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Non sono servite a nulla le mie osservazioni, in recepimento di “consigli” dati dall’ISPRA

Cislaghi “La Lepre italica ora è senza tutele”

"Quanto successo impone che, con la riscrittura della legge regionale, si tengano divise le competenze, come con la legge attualmente vigente: all’Osservatorio Faunistico Regionale il compito di censire e monitorare la fauna valutandone le azioni migliori per tutelarla"


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Le scorse settimane, con parere favorevole del Servizio Caccia di Regione Puglia, l’ATC di Foggia ha liberato 600 lepri europee su tutto il territorio della Provincia di Foggia, comuni limitrofi e ricadenti nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano compresi, senza tener conto della presenza di residue comunità di Lepre italica minacciate d’estinzione nella nostra provincia.

Non sono servite a nulla le mie osservazioni, in recepimento di “consigli” dati dall’ISPRA, sull’inopportunità di procedere a ripopolamenti con lepre europea dove è accertata la presenza della lepre italica perché le due specie sono concorrenti sul piano alimentare e un aumento della lepre europea mette a rischio la sopravvivenza della rara lepre italica. Non son serviti a nulla anche i richiami su quanto “suggerito” nella valutazione strategica del Piano Faunistico Venatorio 2009/14, tuttora vigente perché mai aggiornato, che sconsigliando ripopolamenti con lepre europea dispone che si effettuino almeno due censimenti ogni anno per valutare la presenza, e la consistenza, della lepre italica Il Servizio Caccia di Regione Puglia oltre a non aver tenuto conto dei citati documenti probabilmente non è a conoscenza del Piano d’azione per la Lepre italica redatto dall’ISPRA e, sempre probabilmente, non è a conoscenza del DPR 357/1997 e s.m.i., in attuazione della normativa europea 92/43 CEE, emesso a tutela degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatica. Un DPR che intende tutelare e salvaguardare anche le specie non protette ma a rischio d’estinzione su territori limitati.

Quanta sia interessato il Servizio Caccia regionale alla tutela della Lepre italica è testimoniato dall’autorizzazione concessa al ripopolamento con lepre europea all’ATC di Foggia perché, senza citare leggi e/o regolamenti vigenti, senza citare il Piano Faunistico Venatorio Regionale, senza alcun riferimento normativo, concede “l’autorizzazione all’immissione di 600 capi di “lepre” sul territorio destinato alla caccia programmata.

In questa vicenda è, poi, paradossale come l’ATC di Foggia prima disponga l’acquisto di 600 lepri europee e poi, mesi dopo non giorni, disponga i “censimenti” che giustificano l’immissione delle stesse nel territorio. Anche in questo caso c’è da chiedersi se il “censimento” di lepri e volpi sia stato eseguito tenendo conto di quanto elaborato da ISPRA, o da altri centri statistici, per valutare correttamente i dati raccolti. Perplessità scientifiche a parte, i numeri sulla presenza di lepre europea e volpe sul territorio comunale evidenziano una esigua presenza di lepri rispetto al numero di volpi “censite”. Numeri che più che “consigliare” un’azione di ripopolamento per fini venatori imporrebbero la chiusura della caccia alla lepre per tutelare la specie visto che, nei diversi giorni, sono state contate solo una ottantina di lepri a fronte delle quasi duecento volpi censite. Numeri che andrebbero studiati meglio, magari tenendo conto delle uccisione fatte dai cacciatori ricavabili dai tesserini. Questo è un dato che, purtroppo, non è disponibile al pubblico o ai consiglieri degli ATC a conferma della cortina di fumo stesa per non divulgare la mattanza di fauna selvatica.

Quanto successo con il ripopolamento di lepre europea, oltre a evidenziare le carenze del Servizio Caccia Regionale, invita tutti, cominciando dai Consiglieri Regionale e dall’Assessore Regionale impegnati nel riscrivere la legge sulla tutela della fauna e la regolamentazione del prelievo venatorio, a riflettere su come sia oggi gestito il nostro territorio, sempre più simile a un’immensa riserva di caccia con un evidente disinteresse per la conservazione della fauna a rischio d’estinzione. A conferma di questo è il fatto che ad assistere alla liberazione delle lepri siano stati invitati i referenti locali delle associazioni di cacciatori senza preoccuparsi minimamente di avvertire i referenti locali delle associazioni ambientaliste e gli amministratori locali.
Quanto successo impone a tutte le associazioni ambientaliste una riflessione su come si sia prestata poca attenzione alla tutela della fauna autoctona, su come, e la proliferazione dei cinghiali ne è un esempio, aver permesso immissione di fauna per fini venatori senza adeguati studi di compatibilità abbia alterato pesantemente, l’equilibrio tra le diverse specie di animali con conseguenti problemi di difficile soluzione.

Quanto successo impone che, con la riscrittura della legge regionale, si tengano divise le competenze, come con la legge attualmente vigente: all’Osservatorio Faunistico Regionale il compito di censire e monitorare la fauna valutandone le azioni migliori per tutelarla; agli ATC la gestione dei permessi di caccia e un’azione di supporto subordinato all’Osservatorio faunistico; al servizio regionale, che farebbe meglio a cambiare nome in Servizio per la Tutela della Fauna e della Regolamentazione della Caccia, l’azione di controllo dell’applicazione di leggi e regolamenti; a Presidente della Regione e all’Assessore il compito di dare l’indirizzo politico, ed etico, della gestione ambientale.
Resta solo un’amara considerazione: con il passaggio di competenze alla Regione, e nonostante l’impegno profuso dall’Assessore Di Gioia, la povera e rara Lepre italica è rimasta senza tutele.

Giorgio Cislaghi
Consigliere ambientalista ATC Foggia

Cislaghi “La Lepre italica ora è senza tutele” ultima modifica: 2017-07-14T20:36:29+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



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Commenti

  • Signor Cislaghi mi sembra un’anima in pena. Ci spieghi, se dai censimenti che avete fatto
    tramite l’atc di foggia, alla quale appartiene anche lei, se avete visto una lepre italica!!! A me sembra proprio di no!!!
    Quindi non vedo dove si pone il problema.
    Inoltre la lepre italica o non italica , se liberata in zona fuori parco come dice la legge, riesce a capire di restare al di fuori del primetro parco?

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