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Interrogazione Marmo su incarichi legali della Regione. Risponde Pelillo

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Presentazione San Raffaele Taranto (michelepelillo.it)

Presentazione San Raffaele Taranto (image: michelepelillo.it)

Bari – IL Consigliere regionale AN-PDL, Nino Marmo ha rivolto una interrogazione a risposta scritta al Presidente della Regione “per conoscere se e quanti incarichi legali, e nel caso – di quale entità, sono stati conferiti dalla Regione, dalla ASL di Taranto e da altri enti di derivazione regionale ai soci di studio dell’Assessore Pelillo e dell’avv. Paolo Ciaccia, quest’ultimo designato dalla Regione nel CDA della Fondazione ‘San Raffaele del Mediterraneo’ ( La vicenda relativa alla Fondazione San Raffaele), ed ivi nominato Presidente della stessa”.

Marmo ha all’uopo elencato, “per le verifiche relative ad eventuali incarichi ricevuti, i soci di tale studio come in data odierna rilevati dal web (avv. Martino Margiotta, avv. Eligio Curci, avv. Matteo Malandrino, avv. Enzo Pacifico)”. Nella premessa l’interrogante ha rilevato che “il conflitto di interessi” relativo alla Fondazione San Raffaele è stato confermato dai fatti successivi, ed addirittura ribadito dallo stesso Assessore interessato, al quale la stampa ha attribuito, con riferimento alla nomina del suo socio di studio le seguenti frasi virgolettate: “”Avevo (sic!) bisogno di scegliere un professionista serio e capace. La fiducia è ricaduta sull’avvocato Ciaccia che conosco bene e trattandosi di un incarico fiduciario, potevamo mai assegnarlo ad una persona qualsiasi? Purtroppo ai miei detrattori devo dare una cattiva notizia; oltre a Ciaccia, conosco gli altri quattro consiglieri di amministrazione e persino i revisori dei conti”, con “l’ultima frase che sembra spavaldamente confermare il controllo politico totale che lo stesso Assessore a Taranto si sostiene detenere nei confronti della Fondazione in questione, già destinataria di 60 milioni di euro della Regione Puglia, e che pertanto postula un doveroso intervento da parte del Presidente noto per i proclami contro la commistione tra Sanità, politica ed affari”.

“Ciò posto – prosegue Marmo – la necessità di verificare l’esistenza di altri eventuali conflitti di interessi in capo all’Assessore Pelillo, che vengono segnalati da Taranto, è un dovere di trasparenza nell’interesse anche dello stesso e comunque del prestigio complessivo del governo e dell’istituzione regionale”.

Cassano (Pdl): “Vendola continua a prorogare contratti esterni” – “Come può la Regione Pugila, pur avendo sforato il Patto di Stabilità interno continuare ad assumere e/o prorogare i contratti di dirigenti esterni? Quanti dirigenti sono stati assunti e/o prorogati dopo l’accertamento dello sforamento del Patto e, quindi, in violazione della Legge nazionale? Ed è solo una coincidenza che alcuni di questi dirigenti siano anche ex sindaci e delegati alle assemblee costituenti del Pd?”. Lo chiede il vicecapogruppo vicario del Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano, che interroga il Governo regionale in seguito “a notizie di stampa secondo cui il 6 agosto scorso la Giunta Regionale, richiamando un vecchio protocollo d’intesa, ha prorogato fino al 29 febbraio 2010 l’incarico di dirigente del Servizio Scuola” ad una dirigente distaccata dalla Provincia “al costo di 186mila euro per sei mesi”.

“Non sono in discussione le singole persone – dice Cassano – ma l’operato della Giunta Vendola che continua deliberatamente ad approvare atti in violazione delle Leggi nazionali senza che nessuno riesca ad impedirglielo, stavolta neanche le proteste dei Sindacati. Vendola e il suo Governo sembrano sentirsi superiori a qualsiasi Legge che non sia quella che loro ritengono di potersi dare o di poter condividere. E’ vergognoso che in ogni atto della Regione vi sia un profilo di illegittimità o di illegalità e ci auguriamo che gli organismi preposti al controllo di tali atti ne verifichino la correttezza”, ha concluso nella nota il consigliere Cassano.

LA RISPOSTA DI PELILLO – Sulle polemiche insorte relativamente alla Fondazione San Raffaele, l’assessore al Bilancio, Michele Pelillo, ha diffuso la seguente nota: “In un momento così importante e delicato per la Puglia sarebbe più edificante e più produttivo confrontarsi, anche aspramente, sulle questioni che preoccupano il Mezzogiorno e la Puglia in particolare. Ma al consigliere Marmo tutto ciò interessa poco; gli interessa unicamente provare a gettare discredito su Vendola e sui suoi assessori e negli ultimi giorni è toccato a me essere oggetto delle sue attenzioni. Non so se addebitare un tale atteggiamento alla sua modalità di relazione, sempre alterata e spesso intrisa di livore, o piuttosto ad un eccesso di frustrazione politica. In realtà mi interessa poco. Mi interessa di più evidenziare la strumentalità , l’inesattezza e la malafede con cui Marmo quotidianamente sta agendo”.

“Un esponente del PDL dovrebbe sapere ciò che dice quando parla di conflitto d’interessi e invece Marmo cerca con accanimento di ipotizzare ciò che evidentemente non esiste. Non esisteva nessun conflitto d’interessi con l’avv. Ciaccia, ancorché mio collega di studio associato. In cosa consisterebbe, invero, il conflitto per un incarico fiduciario di particolare complessità e a titolo gratuito? Può l’interessato non essere conosciuto, e bene anche, da chi lo nomina? E poi, se esiste la riserva mentale del successivo condizionamento politico, un collega di studio è di per sé più facile da condizionare di una qualsiasi persona conosciuta o addirittura amica? E allora di che parliamo? L’avv. Ciaccia è notoriamente una persona perbene e le sue dimissioni sono un atto di grande signorilità e di amore verso la sua città. Speculare volgarmente su un gesto così nobile è vergognoso. Non contento Marmo oggi insiste ed allarga il campo d’azione chiedendo a Vendola di sapere se gli altri miei colleghi di studio hanno mai avuto incarichi legali dalla Regione o dagli altri enti di derivazione regionale. Cosa pensa Marmo, che i miei colleghi, stimati professionisti con 30/40 anni di attività alle spalle, ricevano per mio tramite i loro incarichi professionali? Che non abbiano numerose relazioni sociali e che, per la stima professionale che riscuotono, non possano ricevere incarichi anche da parte di enti pubblici? Di quale conflitto d’interessi parla il consigliere Marmo? Conosce il consigliere Marmo la notorietà e il prestigio dello studio di cui sta parlando e di cui mi onoro far parte? Comprendo che qualcun altro avrebbe agito diversamente, sarebbe uscito dall’associazione professionale e avrebbe convogliato numerosi e importanti incarichi sul suo ex studio. Qualcuno mi ha anche detto di essere stato ingenuo, ma questo è un altro discorso, perché di quel tipo di ingenuità non mi dispiaccio per niente. Una cosa è certa, quando avrà la risposta all’interrogazione resterà molto deluso e dovrà chiedere scusa”, conclude Pelillo.

Interrogazione Marmo su incarichi legali della Regione. Risponde Pelillo ultima modifica: 2010-09-14T18:58:38+00:00 da Redazione



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