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Fonte ANSA

Scontro treni Puglia, indagati ferrovieri

Fascicolo aperto con le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo

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(ansa) Quel treno non doveva partire dalla stazione di Andria. La procura di Trani mette il primo tassello nell’indagine sulla strage ferroviaria nelle campagne pugliesi e iscrive i alcuni nominativi nel registro degli indagati. Il fascicolo aperto con le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo punta dunque dritto al personale di Ferrotramviaria che era in servizio ieri nelle stazioni di Andria e Corato: i due capistazione, innanzitutto, ma anche eventuali collaboratori. Perché gli accertamenti fin qui svolti se non hanno ancora consentito di ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente, hanno però permesso di avere alcuni punti fermi.



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Commenti


  • Redazione

    Incidente ferroviario, Zullo: “Parole di dg Nitti richiamano tutti i rappresentanti istituzionali a fare proprio dovere”

    “Le parole del direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti, sono un macigno di ovvietà su un terreno di inefficienze. Sebbene il sangue dei nostri concittadini pugliesi sia un’immagine attualissima che offusca i cuori di tutti noi in queste ore drammatiche e di dolore, non possiamo non prendere atto di un ‘sistema all’italiana’ a cui ci siamo abituati, senza combatterlo. E i risultati sono questi”. Lo dichiara il capogruppo in Consiglio regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo.
    “I soldi ci sono – prosegue – e si vorrebbero pure spendere, ma la farraginosità della nostra burocrazia e degli iter autorizzativi, ha fatto collezionare la solita serie di ritardi. Stavolta imperdonabili. Non è tempo per le strumentalizzazioni spicciole, ma una politica matura deve saper compiere uno scatto di verità: c’è qualcuno che, come sempre, non ha fatto il suo dovere con coscienza. Una responsabilità che chiama in causa ognuno di noi in qualità di rappresentanti istituzionali. Ci sono interventi di sistema la cui necessità è nota a chiunque, dalle riforme della burocrazia all’ammodernamento infrastrutturale, ma sono fermi al palo. Lo sfogo di Nitti, a cui ci uniamo, lo conferma. Ed è per questo che al dolore si aggiunge la rabbia. L’impegno, da assumere oggi nella commozione e domani nella consapevolezza, è quello di compiere il proprio dovere senza risparmiarsi. Come comunità del Sud, abbiamo il dovere morale di batterci per la nostra terra e contro un’Italia a due velocità”.
    “Noi – conclude Zullo – continueremo a sollecitare chi ha incarichi di governo a compiere fino in fondo il proprio dovere con senso alto di responsabilità, perché è stato rubato già troppo tempo alla crescita della Puglia e non ci si può permettere di sonnecchiare ancora”./comunicato


  • Redazione

    Scontro treni: non si tenti di scaricare sul capo stazione l’inefficienza e l’incapacità

    di chi aveva responsabilità gestionali.

    È urgente adottare ed uniformare ai livelli più elevati gli standard di sicurezza necessari per operare.

    Il tentativo di scaricare ogni responsabilità del gravissimo incidente avvenuto sul capostazione è francamente inaccettabile.

    La vera questione è un’altra: esistono dei sistemi di sicurezza che prescindono dagli errori umani.

    L’errore umano, non deve, ma potenzialmente, nei casi più malaugurati, può avere luogo.

    Se fossero stati installati i dovuti sistemi di monitoraggio e di allerta tutto ciò non sarebbe mai avvenuto, in quanto tale errore sarebbe stato superato dall’ausilio delle tecnologie.

    Non si tenti, ora, di scaricare sul capostazione l’inefficienza e l’incapacità di chi ha responsabilità gestionali.

    Responsabilità che devono essere individuate e perseguite.

    La giustizia sta facendo il suo corso, noi non intendiamo metterci da parte.

    Siamo pronti a costituirci parte civile a tutela dei passeggeri in ogni procedimento contro chi, a monte, avrebbe potuto, anzi avrebbe dovuto, evitare la possibilità che si verificasse tale incidente. Contro chi avrebbe dovuto installare i sistemi necessari a garantire la sicurezza di chi viaggia nei convogli.

    RFI è sottoposta a rigidi standard, come SCMT (sistema controllo marcia treno) o SCC (sistema di supporto alla condotta), che impediscono ai macchinisti di superare i limiti di velocità e bloccano il treno se il conducente ignora il rosso.

    Tutte le tratte date in gestione devono essere adeguate a tali sistemi. Chi non li adottasse, non deve avere autorizzazione ad operare. Questa la richiesta categorica che avanziamo al Governo ed al Ministero dei Trasporti, insieme alla richiesta di uniformazione degli standard di sicurezza richiesti (ovviamente prevedendo quelli più elevatii e più rigidi) ed alla unificazione delle agenzie responsabili dei controlli sulla sicurezza.


  • Redazione

    TRINITAPOLI: ORTIX, UN MINUTO DI SILENZIO IN CONSIGLIO PER LE VITTIME DEL DISASTRO FERROVIARIO

    TRINITAPOLI – “Voglio esprimere a nome dell’intero Consiglio comunale il più sentito e profondo cordoglio per le vittime della tragedia che si è consumata due giorni fa a pochi chilometri da noi, in seguito allo scontro frontale tra due convogli ferroviari”. Il presidente del Consiglio comunale di Trinitapoli, Nicoletta Ortix, comincia la seduta odierna sul bilancio consuntivo 2015 con un omaggio alle 23 vittime della sciagura di 48 ore fa tra le vicine Andria e Corato.
    “La tragedia della quotidianità, la tragedia della vita normale – ha proseguito in Aula Ortix, chiedendo ai consiglieri un minuto di silenzio – , la tragedia di un giorno lavorativo qualunque in una torrida mattina d’estate. Morire mentre si va a lavoro, o mentre si torna da un esame di riparazione, o perché si partiva in vacanza. Morire su un treno pendolare, su un treno del quotidiano, su un treno familiare tante volte preso anche senza pensare”.
    Non è questo il tempo delle polemiche, appare doverosa una seria riflessione sul ruolo delle istituzioni nella crescita di un Paese e sul compito che le stesse devono avere per il superamento degli ostacoli e non nel crearne di nuovi.
    la Bat, ma la Puglia tutta ha commosso per la rapida catena di solidarietà scaturita nelle ore immediatamente successive allo scontro sul binario unico del treno Bari Nord. “Il mio plauso va alla macchina dei soccorsi – ha aggiunto Ortix – che in maniera egregia ha affrontato l’emergenza ed in particolare agli uomini e alle donne della locale Avs, presidio del 118 e di Protezione civile. Giunga il nostro tributo alle famiglie delle vittime accertate che questo Consiglio comunale porge a nome di tutta la comunità di Trinitapoli ed il nostro messaggio di incoraggiamento alle comunità delle città vicine coinvolte direttamente in questa immane tragedia, ed in particolare le città di Andria e di Corato”.


  • Redazione

    Incidente ferroviario, Pezzano: “Grazie a tutti i volontari della Croce Rossa di Cerignola”

    “In questo momento di forte dolore e commozione, avverto il profondo bisogno di ringraziare a nome di tutta la città i soccorritori della Croce Rossa Italiana del comitato di Cerignola, accorsi prontamente sul luogo dell’impatto tra due treni avvenuto nella campagna coratina”. Con queste parole il Vicesindaco con delega alle Politiche Sociali, Formazione e Lavoro del Comune di Cerignola, Rino Pezzano, coglie l’occasione per sottolineare l’impegno profuso dai circa 70 volontari partiti dal centro ofantino.

    “Gli operatori – prosegue il Vicesindaco – hanno lavorato tutta la notte scorsa alla ricerca dei dispersi, prestando anche supporto psicologico e mettendo a disposizione ben cinque ambulanze. Una gara di solidarietà che ha coinvolto tutti, così come testimonia l’elevato numero di cittadini che si sono recati al Centro trasfusionale dell’ospedale Tatarella e in maniera spontanea hanno deciso di donare il sangue: rivolgo un ringraziamento sentito anche a loro”.

    “Dopo le prime ore in cui si rincorrevano tante notizie – continua Pezzano –, apprendo con profondo dolore dagli organi di stampa che tra le 23 vittime accertate c’è anche una donna nata a Cerignola. Si tratta di Donata Pepe, la nonna che con il suo corpo ha protetto il nipotino Samuele, estratto vivo dalle lamiere, che proprio ieri ha compiuto 7 anni. Alla sua famiglia e ai parenti di tutte le vittime va il cordoglio di tutta la comunità cerignolana”.

    “I piccoli, grandi gesti di solidarietà all’interno di questa immane tragedia – conclude Pezzano – ci restituiscono una comunità che, al momento del bisogno, si stringe intorno ai più fragili, ai più colpiti. La risposta dei soccorritori è stata tempestiva e perfetta. E di questo sono estremamente orgoglioso”.


  • cittadino di Manfredonia

    E’ facile prendersela con l’ultima ruota del carro, uno scaricabarile vergognoso.
    Quella tratta doveva rimanere chiusa! Perchè è rimasta aperta in attesa del completamento della totale messa in sicurezza. Speriamo che la procura di Trani metta al gabbio la gente giusta. Ma come facciamo noi cittadini a fidarci di funzionari idioti, superficiali e politici inetti e incapaci?


  • IL GRANDISSIMO INCUBO DEL PIU' GRANDE DEPOSITO DI GPL IN ZONA A RISCHIO SISMICO 2

    Dopo questa gravissima strage che ha distrutto decine di famiglie, straziato centinaia di persone, mi dite come fanno i cittadini a fidarsi di funzionari e politici della Regione Puglia?


  • Pasquale

    Non si puo’ dare sempre la colpa al macchinista o al manovratore, cosi’ non si puo’ dare la SICUREZZA a centinaia di PERSONE, soltanto con ilcontrollo di due o tre operatori.
    Bisogna avvalersi di tutti quei strumenti tecnologici messi a disposizione , e poi successivamente il controllo personale umano.
    Maggiormente quando quel binario unico e’ impegnato, non soltando da due treni, andata e ritorno, ma bensi da piu’ di tre, il discorso diventa piu’ rischioso.
    Non vorrei stare nei panni di quei dirigenti, ingegneri responsabili della sicurezza dei viaggiatori, per darsi una risposta: ” Si poteva evitare , cosa non e’ stato fatto in tempo, e perché”.
    Questa tragedia speriamo che faccia riflettere a qualcuno che il MACCHINISTA UNICO, non debba essere MAI lasciato solo, in quanto se per un malore dello stesso, non si puo’ mettere a rischio centinaia di VITE UMANE, con il solo scopo di ridurre il personale viaggiante.

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