Capitanata

Nel bunker. In quattro. Contro il nucleare


Di:

Alessandra M., ricostruzione protesta contro il nucleare (profilo FB)

Cerignola – “I Pazzi siete voi“. Messaggio semplice e diretto, breve ed esaustivo, a mo’ di slogan elettorale va detto – perché anche di questo si tratta in realtà – ma soprattutto di “una scelta di vita”, quella futura. Quattro ragazzi si sono rinchiusi in un bunker simil-antiatomico per condurre una vita che ricalchi una eventuale emergenza nucleare, ossia applicando alla lettera il protocollo di radioprotezione. Non hanno con loro cibi freschi, non un’0ra d’aria ma solo acqua e internet per comunicare all’esterno le loro idee, paure, difficoltà, rivolgendosi a tutti quei pazzi che da quest’altra parte della vita li guardano con occhio un po’ incuriosito e un po’ strafottente.

Giorgio, Alessandra, Luca e Pierpaolo. Questi i nomi dei quattro che da ieri (12 maggio) e per un mese combatteranno la loro personale, ma non troppo, lotta contro il nucleare. In questo modo i giovani cercheranno di raggiungere più gente possibile, tenteranno di incutere curiosità agli italiani e comunicare quello che sembra non si voglia trasmettere con altri mezzi: la croce sul SI’ nel referendum del 12-13 giugno proprio per dire NO al nucleare.

L’iniziativa dei quattro è appoggiata da Greenpeace che li ha fornito tutti gli strumenti per organizzare al meglio la loro protesta. Il monitoraggio è costante, 24 ore su 24, messaggi continui vengono rilasciati sui vari mezzi di comunicazione: dal sito creato appositamente per la protesta (www.ipazzisietevoi.org) a facebook, twitter e youtube, dove è possibile visionare i loro video.
“Voi che minimizzate il disastro di Fukushima. Voi che pensate al vostro tornaconto personale – dicono i ragazzi nel loro videomanifesto – alla faccia dell’interesse della comunità. Siete pazzi pericolosi. […] Vogliamo parlare ai ragazzi come noi… questa battaglia riguarda tutti. Diffondete i nostri messaggi, organizzatevi, inventatevi una vostra azione. La nostra protesta dovrà crescere ogni giorno di più.”

Alessandra M., originaria di San Ferdinando di Puglia (ST)

Dopo il disastro di Fukushima,infatti, il Mondo si era fermato a riflettere sull’opportunità di continuare la costruzione di centraliproduttrici di energia nucleare. Il governo italiano non è stato così celere come altri nell’annunciare il blocco, la moratoria è infatti arrivata solo in un secondo tempo. Successivamente però, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ammesso che quest’ultima era stata decisa per non “permettere ai cittadini di votare solo sulla base dell’emotività del momento”, generata appunto dalla terribile situazione in essere nel Nord-Est giapponese. Le dichiarazioni del Capo del Governo hanno però suscitato veementi proteste da parte dell’opposizione e di diverse associazioni di settore che hanno visto nella moratoria solo un mezzo per “orientare” il voto dei cittadini in senso governativo e bloccare i quesiti contestuali a quello del nucleare: legittimo impedimentoe acqua pubblica.

Proprio per questo, probabilmente, i ragazzi, con Greenpeace, hanno deciso di attivare un modo particolarmente forte e provocatorio per poter indurre il maggior numero di persone a riflettere e a recarsi alle urne, piuttosto di una passeggiata sulla spiaggia. Da sottolineare come 3 su 4 dei ragazzi attivi nella protesta sono di origine pugliese.

Pierpaolo nato a Lecce 22 anni fa ma vive da sempre a Milano; Luca di 33 anni e da 15 si è trasferito nella capitale partendo dalla città dei due mari, Taranto, e infine Alessandra, l’unica ragazza del gruppo, di 21 anni e che vive a San Ferdinado di Puglia.

Proprio quest’ultima, nella giornata di oggi, ha rilasciato un videomessaggio molto toccante e che sprona la popolazione al voto facendo conoscere gli effetti di una centrale nucleare: “Forse non lo sai, vicino alle centrali nucleari i bambini hanno il 76% di probabilità in più di essere vittime di leucemie e malformazioni e non sto parlando di Chernobyl e Fukushima ma di centrali che funzionano regolarmente. Il Referendum del 12 Giugno è ormai vicino ed io ho solo una cosa da dire: non voglio vedere il giorno in cui L’Italia tonerà al nucleare, non voglio avere una centrale vicino e vivere costantemente con la paura di un errore, di un’attentato, di un terremoto. Io voglio avere dei figli, non voglio sentir parlare di leucemie o malformazioni. Voglio dei figli sani. Io non so cosa l’Italia sceglierà, so soltanto una cosa: non voglio vivere in un paese di ciechi“.


