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I Rettori di tutti gli Atenei si stringono al dolore delle famiglie

​CURC, dalle Università pugliesi abbraccio a parenti vittime

"Non si può morire andando incontro alla vita, il loro sacrificio richiamo alla normalità"

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Foggia. Resa nota l’identità di tutte le vittime (del disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio u.s. tra Andria e Corato, costato la vita a 23 persone mentre altre 50 sono rimaste ferite) e confermata tra loro la presenza di alcuni studenti, il mondo accademico dell’intera regione intende esprimere il proprio profondo e sincero cordoglio ai familiari dei deceduti. Al loro ricordo, ma inevitabilmente anche al dolore di chi ha perso un parente, un congiunto o un amico, è rivolto il pensiero unanime del Comitato Universitario Regionale di Coordinamento (organismo che rappresenta le Università di Bari, Foggia, Salento, Politecnico Bari e LUM Jean Monnet) espresso attraverso il presidente pro tempore prof. Maurizio Ricci.

«I Rettori di tutti gli Atenei della Puglia si stringono ai parenti delle vittime e dei feriti, partecipando in modo particolare al dolore per la perdita di quegli studenti che andando incontro alla vita hanno invece trovato la morte – interviene il Rettore dell’Università di Foggia anche a nome dei suoi colleghi –. Sia come CRUI sia come CURC abbiamo naturalmente sempre sostenuto la mobilità degli studenti, vivacità intellettuale e libertà di scelta che restano al centro delle decisioni e delle ambizioni di questi ragazzi. Ma è tempo che questa mobilità, soprattutto quella di una regione così lunga e orograficamente complessa come la Puglia, avvenga in piena sicurezza e sotto la più completa tutela e protezione dei mezzi e delle tecnologie a disposizione dell’uomo. Come presidente del CURC, il mio pensiero, ma naturalmente anche quello di tutti i colleghi Rettori delle altre Università della Puglia, va a tutte le famiglie coinvolte in questa sciagura dalle dimensioni tragiche, purtroppo storiche. Tutti insieme metteremo a punto delle iniziative da dedicare alla memoria di queste persone, per onorarne il grande dono della semplicità. Come ho detto non si può morire andando incontro alla vita, il loro sacrificio sia di esempio per tutti poiché molti di loro cercavano solo di compiere un dovere o un semplice atto quotidiano: invece la loro vita piena di sogni e speranze è finita dentro la carrozza di un treno. Per questo il loro sacrifico deve essere per noi un richiamo alla normalità».



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