Manfredonia
E' eretico affermare che i comportamenti e le reazioni del cane dipendono dalla condotta dell'adottante?

Manfredonia – Il Cane, l’uomo, la città

L'unica soluzione possibile potrebbe essere quella di multare pesantemente i padroni dei cani che vengono beccati sul fatto

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Manfredonia. Il rapporto tra l’uomo e il cane ha origini antichissime. Il cane è l’animale domestico tra i più diffusi al mondo, è adottato da tutte le classi sociali e, per le sue doti e capacità, spesso diventa complementare all’uomo; lo coadiuva e, in molti casi, lo sostituisce. Infatti il cane è accompagnatore, investigatore, ricercatore, cacciatore, corridore, messaggero, vettore, pastore, protettore, difensore, salvagente, custode, sentinella e perfino terapeuta. Obbedisce al suo padrone e, in cambio di qualche carezza, lo aiuta, lo protegge, lo accudisce e lo difende anche a costo della propria incolumità. L’uomo lo adotta, lo alleva, lo educa, lo addomestica, lo istruisce, lo ammaestra, lo addestra, lo ammonisce e lo ammansisce fino ad assumere il pieno controllo per avvalersi delle sue virtù e peculiarità. Purtroppo in alcune regioni della Cina il cane viene straziato e macellato per alimentare quell’uomo che si serve delle sue virtù. Non mancano casi in cui il cane viene considerato un oggetto da regalo che viene abbandonato quando diventa ingombrante; una delle cause del randagismo. Non è raro che il cane venga adottato da soggetti incapaci di badare a se stessi e che avrebbero bisogno di essere corretti, educati, istruiti e ammoniti. Soggetti che usano il cane anche per fini ignobili. Lo brutalizzano con violenze e sevizie varie, lo inferociscono e lo addestrano all’aggressione e/o al combattimento per soddisfare la sete di denaro o per lenire recondite personali frustrazioni.

E’ eretico affermare che i comportamenti e le reazioni del cane dipendono dalla condotta dell’adottante? Il cane necessita, come tutti gli esseri viventi, di soddisfare alcuni bisogni. Ha bisogno di nutrirsi, di essere lavato, curato e di avere momenti di svago. Momenti facili da notare quando s’incontrano gli adottanti che portano a passeggio il proprio cane impugnando un guinzaglio vuoto o legato all’animale. Il guinzaglio dovrebbe servire a scongiurare possibili aggressioni a persone oltre che a proteggere il cane dall’essere aggredito. E’ proprio per questo che i cani dovrebbero calzare una museruola; specialmente quelli che, per mole e potenza, sono difficili da gestire. Il cane ha bisogno di libertà, di correre, saltare, giocare; abbisogna anche di soddisfare due esigenze fisiologiche: mingere ed evacuare. Dal comportamento del cane si può dedurre il grado di educazione, di senso civico e di rispetto del bene comune ascrivibile all’adottante.
La nostra ridente cittadina, coperta di catrame e cemento, oltre ad essere avara di verde pubblico, è maculata, dappertutto, di escrementi di cane. Strade, viali, marciapiedi, giardini, spiagge e perfino parchi giochi per bambini, si trasformano quotidianamente in WC (Water Closet) per i cani; pardon in WO (Water Outdoor) visto che i bisogni li fanno all’aperto. Vedere un adottante impugnare gli attrezzi e rimuovere il tortino, sformato o timballo che sia, è pura utopia. Un eccezionale biglietto da visita per una città che ambirebbe a rigenerare la vocazione turistica.

Cosa fare? Tra le funzioni delle strutture pubbliche non sono previste attività educative per gli aspiranti adottatori/trici di cane. Considerata l’impossibilità di intervenire sulla causa che produce l’arcano, si è optato di intervenire sull’effetto. Il rimedio adottato dall’ASE è stato l’acquisto del vorax; un mezzo che aspira gli escrementi di cane. L’idea però non ha eliminato lo sconcio che deturpa il decoro urbano. Infatti, anche all’osservatore più distratto, non sfugge il fatto che, poco istanti dopo il passaggio del vorax, ripassano i cani che riproducono lo sconcio. Quindi questa soluzione risulta inefficace e sconveniente per i cittadini, visto che il costo del mezzo e del personale addetto viene spalmato sull’intera comunità. Ci sono soluzioni all’arcano? In alcune realtà cittadine, dove vige un naturale senso civico e il rispetto del bene comune, sono state destinate, nei vari quartieri, delle zolle di terreno dove si portano i cani a fare i bisogni. Quel terreno, che viene continuamente rimescolato e trattato, non è mai adiacente a ville e parchi giochi per bambini. Sfortunatamente questa soluzione non è possibile nella
nostra ridente cittadina, visto che il territorio è stato totalmente aggredito da catrame e cemento.

L’unica soluzione possibile potrebbe essere quella di multare pesantemente i padroni dei cani che vengono beccati sul fatto. Purtroppo anche questa soluzione sembra inattuabile, nella nostra comunità, per colpa dei soliti noti che la fanno sempre franca: i delinquenti, i prepotenti, i compari, i nullatenenti e nulla paganti. Sembra che il detto, “ogni popolo ha il
governo che si merita”, goda della proprietà riflessiva per cui: ogni governo ha il popolo che si merita. In una comunità avida di comune senso civico, potrebbe funzionare il motto: colpire uno per
educare 100? La speranza è che le provocazioni possano originare riflessioni per possibili iniziative realistiche e fattibili, nel rispetto del bene comune e per la salvaguardia della salute
pubblica.

(A cura di Pino Delle Noci, Manfredonia 14.05.2016)



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