ManfredoniaRicordi di storia
L’Università sipontina nel ‘700

Il “Ripristino delle antiche cerimonie nel Duomo sipontino” nel 1782

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

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Manfredonia. Non si è ancora spento la eco delle festività di S. Lorenzo per cui ci pare opportuno riferire alcune tradizioni, poco note, che hanno riguardato, nel passato, le relative celebrazioni. Era d’uso che per questa festività nella Cattedrale sipontina (dedicata appunto a S. Lorenzo Maiorano) si celebrassero 4 messe, con il relativo pagamento di 12 ducati da parte dell’Amministrazione comunale al Capitolo metropolitano. E, sempre per l’occasione, il Sindaco (o Magistrato) con gli Eletti e l’intero Decurionato (cioè assessori e consiglieri), venivano accolti all’ingresso della chiesa dall’intero Capitolo che li accompagnava nei posti a loro riservati (Banco e Sedile).

La cerimonia non viene più effettuata, dal 1675, anno di insediamento dell’arcivescovo cardinale Orsini che mal sopporta gli atti di vassallaggio verso il mondo laico, ma vieppiù, per le carenze finanziarie l’Amministrazione comunale non eroga più gli usuali ducati. Ed allora, le messe così non vengono celebrate. Con il passare del tempo, la questione diventa insostenibile e, quindi, oggetto di storia, per cui nel 1782, su richiesta del popolo (allora si faceva ascoltare), si determina da parte del decurionato di ripristinare l’antica “usanza”.

Ne scrive lo Spinelli che ne è testimone ed anche decurione. Leggiamolo.

Nell’ anno seguente dell’Era Cristiana 1782, si pretese dal Popolo Sipontino di doversi rimettere l’antica costumanza delle cerimonie nel Duomo dovute al Magistrato, mentre ivi dentro si porta nelle solennità di prima Classe maggiore ad assistere a’ divini Misteri, la qual costumanza fù dismessa sin dall’anno 1675, come si è di sopra avvisato; percui dall’ istesso Magistrato propostosi nel Parlamento, si determinò, che il maneggio doveva farsi col corpo de’ Canonici giusta l’ antica uanza pratticata per molti secoli nell’ antica Siponto, e poi anche continuare nella moderna Città insino all’anno 1675 anche colla promessa della solita oblazione di ducati 25 all’ anno per ce-le-brarsene quattro Messe piane a’ 7 Febrajo giorno della Sollennità del Protettore San Lorenzo X Vescovo Sipontino. Come infatti maneggiatasi l’affare con i predetti R.mi Canonici, ripugnarono essi venire ad un tal’ atto di cerimonie, non solo, perchè rattrovavasi dismesso sin da un Secolo, ed anni 7, ma che loro netampoco conveniva nel tempo corrente, stante erano in qualifica della parte più nobile, e degna del Pontificale, per essere, Canonici mitrati infulati, ond’è, che dall’ Arcive-scovo Francone si stimò far devenire i Mansionarj dell’istessa Catedrale al dissimpegno di una tanta cerimonia; locchè propostosi nel Parlamento Sipontino, si determinò, doversi finalmente abbracciare, e che il riconoscimento in forma di oblazione per la celebrazione delle quattro messe piane, non avesse ecceduto la somma di ducati diece: Che finalmente sottoscrittosi il contentamento dall’ intiero corpo de’ R.mi Capitolari, da’ mansionarj, seguita la formazione degli Atti, vi s’ interpose dalla Curia Arcivescovile il decreto per una tal osservanza, percui vedesi oggi osservata tal Cerimonia al magistrato Sipontino da’ Mansionarj, mediante l’ annuale pagamento di ducati diece in forma di dilazione col peso di celebrarsene quattro Messe piane nel dì 7 Febrajo .

Lo Spinelli, come si vede commenta con sottile ironia l’accaduto e riporta, come regalia, 25 ducati, invece dei 12 rideterminati (e non anche 10). Ma ancor più non manca di far riferimento all’arcivescovo Francone che non si fa sfuggire occasione di incrementare economicamente la Mensa arcivescovile (altri tempi?!).

Dall’altro lato, la Conclusione (deliberazione) comunale della fine di dicembre del 1782, recante lo stesso oggetto, è più ricca di particolari.

E più si propone, e fa sentire alle Signorie VV. come trovandosi con ammirazione di essi signori Proponenti, non che di tutto il Conseglio, e Reggimento di questa nostra Città interrotto l’antico solito, e solido costume che quando li Signori del Magistrato in Corpo di Città, e di unita col Regio Signor Governatore o di senza andavano nelle solite funzioni o di Messe Solenni, o di Vescovi, o di Processioni, o di Compleanno, o altre funzioni publiche nella Chiesa Arcivescovile, e Catedrale di questa Città, erano li medesimi, previo il debito avviso, ricevuti alla porta di detta Chiesa da due abbati Mansionarj di questo R.mo Capitolo, da’ quali se gli dava l’ Acqua Santa con l’ Aspensorio, venendo accompagnati sino al banco, e sedile che questa Università tiene in detta Chiesa Catedrale; così pure terminate le funzioni, venivano detti Signori del Magistrato accompagnati da detti due Mansionarj sino alla Porta della Chiesa, e quando poi detti Signori del Magistrato dovevano essere incensati nelli Vesperi, e Messe Cantate, in cui se li dà pure il bacio della Pace all’ Agnus Dei, tale incensazione e Pace se li dava da uno delli detti Mansionarij Ministri assistenti alle dette Messe, e Vesperi Cantati; Trovasi, come si è detto interrotto tale lodevole costume ed antico solito, o per oscitanza, o anche sul motivo ch’essi Proponenti suppongono che siccome anticamanete da questa nostra Università e suoi annuali rappresentanti si davano alli quattro Abbati Mansionarij di detto R.mo Capitolo annui docati dodeci per la celebrazione, che li medesimi facevano di alcune Messe Onorifiche nella festa del nostro protettore S. Lorenzo Majorano; così non essendosi pagati più detti annui docati dodeci alli detti Mansionarj, siano anche interrotte le dette Onerificienze, che da medesimi si prestavano al Corpo di questa Università in tutte le sudette publiche funzioni.

E volendo essi signori Proponenti far rimettere il detto lodevole costume, affinchè il Corpo Universale del nostro magistrato sia ricevuto, e trattato in detta Chiesa Catedrale, come conviene in tutte le publiche funzioni, lo han fatto presente al detto R.mo Capitolo, acciò si contentasse far così effettuare da detti suoi Abbati Mansionarj a’ quale non si mancarà per parte di questa Università di dare li sudetti annui docati dodeci per le sudette Messe Onorifiche; maggiormente che questa nostra Università mai si è appartata di celebrare, e far celebrare in detta Chiesa Catedrale tutte le solite funzioni publiche de Vesperi, Messe, Processioni, Compeanno, ed altre colle solite offerte, come sarà per sempre sequitare. Alle quali proposizioni da detto R.mo Capitolo si è con tutta gentilezza risposto che lo è pronto, prontissimo di far prestare al Corpo Universale della Città per mezzo li detti suoi Mansionarj in tutte le solite funzioni Publiche l’ Università farà in detta Chiesa Catedrale, tutte le sudette onorificienze di sopra descritte, con corrispondersi però anche da questa magnifica Università, e suoi annuali rappresentanti, ed amministratori in beneficio di detti Mansionarij li sudetti annui docati dodeci per le sudette messe onorifiche.

Note
1 – M. SPINELLI, Memorie Storiche,,,,, op. cit. Parte IV, p. 354.

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)



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