Casa di cura, altro presunto caso di ‘incompatibilità medica’
di Giuseppe de Filippo
Pubblicato il 14 luglio, 2010
Manfredonia – IRRISOLUTEZZA temporale: questa la definizione che potrebbe al meglio configurare il futuro della Casa di cura privata San Michele di Manfredonia, Casa di cura privata sulla quale continua ancora a mancare una certa linearità generale relativamente alla gestione della stessa struttura sanitaria, al futuro dei circa 40 lavoratori, rispetto ad un’indagine della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia, indagine che va avanti oramai da mesi, e che dovrebbe fare emergere, a breve, dei nuovi risultati.L’INDAGINE – ALTRO PRESUNTO CASO DI ‘INCOMPABILITA’ MEDICA’- E’ proprio dall’indagine della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia che sarebbero emerse delle novità in merito agli accertamenti effettuati su presunte ‘incompatibilità di medici’ impiegati in passato nella stessa struttura privata sipontina. Da militari della Tenenza di Manfredonia sarebbe stato infatti scoperto un dottore, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Ginecologia e ostetricia, con rapporto di lavoro ‘esclusivo’ con un’azienda sanitaria delle Marche (facente parte del personale medico del presidio ospedaliero di Macerata, con probabile assunzione di lavoro nel corso del 2010) ma impiegato (forse come consulente) nella Casa di cura privata di Manfredonia. Possibile un esercizio dello stesso specialista, in passato, in un’altra casa di cura privata della Capitanata (probabilmente con gestione di altri imprenditori vicini alla struttura sanitaria di Manfredonia).
IL 25 GIUGNO LA DENUNCIA AI DANNI DI UN ALTRO DIPENDENTE ASL – Come avvenuto in merito alla denuncia a piede libero, della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia, ai danni di un medico dipendente dell’Asl Foggia (in quanto, durante l’orario di lavoro, e “pur risultando formalmente presente negli Ospedali Riuniti di Foggia”, si sarebbe “assentato di fatto per rendere prestazioni sanitarie specialistiche a pagamento nella Casa di Cura San Michele di Manfredonia“, struttura accreditata al Servizio sanitario nazionale – con denuncia di tre dirigenti della stessa Casa di Cura, “per non aver verificato l’esistenza delle condizioni di incompatibilità del medico in questione ad esercitare la professione sanitaria all’interno della clinica“), anche in questo caso il medico in questione, con specializzazione in ginecologia, avrebbe esercitato le sue attività, in condizioni risultate incompatibili, rispetto al vincolo di esclusività con il plesso ospedaliero delle Marche.
GLI INGIUSTI PROFITTI NEL CASO DEL DIPENDENTE DELL’ASL/FG – SI ricorda che, relativamente alla denuncia a piede libero ai danni del dipendente dell’Asl/Fg, con propri servizi all’interno della Casa di cura privata di Manfredonia, le condotte dello stesso avrebbero procurato al medico in questione un ingiusto profitto quantificabile in 59600 euro e alla Casa di Cura 476.343,16 euro, corrispondenti ai rimborsi ottenuti dal Servizio sanitario nazionale per l’attività svolta in regime di convenzione. Dunque, anche per lo specialista con rapporto di lavoro esclusivo con l’azienda sanitaria delle Marche potrebbero essersi configurati i medesimi risvolti amministrativi, simili al caso del professionista impiegato nell’Asl/Fg.
LE INDAGINI DELLA TENENZA DELLA GUARDIA DI FINANZA –
LE indagini della Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia continuano pertanto su tutti i fronti, così interessando le diverse anomalie riscontrate e pubblicate, dopo verifiche Asl, nella delibera in questione (1415-14.06.2010). Diversi pertanto i punti ancora al vaglio degli inquirenti.
LA STRUTTURA – Si ricorda che, a seguito della deliberazione della Giunta Regionale pugliese n. 1415 del 14.06.2010, recante “Revoca dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti della C.d. C. “San Michele” per le branche di Oncologia, Gastroenterologia, Pneumonologia”, le attività in seno alla struttura santaria privata di Manfredonia erano cessate, con annunciata riapertura, dal 2 luglio, dell’unità funzionale di Pneumologia.
L’AMMINISTRAZIONE – SALTATO L’INCONTRO, DELLO SCORSO 7 LUGLIO, TRA FIORE E SALATTO – Come già annunciato nei giorni scorsi, l’attuale amministratore delegato della Casa di Cura privata, Potito Salatto, si era incontrato a Bari, lo scorso 30 giugno, con l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore per la presentazione di un piano di risistemazione aziendale. Da quanto si è appreso, le parti avrebbero dovuto reincontrarsi mercoledì 7 luglio, data che precedeva di un solo giorno (8 luglio) l’esame della Camera di Consiglio del Tar Puglia (di Bari), relativamente “all’istanza incidentale di sospensione” relativamente alla delibera della Regione Puglia n.1415 del 14 giugno 2010. Ma le parti non si sarebbero tuttavia incontrate, rimandando a breve un prossimo confronto.
L’ISTANZA ACCOLTA, L’OTTO LUGLIO DECISIONE DEL TAR – Con decreto cautelare del 29 giugno 2010 (decreto giunto a soli 15 giorni dalla pubblicazione della Delibera regionale 1415-14.06.2010) Il decreto cautelare del 29 giugno, la terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, presidente Pietro Morea, aveva accolto il ricorso, proposto dalla Daunia Medica S.r.l., rappresentata e difesa dagli avvocati Giovanni Abbattista, Luigi Paccione, contro la decisione della Regione Puglia, Azienda Sanitaria Locale Foggia per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della deliberazione dì Giunta Regionale n. 1415 del 14.06.2010, recante “Revoca dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero per acuti della C.d. C. “San Michele” in Manfredonia per le branche di Oncologia, Gastroenterologia, Pneumonologia”, vista “l’istanza di misure cautelari provvisorie proposta dal ricorrente”, ai sensi dell’art. 3, legge 21 luglio 2000, n. 205, e “considerato che l’ordine di chiusura della struttura sanitaria privata di cui è causa, disposto con il provvedimento impugnato”, costituiva “grave pregiudizio in quanto blocca ogni attività assistenziale”.
DECISIONE SU SOSPENSIVA RIMANDATA – MA l’otto luglio 2010 il Tar di Bari non avrebbe ufficializzato la sospensione della delibera (nonostante la richiesta dei legali resta quella dell’annullamento, “previa sospensione dell’efficacia”), con possibile rinvio di ogni decisione al prossimo 22 luglio.
I LAVORATORI – L’attesa continua anche per i circa 40 lavoratori che, dalla pubblicazione della delibera del 14 giugno 2010, attendono novità relativamente al loro futuro occupazionale. Sarebbe stato fissato per il prossimo 15 luglio il pagamento della mensilità di giugno per gli stessi occupati della Casa di cura (pagamento inizialmente previsto per il 7). In base a quanto sostenuto da personale vicino alla struttura, i pagamenti dovrebbero essere effettuati non dal nuovo (presunto) amministratore delegato della società Potito Salatto (proprietario si ripete di altre cliniche private in Capitanata) ma dal passato amministratore della stessa Daunia Medica. I lavoratori avrebbero esternato per questo motivo la loro “preoccupazione” relativamente alla mancanza di certezze relativamente al futuro gestionale della struttura. Previsti in settimana nuovi sviluppi, tanto da un punto di vista amministrativo, quanto societario.
FUTURO E LOGICHE DI SCATOLE CINESI – Allo stadio attuale delle cose non sarebbe dunque inverosimile ipotizzare un possibile scontro/confronto, al principio di ogni secolo e di ogni tempo, fra la passata e attuale (presunta) amministrazione della struttura. Resta dunque sovrana, e pesante come un macigno, la parola incertezza a dominare sulla sanità privata della Capitanata, con palesi difformità ed opacità strutturali nelle diverse gestioni, con incompatibilità accertate di alcuni medici e specialisti, oltre alle latenze accertate nell’ambito delle relative autorizzazioni ( in considerazione di quanto determinato dalle delibere regionali). Difformità ed incongruenze ora non più circoscrivibili in semplici e banali errori umani. Un’irrisolutezza temporale (chiave principale di questo testo) che potrebbe pertanto tramutarsi, se il tempo sarà galantuomo, in logiche chiare e di parti (interessate).
FOCUS – Verso apertura di pneumologia – la sospensiva
Critiche Fiore su Tar e cliniche private
Il video racconto di medici e lavoratori
La delibera di revoca delle attività, gli incontri in Regione
Parole chiave: casa di cura privata San Michele, Casa di Cura San Michele, Foggia, Manfredonia, Potito Salatto, Tenenza della Guardia di Finanza di Manfredonia
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