Cronaca
"I ragazzi e le ragazze imbevono gli assorbenti interni di vodka", come riporta il Corriere della Sera

Dal Salento lo sballo del “tampax alcolico”, sequestri. Ma arrivano smentite

Migliaia di tampax, pronti per essere commercializzati nei campeggi e nei locali della zona, sono stati sequestrati giorni fa ad una donna di Terlizzi (Bari) venuta a spacciare col suo compagno a Gallipoli

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Lecce – MIGLIAIA di tampax, pronti per essere commercializzati nei campeggi e nei locali della zona, sono stati sequestrati giorni fa ad una donna di Terlizzi venuta a spacciare col suo compagno a Gallipoli. Lo riporta Il Corriere della Sera. Dalla Puglia l’ultima pericolosa moda dunque in termini di ‘sballo’: il “tampax alcolico“. “I ragazzi e le ragazze imbevono gli assorbenti interni di vodka – come riporta il Corriere della Sera – Il tampax viene poi indossato o per via vaginale o per via rettale e permette di assumere ‘comodamente’ una decina di shottini attraverso le mucose”. Sono circa 5 i minuti necessari per avere l’effetto desiderato. Si ricorda che solo pochi giorni fa alcune giovanissime sono state ricoverate in ospedale per sospetto coma etilico. Una delle quattro è stata poi ricoverata nell’ospedale Perrino di Brindisi per intossicazione da alcool. Le altre dimesse dopo essere state sottoposte ad adeguati trattamenti.

Smentite. Una smentita sugli effetti (ma non purtroppo sulla pratica del ‘tampax alcolico’) arriva attraverso un articolo di Francesco Zaffarano de La Stampa: ”Non si può escludere che qualcuno ci abbia anche provato, ma sembra che il suddetto spaccio viva solo sulle pagine di alcuni giornali, senza trovare riscontro in nessun report sul consumo di alcol e droghe tra i giovani. I documenti su cui controllare ci sono, dagli osservatori nazionali fino agli studi dell’Organizzazione mondiale della sanità. Sappiamo quasi che tipo di rum preferiscono i bevitori, ma di tampax alcolici neanche l’ombra. E certo non perché la presunta moda sia nuova: basta una ricerca su Google per trovare articoli sui tampax alcolici usciti già nel 2011. In quattro anni non deve aver spopolato più di tanto“.

Ma non finisce qui. La diceria è anche scientificamente infondata: l’alcol che beviamo entra in circolo nel sangue attraverso le mucose dello stomaco. Non basta inserire dell’alcol nel nostro corpo per ubriacarsi. Tanto più che la quantità di liquido che può essere assorbito da un tampone oscilla tra i 20 e i 30 ml. «Anche ammesso che la mucosa della vagina possa assorbire più facilmente l’alcol – spiega la ginecologa Barbara Bonazzi – è improbabile che una dose così ridotta possa bastare a raggiungere lo stato d’ebbrezza. Anzi, il contatto con l’alcol può causare danni all’apparato». Proprio come ha raccontato su Huffington Post Canada Danielle Crittenden, che ha testato su di sé l’esperienza del tampax alcolico, con esito disastroso, doloroso e assolutamente inefficace“.

Inoltre, anche ammesso che la pratica possa funzionare, non si capisce come questo dovrebbe invalidare i risultati di un alcol test, che si basa sull’aria che espiriamo rilevando la presenza di etanolo trasmesso dal sangue ai gas presenti nei nostri polmoni”.

Redazione Stato

Dal Salento lo sballo del “tampax alcolico”, sequestri. Ma arrivano smentite ultima modifica: 2015-08-14T16:26:13+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    ABUSO DI ALCOL, ORA GLI ESERCENTI HANNO VERAMENTE PAURA.
    GLI EPISODI DI TRANI E DI ANDRIA NON SONO ISOLATI.
    MONTARULI: “IL PROBLEMA MOLTO SPESSO E’ FUORI DAI BAR. GLI AVVENTORI, ANCHE GIOVANISSIMI, ARRIVANO GIA’ UBRIACHI”.
    QUALE GIRO SI NASCONDE DIETRO LA VENDITA DI ALCOLICI FUORI DAGLI ESERCIZI PUBBLICI?