VincenzoMaurantonio@libero.it

Nel bunker. In quattro. Contro il nucleare ultima modifica: 2011-05-14T15:09:13+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Vittoria Gentile

    Se è vero che “Libertà è partecipazione” l’azione dimostrativa di questi ragazzi incarna perfettamente il principio che bisogna battersi, ed esporsi (sempre pacificamente e civilmente), per le cose in cui si crede e per il futuro che si vuole.
    Berlusconi sottovaluta le capacità intellettive e di giudizio del Paese, e crede che il voto contro il nucleare sarebbe, ora, soprattutto emotivo. Pessimo errore di valutazione! Sugli italiani e su quanto sanno circa il rapporto costi benefici del nucleare.
    Quando la nostra classe dirigente alzerà il tiro della comunicazione e della propaganda di massa? Sempre troppo tardi a quanto pare.


  • nicola

    gentile vittoria, perdonami il parafrasare il tuo nome, sono nicola di san severo. il guaio dell’italia nostra è che anche i referendum vengono interpretati come voto politico. il nucleare se non fosse per le scorie potrebbe il mezzo più pulito per produrre energia. il miglior sistema potrebbe essere quello di insegnare al popolo a non fare un abuso. ad esempio teste grosse di scienziati di varie nazioni hanno affermato qualche anno fa che spegnendo simultaneamente tutti i condizionatori e climatizzatori del pianeta, compresi quelli degli autoveicoli, la temperatura sarebbe potuta scendere anche di 7 °C. ti sembra poco. ora ti dico che dobbiamo avere più maturità. anche se le mie idee sono destrorse io personalmente sono contario al nucleare e al fotovoltaico. per il primo a prescindere e per il secondo perchè induce alla desertificazione dei terreni e il sistema di trasporto della corrente prodotta ha qualche problema di troppo per i campi elettromagnetici generati. impariamo ad usare la bicicletta. lasciamo perdere le auto alimentate con quello o con quell’altro combustibile. battiamoci affinchè l’uranio, il plutonio and company resti li dove sono. la natura potrebbe ribellarsi e neanche il bunker ci salverà. PUGLIA SVEGLIATI!!!


  • Luigi Roveda

    Contestare è una cosa giusta, ma non si può solo dire di no. Bisogna proporre.
    La geotermia è una fonte alternativa di cui nessuno parla ma che è la meno invasiva e praticamente inesauribile. Ma fare un buco non fa “business”
    Ciao e complimenti per l’iniziativa !


  • vittoria gentile

    Ci saranno valentissimi scienziati e tecnici, assolutamente competenti sulla materia, sicuramente a disposizione del governo in materia di energia e rinnovabili. Il problema è la forma mentis: cosa voglio privilegiare? Cosa è prioritario? Il ritorno economico? L’impatto ambientale? Sarà possibile, e come, conciliare tutti gli aspetti in gioco? Io non sono assolutamente della materia. Ma mi scoccia l’ipocrisia e la dissimulazione comunicativa di partenza. Questo è il punto e questo proprio non mi va giù, ancora prima degli slogan elettorali di partenza (che semplicemente diamo per scontati) che sono dietro tutte le iniziative. La testa viene prima delle bandiere politiche, credo e spero possiamo fare in modo sia così.


  • nicola

    oh! questa è la strada. va bene tutto, ma parliamo, discutiamo, impariamo a dirci le cose in faccia. i mezzi per fare energia ci sono. ad esempio i resti della potatura degli alberi, della vite ed altri se bruciati a combustione controllata possono generare energia sotto forma di calore per tanti usi compresa l’acqua calda per scaldare le case di una o più città. e per l’abbattimento della co2 facciamo piantare alberi a foglia larga che divorano tanta co2 e ci restituiscono ossigeno. le piante grasse che si nutrono di elettromagnetismo. vedi Vittoria hai detto delle parole basilari: cos’è PRIORITARIO? soldi, salute, benessere, ambiente, poltrona politica, hai voglia quante sono le priorità, ma c’è ne una che la più importante per me: dove vogliamo andare. pensa solo a questa cosa. dovevo recarmi da san severo a foggia per delle commissioni qualche tempo fa. in stazione ho chiesto se c’era il servizio treno+bici. mi hanno detto che ero un PAZZO DA MANICOMIO. e non solo:”HAI LA MACCHINA DIESEL METTI 10 LITRI DI GASOLIO AGRICOLO E VAI DOVE VUOI. quindi non solo non è giustificato l’uso della bicicletta, ma si boicotta anche l’uso del treno e in aggiunta si consiglia la truffa. poi ci si mette in prima fila col cartellone per gridare :”VOGLIAMO L’ARIA PULITA”. PUGLIA SVEGLIATI!!!

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