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Grano di importazione, Stea: “Ormai è invasione”

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Bari. “Dopo il via libera all’etichettatura per certificare la filiera del latte, diventa indispensabile provvedere in egual modo per quanto riguarda l’olio d’oliva e il grano. E tanto è particolarmente importante per difendere il Made in Puglia, dal momento che siamo ormai davanti ad una vera invasione di prodotti provenienti dall’estero, dalla difficile tracciabilità e con qualità organolettiche assai dubbie”. E’ quanto afferma in una nota il consigliere della Regione Puglia (gruppo Ap-Ncd) e componente delle Commissioni Bilancio e Agricoltura, Gianni Stea, condividendo appieno la protesta del presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele che ha denunciato l’arrivo, nel porto di Bari di altre 69.244 tonnellate di grano, i cui prezzi in Italia sono crollati del 31% nel 2016 rispetto allo scorso anno e su valori al di sotto dei costi di produzione che mettono a rischio il futuro del granaio Italia.

Sono certo – aggiunge Stea – che è interesse comune alle istituzioni trovare un punto di intesa in questa ennesima battaglia tra poveri, in modo da mantenere su livelli di eccellenza tanto la qualità del latte pugliese, quanto dell’olio e del grano e nel contempo tutelare la salute dei consumatori, spesso vittime di vere e proprie frodi alimentari rischiose per la salute. Una beffa per l’agricoltura pugliese e del Sud Italia in generale. Dopo l’importazione di tonnellate di olio di oliva dal Nord Africa, nel nome di una dubbia azione solidale, continua l’attacco indiscriminato ai nostri prodotti di eccellenza, in sfregio a qualsiasi regola dell’equa e corretta concorrenza e senza una valutazione dell’impatto reale sui nostri sistemi, senza una pretesa di reciprocità, sacrificando ancora una volta i territori più poveri dell’Unione europea e facendo il gioco di chi, senza alcuno scrupolo, immette poi sul mercato prodotti che nulla hanno a che vedere con le nostre tradizione e vocazione agricola”.



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