    “ANDRIA: LA CATEGORIA DEI PUBBLICI ESERCIZI QUELLA PIU’ A RISCHIO E LA PIU’ ESPOSTA”: con questo titolo lo scorso anno Unimpresa Bat (ri)lanciava l’allarme in seguito al coraggioso intervento di una giovane cittadina a difesa di un anziano vittima di una delle numerose rapine consumate in alcuni pubblici esercizi della città di Andria. Episodi che manifestavano tutta la preoccupazione per un clima di tensione sociale fortemente compromesso e minato anche da condizioni di disagio fortissimo che faceva presagire ulteriore recrudescenza. Proprio in tale circostanza, inoltre, veniva posto l’accento sul rischioso lavoro svolto dai pubblici esercenti quindi dai titolari e gestori di bar ed esercizi similari sempre più nel mirino di avventori in fortissimo stato di alterazione psico-fisica e con spiccata indole violenta ed aggressiva. Una serie di responsabilità, spesso impropriamente attribuite agli esercenti, tra le quali l’onere di far rispettare taluni divieti imposti dalle vigenti norme e leggi come quello di negare la somministrazione ai minori di anni 16 o 18, a seconda delle vigenti ordinanze sindacali piuttosto che far rispettare il divieto di fumo o l’abuso di assunzione di alcol o ancora l’uso dell’etilometro, controllo dell’età anagrafica e molti altri adempimenti che rendono i medesimi responsabili non solo dal punto di vista amministrativo ma talvolta anche penale.
    I recentissimi e gravissimi episodi consumatosi prima a Trani, in uno dei più noti ed esclusivi american bar della zona porto, dove si sono presentati alcuni individuai i quali dopo aver consumato pretendevano di non pagare il conto dando vita ad una discussione animata con l’esercente tranese aggredito brutalmente e la richiesta d’intervento delle forze dell’ordine, di un’autoambulanza del 118 per soccorrere l’altro titolare dell’esercizio commerciale che a seguito dell’accaduto ha avvertito un malore e ad Andria dove un individuo di trentacinque anni è stato arrestato per essersi reso responsabile dei reati di lesioni, minacce, oltraggio, resistenza a Pubblico Ufficiale e rifiuto d’indicazione della propria identità personale in seguito all’intervento della Polizia di Strato presso una caffetteria della città al cui interno due avventori in stato di evidente ebbrezza alcolica, erano intenti ad opporsi vigorosamente al diniego del titolare locale alla somministrazione di bevande alcoliche in loro favore, hanno fatto si che ancora una volta gli esercenti aderenti ad Unimpresa Bat sono intervenuti continuando ad affermare di avere paura e di sentirsi in balia di balordi che ripetutamente assumono atteggiamenti spesso dovuti ad evidente stato di alterazione. E’ stato lo stesso Presidente di Unimpresa Bat, Savino Montaruli, a rimarcare la questione sicurezza e ad aggiungere: “sempre più spesso gli avventori giungono nei locali avendo già assunto grosse quantità di alcolici e sostanze stupefacenti e questo mette in seria difficoltà gli esercenti che non sanno come comportarsi perché non riescono neanche ad individuare in modo chiaro chi hanno di fronte a sé visto che spesso trattasi anche di minorenni e soprattutto anche di giovani donne. Una situazione grave e nello stesso tempo preoccupante dal punto di vista sociale oltre che sanitario. Il problema quindi nasce evidentemente già fuori dai locali ed è proprio su questo che bisogna concentrare l’attenzione; capire la provenienza di questi grandi quantitativi di sostanze alcoliche, spesso di bassa qualità e quindi ancor più dannose per la salute umana ed intervenire proprio in quella prima fase di assunzione. Ciò significa maggiori controlli sulle strade e per le strade ed una puntuale azione di intelligence per capire questi meccanismi che vedono l’esercente pubblico come ultimo anello della catena e quello che spesso subisce tutte le conseguenze di quanto accaduto nelle prime ore serali quando comincia lo sballo. Nessuno quindi pensi di affrontare in solitario la problematica complessa e soprattutto si coinvolgano proprio gli esercenti nel processo di comprensione del fenomeno che anche dal punto di vista istituzionale o non viene considerato in tutta la sua gravità o viene affrontato in una fase a mio avviso tardiva e quando ha già prodotto i suoi danni. Lo scorso anno ho accennato anche a questo argomento nel corso di un cordiale seppur breve incontro che ho avuto presso la sede della Provincia la mattina del giorno mercoledì 2 luglio con il Prefetto della Provincia Bat, dott.ssa Clara Minerva, in occasione della partecipazione di entrambi all’interessante Seminario Formativo “Corruzione e Illegalità: tra prevenzione e repressione” e sono certo che quelle mie raccomandazioni di un maggiore coinvolgimento di tutte le realtà associative, soprattutto di quelle che operano concretamente e non virtualmente sul territorio, sarà accolto anche se finora pare che l’appello non abbia sortito gli effetti sperati e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.” – ha concluso il Presidente.
    Da Unimpresa Bat, infine, è giunto il messaggio di solidarietà sia per i poliziotti aggrediti che per gli esercenti che hanno subito la violenza dei balordi.

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