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Sinistra Italiana – Gargano “Lasciate in pace la memoria di Giuseppe Di Vittorio”

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RIMETTETE LA TARGA IN RICORDO DI GIUSEPPE DI VITTORIO AL SUO POSTO. LASCIATE IN PACE LA SUA MEMORIA.

”Tutti devono conoscere Giuseppe Di Vittorio. Quando dite che la politica fa schifo, che i partiti sono tutti uguali e i politici e i sindacati pensano solo ai propri interesse, pensate a Giuseppe Di Vittorio e ritroverete l’entusiasmo di reagire.

Era un contadino di Cerignola, che fin da quando è rimasto orfano di padre, dall’età di 10 anni, ha lavorato nei campi. Era poverissimo e indifeso, ma ha sempre combattuto per i diritti e la dignità del lavoro, che i braccianti della Capitanata neanche immaginavo di possedere. Ha disegnato una società di diritti e libertà e l’ha attuata con molta fatica e coraggio. Ha combattuto il fascismo, che è l’espressione del potere capitalistico, ha costruito dalle macerie l’Italia repubblicana, ha scritto la nostra bellissima Costituzione, ha fondato l’organizzazione sindacale in
difesa dei lavoratori italiani.

Ha sofferto ingiustamente le pene del carcere, le angherie del fascismo, i soprusi dei padroni, sopportato la fame. Eppure, anche in queste condizioni di vulnerabilità, ha sconfitto le baronie, diventando più forte di loro semplicemente perchè ha creduto sempre nella dignità della propria persona e del prossimo. Sembra una storia fantastica, invece è una realtà italiana della nostra terra.

In ogni città dovrebbe esserci una targa per ricordarlo. Così come era a Rodi Garganico. Purtroppo era. Perchè il primo atto del ritorno alla guida della città di Carmine d’Anelli è stato quello di rimuovere la targa in sua memoria all’ingresso del comune, per sostituirla con una che reca il suo nome, la quale ricorda che Rodi Garganico ha il titolo di città.

Noi non vogliamo entrare nelle beghe personali tra l’attuale sindaco e il precedente, che a sua volta ha sostituito la targa di d’Anelli con quella di Di Vittorio.

Crediamo semplicemente, e ragionevolmente che Giuseppe Di Vittorio è un patrimonio di tutti i cittadini e lavoratori, e che la sua memoria non può essere bistrattata da ripicche personali. Vogliamo credere che la rimozione di tale targa sia per questo motivo e non perchè si prova astio nei confronti di Di Vittorio. Questo sarebbe ancora più grave. Se il sindaco non rimette al suo posto la targa, dimostra di essere come coloro che Di Vittorio ha combattuto. In questo caso, la posizione dell’assessore regionale Raffaele Piemontese del Pd è imbarazzante. L’assessore regionale Raffaele Piemontese, l’esponente del PD più importante della Capitanata, è consapevole che ha sostenuto l’elezione di una persona che compie questi atti e che nelle elezioni regionali era candidato nella coalizione di centrodestra contro il suo presidente Michele Emiliano? Ha sostenuto d’Anelli perché era il cavallo vincete oppure per convinzione politica?

La memoria non è cosa da niente o vezzo ideologico. La memoria è sostanza. Per queto ci siamo sentiti in dovere di intervenire su questa vicenda che ci ha colpiti negativamente. Per ora invitiamo l’amministrazione di Rodi Garganico a riposizione la targa in memoria di Giuseppe Di Vittorio in un posto analogo, con la stessa visibilità di dove stava prima. Le due targhe possono coesistere, anche uno sotto l’altro. Cerchiamo di essere amministratori e persone serie.

Sinistra Italiana – Gargano

Sinistra Italiana – Gargano “Lasciate in pace la memoria di Giuseppe Di Vittorio” ultima modifica: 2017-06-14T12:02:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • pensionato

    Gente come Di Vittorio ahinoi non c’è più ora ci sono solo mestieranti della politica amici di lobbisti, mestieranti cinici e incapaci.


  • C'erano una volta i politici (P)

    Se Di Vittorio, Berlinguer, Moro, Almirante..potessero vedere in che stato pietoso è ridotta l’Italia..


  • Michelantonio

    Non c’è che dire, si tratta di un gesto di sciacallaggio.
    Non credo che nel Paese non ci sia un’altro spazio per quella sua, sempre se ne abbia merito.


  • Redazione

    Cgil Foggia: Rimuovere la targa di Di Vittorio uno
    sfregio alla storia del Paese e di questa provincia

    La Camera del Lavoro Territoriale interviene sulla
    vicenda del Comune di Rodi Garganico

    Il 3 novembre prossimo saranno passati 60 anni dalla
    scomparsa del padre del sindacalismo italiano, il bracciante autodidatta che
    seppe arrivare alla guida della Federazione Sindacale Mondiale, il cerignolano
    Giuseppe Di Vittorio. Il 21 giugno presso una sala del Senato della Repubblica
    si terrà un convengo dal titolo Giuseppe Di Vittorio e “La voce degli
    italiani” tra fascismo, antifascismo ed emigrazione, promosso
    dalla Fondazione Di Vittorio e evento che apre ufficialmente le celebrazioni del
    sessantesimo della sua morte.

    A fronte di un percorso per ricordare le lotte del nostro
    conterraneo per affermare un’idea di Paese solidale, con al centro il lavoro e i
    suoi diritti, oltre l’impegno contro il fascismo e per la libertà, c’è chi pur
    rappresentando un’istituzione ha pensato di rimuovere dalla facciata della casa
    comunale una lapide in memoria di colui che è stato uno dei padri costituenti
    italiani. La vicenda è nota e riguarda la città di Rodi
    Garganico.

    Abbiamo scritto al sindaco del centro garganico una
    lettera per conoscere le motivazioni e quale ipotesi vi sono per una sua
    ricollocazione. Ci spiace constatare che qualcuno – un qualcuno che indossa una
    fascia tricolore in rappresentanza dei cittadini tutti – possa pensare a Di
    Vittorio, a una targa in suo onore, come un impiccio di cui disfarsi. Un atto
    che a nostro avviso rappresenta uno sfregio alla storia dell’Italia, di questa
    provincia, di milioni di lavoratori che grazie alle lotte di Di Vittorio si sono
    affrancati dalla fame e dalla schiavitù. Con tutto il rispetto per la città di
    Rodi.

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