Cronaca

Fierro su aree contigue: Provincia non tutela cacciatori

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Carlo Fierro, presidente WWF Foggia (fonte image: foggiaefoggia)

Foggia – UN filo conduttore lega la Provincia di Foggia alla Giunta leghista del governatore del Piemonte Roberto Cota. Tale filo conduttore, evidenzia il WWF Foggia, ha una denominazione ben precisa, si tratta della difesa degli interessi venatori.

Mentre, infatti, il Consiglio Provinciale ha recentemente approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede l’estrapolazione dal Piano del Parco del Gargano delle Aree contigue, mirando di fatto ad una riduzione del perimetro dell’area protetta, contemporaneamente Cota e la Lega Nord hanno scippato, abrogando strumentalmente la legge regionale 70/96 sulla caccia, il referendum sulla caccia in Piemonte, impedendo così ai piemontesi di esprimersi liberamente.

L’aspetto inquietante, evidenzia ancora il WWF Foggia, è che la battaglia contro le aree contigue del Parco del Gargano ha trovato, a dimostrazione della trasversalità del partito delle doppiette, l’accordo di tutte le forze politiche da destra a sinistra, passando per il centro.

Le aree contigue sono previste dalla Legge Quadro sulle aree protette n.394 del 1991. In base a tale Legge, il soggetto deputato a individuare i confini delle aree contigue è la Regione, d’intesa con il Parco del Gargano, mentre le misure di tutela vigenti in tali aree devono essere definite anche in sintonia con gli enti locali. All’interno delle aree contigue le regioni possono disciplinare l’esercizio della caccia, riservata però ai soli residenti dei comuni dell’area naturale protetta e dell’area contigua.

“Vi è – evidenzia Carlo Fierro presidente del WWF Foggia – una importante differenza fra i politici filovenatori piemontesi e quelli della provincia di Foggia. Questi ultimi stanno davvero facendo gli interessi della categoria che intendono favorire? Dovrebbero, infatti, spiegare bene ai cacciatori locali le ragioni di questa mobilitazione contro le aree contigue, considerato che in tali spazi sono gli unici che possono cacciare, quale misura di compensazione per il divieto di caccia all’interno del Parco.”


Redazione Stato



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