha una criticità da una parte e una situazione virtuosa dall’altra, è logico spostare le risorse lì dove necessario intervenire: qualche volta si ha anche la tendenza a non stravolgere le cose per evitare di intaccare l’efficienza di un apparato e questo danneggia ulteriormente gli organi che si trovano in difficoltà. Per farla breve, quella classifica ragiona sui numeri ma quello che non si pone è ‘l’arretrato di un tribunale e il personale a disposizione a quanto ammontano?’ e poi ancora ‘come risolvere una situazione del genere?’”

Parlando di soluzioni, quale potrebbe essere una misura efficiente per cercare quanto meno di tenere sotto-controllo l’emergenza?
“Noi le abbiamo tentate tutte; annualmente il presidente del tribunale elabora un piano di smaltimento dell’arretrato indicando degli obiettivi da raggiungere con relativi mezzi per arrivarci. La situazione è paragonabile a quella di un limone, spremuto fino all’ultima goccia: la sensazione che proviamo è che nell’anno che si chiude abbiamo dato tutto quello che potevamo dare e ci viene chiesto anche di fare di più e questo non genera un meccanismo virtuoso perché quando le energie scarseggiano, scarseggiano. Un metodo che ci sta aiutando è quello di studiare le cause e fare proposte di conciliazione; quando la proposta è ben calibrata nel 65-70% dei casi viene accettata; purtroppo quando un giudice che ha studiato la causa se ne va e ne subentra uno nuovo, quest’ultimo ha bisogno dei suoi tempi per studiarsi il processo e questo genere ulteriore ritardo. Per situazioni del genere non c’è una ‘bacchetta magica’ per risolverle in tempi immediati: si potrebbero però utilizzare i giudici onorari, non magistrati di concorso ma avvocati, che gestiscono solo l’arretrato: tuttavia resta prioritario un potenziamento sostanzioso dei magistrati.”

Si parlava anche dello strumento telematico.
“Uno strumento di grande comodità; io sono stato magistrato di riferimento per l’informatica del tribunale di Foggia, per il settore civile, per cinque anni. Mi sono trovato con l’entrata in vigore del processo civile telematico, l’ho seguito, l’ho studiato, l’ho incoraggiato; da un grande risparmio alle cancellerie ma il problema è sempre il numero elevato dei processi e, paradossalmente, col telematico si perde più tempo. A questo metodo infatti si dovrebbe associare un cambiamento di atteggiamento dei giudici e degli avvocati al processo, faccio un esempio: chi legge libri in kindle sa che leggere su un dispositivo elettronico è più faticoso del leggere su un foglio di carta; bisognerebbe imparare a scrivere atti molto più sintetici”.

(A cura di Antonio Piazzolla, Foggia 14.04.2017)

redazione stato quotidiano.it

Foggia, Tribunale: la situazione è davvero così grave? ultima modifica: 2017-04-14T18:34:09+00:00 da Antonio Piazzolla



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi