Cinema

Supereroi per caso – Scott Pilgrim & Zebraman

Di:

Kick-Ass - Variante

Kick-Ass - Variante (copyright: pianetafumetto.blogosfere.it)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere indicato, a fine articolo, un livello della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

SUPEREROI in tutte le salse.
Lo sa bene chi segue anche distrattamente il cinema: ne è piena la tv con repliche di film di successo al botteghino, e le sale con trasposizioni dai fumetti più improbabili. La distribuzione sembra aver trovato nuova linfa in una recente necessità sociale, dettata dai tempi incerti, dalla minaccia incontrollabile del terrorismo e da paventate fini del mondo. Registi reclutati? Chiunque sappia mettere in piedi una giostra in tempi rapidi e puntuali per il palinsesto, non importa essere Sam Raimi. Mentre, tuttavia, imperversano su celluloide uomini dagli acquisiti poteri straordinari, dai grandi mezzi tecnici o creature eccezionali divise tra bene e male, in silenzio si aprono varchi, nel medesimo panorama costruito a suon di fumetti, emarginati ed audaci tentativi di ridimensionamento delle figure superomistiche, come risposta allo spettatore sognante che non riesce a sospendere completamente l’incredulità, ma ne è capace se l’eroe resta fantozzianamente umano; un target di pubblico, questo, decisamente ristretto, così come quello di chi riesce a far convivere i due sapori stridenti del perdente e vincente miscelati dal grottesco. I fortunati conoscono la prelibatezza di pietanze come Kick-Ass (ved. scheda d’approfondimento) e gli onnivori del cinema sono consapevoli del loro centrato bersaglio contro una grossa fetta dei supereroi che infestano le sale.
Laddove il film di Vaughn sopraccitato superava, seppur dopo un anno, le mura ostili della distribuzione italiana e raggiungeva la popolarità grazie al tam-tam via web (ma senza sfondare prevedibilmente al botteghino), altri lavori del genere restavano al di là della barricata o la superavano troppo in silenzio. E’ il caso del Zebraman di Takashi Miike, opera popolarissima in patria, per la prima categoria, e di Scott Pilgrim vs. the World per la seconda, del bravissimo Edgar Wright, già famoso per alcune brillanti commedie (Hot Fuzz, L’alba dei morti dementi).

Zebraman - Locandina

Zebraman - Locandina (copyright: cinema-tv.corriere.it)

Titolo originale: Zeburaman
Nazione: Giappone
Genere: azione, commedia, fantastico
Anno: 2004

Caso anomalo di film di stampo fumettistico che, al contrario, ha ispirato un manga (di Reiji Yamada), e solo nella finzione debitore di una serie televisiva anni 70 interrotta prematuramente, Zebraman è un omaggio dell’eccentrico Miike a famose serie giapponesi come Megaloman e Ultraman, che molti dei non più giovanissimi conserveranno nella propria memoria adolescenziale. A differenza dei personaggi ispiratori, Zebraman nasce come perdente e lo resta come tratto essenziale del personaggio. Nelle vesti umane è un professore poco rispettato con una moglie insoddisfatta e traditrice, una figlia che si prostituisce e un figlio dileggiato nella medesima scuola in cui insegna. La sua unica fuga dalla realtà è nel costume di Zebraman, che indossa di nascosto dietro le mura casalinghe sognando di essere l’eroe che adorava in tv. Siamo nel 2010 e, intanto, sul pianeta Terra giungono dei buffi alieni, mentre alla classe di studenti si aggiunge un giovane ragazzo disabile fan di Zebraman.

Miike padroneggia bene la materia grottesca, si diverte, ma non dimentica mai il cinema e lo spettatore attento, dosando momenti seriosi ad altri comici senza mai spingere il pedale in un solo verso. Accettate le regole del gioco e, dunque, acquistata la capacità di soffermarsi sulla cura delle scene, anche quelle di passaggio, risulta evidente il mestiere di un regista che non trascura i ponti tra i punti chiave, diretti con equilibrio, recitati dignitosamente e scritti con educazione. Laddove vuol giocare lo fa ed intrattiene l’appassionato – e, dunque, se stesso -, e sui raccordi tra i cardini della storia ritorna il regista sobriamente classico che già si conosce. Bizzarro è il mix nell’effettistica tra artigianalità e computer graphic, a tratti spiazzante per contrasto, che trasforma la pellicola in un viaggio sugli effetti speciali trasversale alle epoche, ai limiti del kitsch ma sperimentalmente onesto.
Zebraman, come tentativo giocoso di un maestro, si staglia chiaramente più in alto rispetto agli altri pasticci della categoria, ma, nonostante i pregi, resta privo di un genio che vada oltre il soggetto, mantenendosi un lavoro originale eseguito senza sforzo da chi sa fare di meglio.

Consigliato ai fan delle serie ispiratrici e alle personalità tarantiniane.

Valutazione: 6.5/10
Spoiler: 3/10



Scott Pilgrim vs. the World - Poster

Scott Pilgrim vs. the World - Poster (copyright: gb93.com)

Titolo originale: Scott Pilgrim vs. the World
Nazione: Stati Uniti
Genere: azione, commedia, fantastico
Anno: 2010

Di natura differente è quest’insolita opera del geniale Edgar Wright, uno dei più intelligenti autori di commedie british-style su temi non standard. Conosciuto ed apprezzato col passaparola per Shaun of the Dead (L’alba dei morti dementi), a chiave zombie, e, a seguire, per Hot Fuzz, su base poliziesca, ci riprova nel 2010 con Scott Pilgrim vs. the World, tratto dal fumetto di Bryan Lee O’Malley, guadagnandosi ottime recensioni ma un clamoroso flop al botteghino. Distribuito in poche copie in Italia, il film narra la storia di un ragazzo imbranato e nerd che s’innamora di una ragazza dai capelli colorati; per conquistarla affronterà i suoi ex in duelli spietati all’ultimo sangue.

Scott Pilgrim vs. the World è una furibonda e geniale miscela di ingredienti amalgamati diabolicamente come in un videogame realistico in cell-shading. A ritmo di musica rock, montaggi frenetici, dialoghi scoppiettanti e onomatopee grafiche, il film è un vortice di invenzioni visive, colori, pop-art e fantasia che lascia precipitare lo spettatore in un mondo incredibile per quasi due ore senza dargli il tempo di riprendersi. Zeppo di dettagli, tutti curatissimi, è un film da gustare ad una velocità ridotta per evitare di perdere i doppi sensi e le trovate verbali dagli strepitosi e mai banali dialoghi, le sfumature creative sui favolosi effetti speciali e la ricchezza interpretativa di tutti i giovani attori.
Sin dall’introduzione antecedente i titoli di testa si annuncia musicalmente e graficamente l’ammirazione e la rievocazione dei videogame anni 80, e i duelli contro gli ex di Ramona ne sono l’attestazione senza mezze misure: le distruzioni degli avversari convertite in brillanti monetine sonanti, le didascalie da picchiaduro, i suoni, il contatore a schermo degli incassi guadagnati, le azioni amplificate e caricaturali. A far da base a tanta creatività non manca neanche la maestria di Wright, con una sceneggiatura ricca, equilibrata ed una carica comica squisita.
Ci si affeziona ai personaggi, li si segue tutti con complicità per merito di un’ottima definizione dei caratteri, anche se resta, come giusto che sia, un particolare attaccamento per il dolce e imbranato protagonista (un bravissimo Michael Cera).
I limiti di Scott Pilgrim vs. the World, se serve trovarli, sono, probabilmente, in un abuso della forma artistica usata per dipingerlo, che rischia di far crollare lo spettatore di fronte a un’indigestione di ottimo caviale fino al punto da fargli desiderare una pausa con un Captain America qualsiasi. Il bombardamento di genio, purtroppo, non equivale a capolavoro, e la saturazione prima dei titoli di coda è dietro l’angolo.

Da recuperare, da consigliare e da rivedere.

Valutazione: 7.5/10
Spoiler: 3/10

AltreVisioni

Porco Rosso, H. Miyazaki (1992) – affascinante anime di Miyazaki, meno sognante e più nostalgico * 7.5
The mission, J. To (1999) – giocattolo alla To con qualche buona sequenza: il resto nella media * 5
Sucker Punch, Z. Snyder (2011) – cabaret fracassone non privo di stile. Occasione mancata * 5.5
Snakes on a plane, D. R. Ellis (2006) – ridicolo thriller senza carattere. Solo per fobici dei serprenti * 3.5
Shiver, I. Ortiz (2008) – thriller con copertura horror, diligente ma inutile. Per famiglie * 6
Il rito, M. Håfström (2011) – film poco spettacolare e riflessivo ma non essenziale. Sottovalutato * 6.5

In Stato d’osservazione

Le regole della truffa, R. Minkoff (2011) – commedia in salsa criminale. Forse un buon divertimento * 26ago
Detective Dee, T. Hark (2010) – azione dall’Oriente dal regista di Seven Swords * 26ago


alessandro cellamare

Supereroi per caso – Scott Pilgrim & Zebraman ultima modifica: 2011-08-14T19:30:11+00:00 da Alessandro Cellamare



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi