Manfredonia

Manfredonia, duplice omicidio: è droga. Trovato mezzo kg hashish

Di:

Manfredonia, località Siponto, ritrovati morti 2 pregiudicati (STATO)

Manfredonia – DUPLICE omicidio a Manfredonia: è pista droga. Come anticipato, le indagini dei carabinieri di Foggia – eseguite dal Comando Compagnia di Manfredonia, Cap.F.Fazio – sono ancora attive e dirette verso molteplici direzioni, ma tende a definirsi lo scenario entro il quale il delitto si è compiuto: l’ambiente dello spaccio di stupefacenti.

L’ipotesi è avvalorata, tra l’altro, dal rinvenimento di 500 grammi di hashish che i Carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile hanno trovato occultati nei pressi del campo dove giaceva uno dei corpi esanimi. o stupefacente interrato e ben nascosto per il cui rinvenimento (a poche ore dall’omicidio) preziosa è stata la collaborazione dei cinofili, è verosimile costituisse il motivo della presenza in quel luogo delle persone coinvolte nella vicenda: sicari e relativi obiettivi. Al momento non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati, le indagini proseguono a tutto campo con l’esplorazione di quello che è il “sottobosco” degli spacciatori di Manfredonia alla ricerca di ogni possibile traccia relativa conoscenze e/o frequentazioni delle vittime.

Due come risaputo i deceduti: Antonio Balsamo, 30 anni – classe 1982 (già destinatario di un ordine di esecuzione in carcere il 22/23 novembre 2010)- e Francesco Saverio Castriotta, 32 anni – classe 1980 – entrambi del centro sipontino, con precedenti. I due uomini sono stati ritrovati morti – la sera del 5 giugno 2012 – in una traversa a Sud di viale dei Pini, località Siponto, viale che conduce verso la Sp141 e dunque verso la Riviera Sud di Manfredonia. L’omicidio è avvenuto a sud di viale Eucalipti, strada interna della località turistica, teatro il 21 aprile 2009 dell’omicidio di esponenti del clan Romito, il boss Franco Romito di 43 anni e il suo autista Giuseppe Trotta di 64. Ma improbabile – a questo punto inesistente, nonostante i lanci delle agenzie nazionali – una correlazione fra un fatto avvenuto oltre 3 anni fa, e rientrante nella faida del territorio, con l’omicidio di due soggetti con piccoli precedenti per droga e “di non elevato spessore criminale” e anche occupati in attività lavorative.

Confermato per l’orario della morte: fra le 21 e le 22 di martedì 5 giugno. Balsamo era stato rinvenuto cadavere, seduto alla guida in una Opel Corsa scura, intestata alla sua compagna. A terra alcune vaste chiazze di sangue. L’uomo è stato raggiunto da colpi alla testa e al torace. A notare il corpo sarebbe stato un passante nella zona. Il 30enne sarebbe andato sul posto per accompagnare l’amico, in base a fonti vicine all’ambiente. Da altri fonti spesso i due soggetti si muovevano insieme. I due cadaveri, dopo primi esami del medico legale arrivato sul posto, sono stati trasferiti all’obitorio dei riuniti di Foggia a disposizione del magistrato che ha disposto l’autopsia. Una prima ricognizione avrebbe permesso di accertare che entrambe le vittime sarebbero state raggiunte da diversi colpi di pistola: ipoteticamente 3 quelli che hanno ucciso Balsamo, 4 quelli che invece hanno ucciso Castriotta.

Dopo la segnalazione, l’arrivo del 118 e dei carabinieri del Comando Compagnia di Manfredonia, del Comandante Capitano F.Fazio. Le indagini di Pg sono state affidate all’Arma dei Carabinieri e dunque estese al Nor dei CC di Manfredonia, Tenente A.Stanizzi ed al Comando Provinciale di Foggia; collaborazione in ogni modo con la Mobile della Questura di Foggia e il Commissariato di PS di Manfredonia, del dirigente dottor Luciano Di Prisco.

Durante le fasi di recupero del 30enne Balsamo i militari dell’Arma hanno ritrovato il cadavere di un altro uomo, privo di documenti, corpo parzialmente carbonizzato e con il volto sfigurato dalle fiamme (e non per colpi di arma da fuoco): vale a dire Francesco Saverio Castriotta. Esclusa la modalità mafiosa del gesto: il volto sfigurato del 32enne sarebbe stato causato dalle fiamme che si sono estese lungo tutto il corpo dopo l’accensione degli abiti dell’uomo.

In base alla raccolta dati, l’uomo sarebbe stato trovato poco distante dall’Opel Corsa dove è stato rinvenuto il cadavere di Balsamo, forse per un allontanamento, per una fuga, in seguito all’agguato. Il 32enne è “sposato con 4 figli” e proprietario di un suolo nella zona con relativo fabbricato (ma non si tratterebbe dell’abitazione principale); da qui l’ipotetico incontro a Siponto. Incontro che sarebbe stato premeditato dai killer: dunque nessuna violenza improvvisa in seguito ad una discussione ma un gesto che al momento sembra premeditato, con vittime naturalmente ignare. Non sarebbe stata rilevata presenza di denaro sul luogo del delitto.

Redazione Stato, ddfil@riproduzione riservata



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • dico quello che penso

    non dite niente di nuovo, quale vendette personale a manfredonia è mai arrivata a simili gesti?
    quando gli interessi in gioco sono enormi allora non c’è vita che tenga.
    nelle mani di chi è lo spaccio delle sostanze stupefacenti?
    ci sono più canali di rifornimento o il canale è unico e quindi bisogna passare per forza per quella via?
    le forze dell’ordine hanno già la risposta a queste domande.
    come hanno anche la risposta a questa calma che avvolge come una cupola manfredonia.
    chi viene a manfredonia deve chiedere il permesso.
    chi deve delinquere deve chiedere il permesso.
    mi dispiace ma l’era delle trattative è cessata, nessuna trattativa più con la malavita sarebbe un disonore per uomini dello STATO che hanno dato la vita per questa causa.
    ecco cosa ha significato puntare in una sola direzione, decine e decine di arresti in una sola direzione, come se coloro che oggi sono la cupola di questa cittadina e non solo siano anime pure senza peccato o come se qualche mese di patria galere avesse cancellato anni di omicidi, estorsioni, droga a fiumi.
    ma il dato più terribile e quello delle connivenze pezzi della società “in” a stretto contatto con questa gentaglia se non addirittura parte integrante della cupola. non finirò mai di pensarlo e di dirlo : per sconfiggere la malavita bisogna fare terra bruciata di quella società marcia e schifosa che lucra sul dolore della povera gente.
    bisogna metter mano anche nelle tasche della malavita azzerando i conti di insospettabili professionisti che si scoprono dall’oggi al domani anche imprenditori edili, ma lo schifo è che costoro hanno il coraggio di professare anche la giustizia.
    alla povera gente dico di allontanarsi da simile gente non vi prostrate dinnanzi a loro, alzate la testa, non temete le loro minaccie.


  • dylan

    parole sante quelle di”dico quel che penso”tranne l’ultima frase!! perché non siamo tutelati dalla giustizia!in caso di ritorsioni è la prima che ci abbandona!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi