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La crisi non tocca la corsa alle armi

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Il Joint Strike Fighter in azione. Fonte immagine sito del Ministero della Difesa.

Foggia – SONO complessivamente 131 i nuovi cacciabombardieri Jsf/F-35 comprati dall’Italia, al costo unitario di oltre 114 milioni di dollari l’uno, più gli elicotteri militari NH-90 che, da soli, graveranno sul bilancio statale (e sulle tasche dei cittadini) per 4 miliardi di euro. L’unica “industria” che non sembra risentire della crisi sembra essere, purtroppo, quella bellica. I nuovi finanziamenti per il caccia Eurofight equivalgono a 5 miliardi di euro, senza considerare i 13 miliardi già spesi, mentre i nuovi otto aerei-robot Predator valgono 1,3 miliardi di euro di soldi pubblici.

Gli Eurofight, nella versione standard di Tornado IDS, sono in dotazione al 6° Stormo di Ghedi e al 36° di Gioia del Colle (Bari) e sono attualmente impiegati come cacciabombardieri e ricognitori in Libia. Alenia Aeronautica partecipa per il 19,5% alla realizzazione del Typhoon, realizzato per le Forze Aeree di Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, ma ordinato anche dall’Austria e dell’Arabia Saudita. Alenia Aeronautica in particolare è incaricata dell’assemblaggio finale dei 121 esemplari italiani. L’armamento del velivolo è costituito da 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6500 kg di carichi esterni (serbatoi ausiliari, missili aria-aria a guida radar e infrarossa).

Dal primo giorno della prima missione sulla Libia i velivoli a pilotaggio remoto Predator B dell’Aeronautica Militare, in dotazione al 32° Stormo di Amendola (FG), sono stati impiegati dalla NATO in attività di ricognizione e sorveglianza nell’ambito della missione Unified Protector. Il Predator è un sistema teleguidato, prodotto dalla General Atomics, che include una stazione di controllo a terra (Ground Control Station), una vera e propria cabina di pilotaggio all’interno della quale piloti e specialisti guidano il velivolo da remoto, anche a distanze molto elevate, come nel caso attuale in cui le missioni vengono gestite direttamente dalla base di Amendola.

Le missioni di attacco al suolo sono svolte anche da quattro cacciabombardieri Amx nella versione aggiornata “Acol” in forza al 32° Stormo. Quest’ultimo schiera, oltre velivoli teleguidati Predator, anche i nuovissimi Reaper, due dei quali appena entrati in servizio. Mezzi che verranno presto armati con bombe e missili di precisione, attualmente pronti all’impiego in missioni di sorveglianza sulla Libia, per il quale manca solo il via libera politico.

ll Programma “F-35 Lightning II-JSF” (Joint Strike Fighter),” – come si legge in un comunicato del sito della Difesa- “ha l’obiettivo di sviluppare e produrre un sistema d’arma da combattimento di nuova generazione economicamente sostenibile e “supportabile” in tutto il mondo.”. La quota di partecipazione italiana al programma è pari al 4% dei costi dell’intera fase di SDD, che si è sviluppata nell’arco temporale tra il 2002 e il 2012. Il Joint Strike Fighter (JSF) è un velivolo multi-ruolo con uno spiccato orientamento per l’attacco aria-suolo, Stealth, cioè a bassa osservabilità radar e quindi ad elevata sopravvivenza, in grado di utilizzare un’ampia gamma di armamento e capace di operare da piste semi-preparate o deteriorate, pensato e progettato per quei contesti operativi che caratterizzano le moderne operazioni militari di quest’era successiva alla Guerra Fredda.

L’esigenza primaria italiana è quella di sostituire i velivoli AV-8B Harrier della Marina e gli AMX e i Tornado dell’Aeronautica, a partire dalla metà del prossimo decennio. Ma i costi maggiori riguarderà la costituzione della rete di comunicazione satellitare Forza Nec che unirà i mezzi di terra, mare e cielo. Solo la progettazione vale 650 milioni mentre la spesa complessiva è stimata intorno ai 12 miliardi.

Nonostante tali cifre iperboliche, secondo le stime dei vertici delle Forze Armate, tra le reali necessità della Difesa e le risorse a disposizione ci sarebbe un buco da 3,2 miliardi di euro l’anno.

a.delvecchio@statoquotidiano.it



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Commenti


  • Giancarlo D'Isita

    Bellissimo articolo Agostino. Qualche giornalista fa ancora bene il suo lavoro. La militaria ha ormai perso la sua funzione da un bel pezzo. Oramai i militari che siano soldati, marinai o piloti servono solamente a continuare a far girare quei vecchi e obsoleti ingranaggi che fanno riferimento solamente agli interessi di alcuni governanti. I militari non servono i cittadini e nemmeno lo Stato (nel quale gli italiani non si sono mai identificati), figuriamoci la Patria. Le funzioni ufficiali del “militarismo” sono solamente una facciata. Un modo per distogliere lo sguardo dai veri interessi militari. Lo si vede benissimo dalle strade spianate che i militari hanno nei vigili del fuoco o nella polizia; a dispetto di qualsiasi meritocrazia e ai limiti della legalità (dato che alcuni ruoli possono essere coperti solamente previo superamento di pubblico concorso). L’ho sempre detto e lo ripeterò sempre. Non ci sono eroi tra i militari. Lo si vede anche dal fatto che in uno Stato (quello italiano) dove c’è sempre più sete di valori e di principi, le domande di volontari aumentano anno dopo anno. Aumentano perchè c’è un senso più profondo della patria? Non credo proprio. Risparmiando sulle esercitazioni militari si potrebbe dimezzare il debito pubblico e potenziare il corpo nazionale dei VVFF e della polizia (gli unici corpi in italia che servono, o dovrebbero, il cittadino). Corpi lesionati dai continui tagli di personale e strutturali. Questo perchè in questo paese smarrito non conviene investire in prevenzione e difesa civile ma in “protezione civile”, che altro non è che un’altra maschera di questo maledetto governo. E mi fermo qui…


  • Redazione

    Grazie Giancarlo. La mia impressione è che quando un Paese “vende” il proprio debito pubblico ad altri, i Governi siano “costretti” a queste scelte, rese ancora più impopolari dalla recente Manovra che restringerà notevolmente i finanziamenti nel sociale (vedasi i casi dei tagli a disabili e sanità). Allo stesso modo la Francia, che detiene buona parte del nostro debito, ci costringerà prima o poi ad istallare le loro centrali nucleari EDF nel nostro territorio. Una di queste, di recente, ha subito anche un incidente. C’è anche da aggiungere però che la situazione in medio oriente e nord Africa, con le popolazioni locali che hanno iniziato sempre più incessantemente (e giustamente) a chiedere più diritti renderà la zona sempre più una polveriere di guerra.


  • ce fame

    si corre all’auto distruzione…..che società…STATO DI FANTASIA….


  • s

    E quindi? A parte la solita valanga di errori fattuali (cifre, nomi, definizioni, ecc.) quale sarebbe il punto?
    Che tra i compiti dello stato non c’è la difesa?
    Posso concordare sul fatto che le industrie si approfittano del fatto che chi governa è moralmente e materialmente corrotto (ma mica solo l’industria “degli armamenti”) e perfino sul fatto che l’impiego delle FFAA italiane all’estero è spesso e volentieri, anzi quasi sempre, tra il dissennato e il discutibile. Questo perché i suddetti politici corrotti sguazzano a trattare con elettori ignoranti se possibile più dei giornalisti che scrivono queste fesserie, se non di peggiori.
    Ciò non toglie che poi gli ipotetici politici onesti e i fantomatici elettori informati non sappiano proporre di meglio che un utopistico disarmo unilaterale e la ricerca della Pace nel Mondo. Ecco, magari metteteci anche il Paradiso Terrestre, poi vi voto pure io… Ma anche no!

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