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Nota Adnkronos

Corte Ue: “Concessioni su spiagge italiane vanno messe a gara”

La proroga, prevista dalla legge italiana, per i giudici di Lussemburgo, impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati alla gestione del servizio

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(adnkronos) Le concessioni sulle spiagge italiane vanno messe a gara. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza che riunisce due cause che vedono opposti dei gestori di bagni a enti locali, in Lombardia e Sardegna (Promoimpresa srl contro il Consorzio dei Comuni della sponda bresciana del lago di Garda e del lago di Idro ed altri e Mario Melis ed altri contro il Comune di Loiri Porto San Paolo, in Gallura, provincia di Sassari, ed altri).

Per la Corte, il diritto dell’Unione è contrario alla possibilità che le concessioni per l’esercizio delle attività turistico-ricreative nelle aree demaniali marittime e lacustri siano prorogate in modo automatico, in assenza di qualsiasi procedura di selezione dei potenziali candidati. La proroga, prevista dalla legge italiana, per i giudici di Lussemburgo, impedisce di effettuare una selezione imparziale e trasparente dei candidati alla gestione del servizio.



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea circa 30 mila imprese attive sul territorio italiano sono diventate, di fatto, “abusive”. La normativa italiana, per lo sfruttamento turistico di beni demaniali marittimi e lacustri (spiagge in particolare), in effetti prevede una proroga automatica e generalizzata della data di scadenza delle concessioni rilasciate anche senza gara. Sulla proroga delle concessioni si era già espressa negativamente la Commissione europea, in quanto in contrasto con la direttiva che per le concessioni demaniali prevede l’assegnazione tramite asta pubblica. Secondo l’Ue, si tratta di “servizi su suolo pubblico aperti alla libera concorrenza” come stabilito dalla direttiva Bolkestein, una norma del 2006 entrata in vigore in Italia nel gennaio del 2010.
    Certo la direttiva permette agli Stati membri di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni cosicché possano ammortizzare gli investimenti effettuati ma, secondo la giurisprudenza comunitaria: “tali considerazioni non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione”.
    Inoltre, il rapporto fra diritto comunitario e diritto interno segna la prevalenza del primo, nel senso che le norme comunitarie prevalgono non solo nei confronti dell’ordinamento interno, ma possono anche derogare a disposizioni di rango costituzionale (anche se non tutte) e, in tal caso, devono ritenersi equiparate ad esse. Ciò consente al giudice ordinario di rimuovere una legge interna eventualmente in conflitto con la normativa comunitaria.
    Permettetemi, infine, di ricordare un vecchio adagio; in Italia nulla è più definitivo del provvisorio!
    Buona serata a tutti.

  • E cosa ne dite della CORTE EUROPEA in merito al fatto che devono essere bandite delle aste per assegnare le spiagge e che devono partecipare tutti i cittadini dell’unione europea…………………………………..
    Cosa pensate che se andiamo in Germania o Francia o altro paese europeo che non hanno spiagge ma hanno altre cose ci faranno èpartecipare a noi Italiani.
    La vedo molto comer una presa in giro.


  • Redazione

    SPIAGGE, ON. FITTO: IL GOVERNO HA LASCIATO CHE IL PROBLEMA ESPLODESSE NON ASCOLTANDO LE NOSTRE PROPOSTE

    Il leader dei Conservatori e Riformisti, Raffaele Fitto, commenta la decisione della Corte di Giustizia Europea che ha bocciato la proroga automatica fino al 2020

    Ancora una volta, il colpevole è il Governo. Serviva un riordino della questione spiagge prima del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea e, invece, il Governo, come al solito, ha lasciato che il problema esplodesse.

    Noi sappiamo alcune cose di buon senso. E’ impossibile sdemanializzare le spiagge. Impossibile anche pensare di addossare ai privati i costi di manutenzione delle spiagge. E impossibile anche sfuggire per sempre al criterio di gara richiesto dall’Europa e al principio di libertà di stabilimento, continuando a rinnovare automaticamente le concessioni.

    Morale: serviva e serve un provvedimento che sapesse e sappia trovare un equilibrio tra il principio di libera concorrenza e le ragionevoli aspettative di chi già opera in questo settore.

    Faccio un esempio, ed è una strada che ho proposto tante volte, ovviamente non ascoltato da questo Governo: concessioni della durata di 10/12 anni; riconoscere le spese sopportate dai concessionari e non ammortizzate; tutelare gli investimenti effettuati dai concessionari .


  • Siete ignoranti che più ignoranti non si può!!!

    Se si è arrivati a questa sentenza, è stato solo perchè la legittimità in Italia della proproga accordata ai titolari delle concessioni demaniali è stata messa in dubbio dai Tar della Lombardia e della Sardegn, proprio in relazione alla direttiva Bolkestein.
    La stupidità di tale decisione ovvero quella dei due predetti tribunali di mettere in discussione la validità stessa di quelle proroghe, è – come al solito – tutta italiana…
    In Spagna (e in altri stati!), al contrario di quanto accaduto in Italia, è stata la Corte Costituzionale (tribunale superiore al tar) ha stabilire la correttezza della proroga concessa, che, giova ricordarlo, in Spagna è stata addirittura di 30 anni!!! In italia di appena 5…
    Vi consiglio di andarvi a leggere la detta sentenza e le ragioni fatte valere dalla Spagna contro le decisioni della Commissione Europea.
    Vale inoltre la pena ricordare che questa sentenza della Corte Europea non aggiunge niente di nuovo a quanto era già stato sostenuto sul tema dalla Commissione Europea tempo fa.
    Fatto sta che il rischio che si corre adesso è che a seguito di questa pronuncia negativa da parte della Corte Ue, potremmo trovarci davanti a un gravissimo caso di disparità di trattamento tra le imprese di due Stati membri.
    Anche se sono certo che, in Italia, tutte le proroghe delle concessioni saranno fatte salve nonostante questa pronuncia. Questo perchè chi ci governa sa bene che, quella adottatta dall’Italia e da altri stati membri, è la soluzione più giusta per la nostra economia e per la salvaguardia di investimenti privati importanti che sono stati fatti nel settore della balneazione, in Italia più che altrove.

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