Editoriali

Otto domande all’assessore Fiore

Di:

L'area impantanata (ph: Roberta Paraggio, St)

A FOGGIA si sta per costruire, verosimilmente, su un’importante area archeologica, mandando al macero, in questo modo, una serie di tracce fondamentali che aiuterebbero a comprende il sostrato storico di una terra antica e bellissima. Come sempre, lo si sta facendo nel nome dell’edilizia, della logica palazzinara, degli insediamenti sparsi a macchia d’olio, della propaganda dell’emergenza abitativa (ma non sarebbe meglio, a questo punto, una ricognizione di tutti gli appartamenti invenduti, vuoti o sfitti presenti sul territorio cittadino?). In ogni caso, l’area in questione, su cui è in procinto di edificare la Silva S.r.l. è ubicata in Via Papini, giusto di rimpetto a Campo degli Ulivi. Si tratta di una zona di certo insediamento medievale. E’ l’area del Pantano (e, infatti, con le piogge frequenti di questo inverno di è verificato una sorte di re-impantanamento) di federiciana memoria, ma non solo. In loco corrono tratturi, non lontano si staglia una pianura immensa che si perde fino a San Lorenzo in Carmignano (altro importante centro medievale con ritrovamenti alto Medievali e, in zona, anche romani e pre romani) e s’affaccia sulla Basilicata e la Campania. Le otto domande che seguono, e che dovrebbero aiutare a far luce, sono di Vincenzo Rizzi (St)

1. Perché ha sostenuto che “…il sito archeologico non è nelle nostre mappe…”, sebbene, come affermato dal Magnifico Rettore dell’Università di Foggia, l’area è inserita nella Carta dei Beni Culturali della Puglia e nel Sistema Informativo Territoriale della Regione Puglia, accessibile da tutti gli enti locali e gli enti pubblici, come strumenti di screeening preventivo per qualsiasi pianificazione???

2. Come mai malgrado le indagini condotte dall’Università di Foggia in questo sito archeologico che attestano, grazie ai reperti rinvenuti, una frequentazione umana a partire dal neolitico (a cui si riferiscono i compounds appartenenti ad un villaggio trincerato), fino al Daunio, per passare alla frequentazione romana, e, soprattutto a quella medievale data la presenza nell’area di un importante insediamento di età sveva, sono stati rilasciati permessi a costruire???

3. Come si concilia tutto questo con la sua affermazione “…se lo avessimo saputo il comune non avrebbe mai rilasciato i permessi a costruire…”???

4. Non ritiene sia il caso per il Comune di Foggia e la Regione Puglia di sospendere il permesso avvalendosi del diritto all’autotutela???

5. Perché il Comune ha dichiarato che “…era tutto in ordine…” se, dal sopralluogo, è, invece, emerso che gli scavi per le tubature avevano intercettato e quindi danneggiato in più punti strutture archeologiche???

6. Perché non ha correttamente comunicato che la sorveglianza archeologica continuativa è stata imposta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia in seguito alla nostra segnalazione e non certo di iniziativa del Comune???

7. Come è stato possibile che il Comune di Foggia e la Regione Puglia abbiano permesso la realizzazione costruzioni in un area già censita dalla stessa Regione Puglia, operando solo prescrizioni sull’area medioevale, ma permettendo di costruire nell’area dove è presente il villaggio neolitico???

8. Qual è stato il comportamento del Comune di Foggia in considerazione delle sue dichiarazioni “…che doveva essere il committente ad avvisare il Comune e la Soprintendenza altrimenti si avviava un procedimento penale…”?

(A cura di Vincenzo Rizzi, del Centro Studi naturalistici onlus di Foggia)



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