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SeL: “Riduzione a 50 e nuova legge elettorale”

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Michele Losappio con Vendola (St)

Michele Losappio con Vendola (St)

Bari – “QUANDO il centrodestra pugliese modificò lo Statuto della Regione portando il numero dei consiglieri da 60 a 70, gli esponenti allora di Rifondazione Losappio e Sannicandro presentarono un emendamento (respinto da Palese e dai suoi amici di governo) per una riduzione da 60 a 50″. Così in una nota il Presidente del Gruppo consiliare Sel, Michele Losappio e della Coordinatrice regionale Sel, Annalisa Pannarale.

“Anche da questo fatto si evince che Sel non ha alcuna difficoltà a una ulteriore riduzione rispetto a quella già definita a luglio dal Consiglio con la modifica statutaria a 60 passata grazie anche alla nostra determinazione. Tutto ciò comporta una riformulazione della legge elettorale, sia per garantire la parità di genere sia per non penalizzare nella rappresentanza politica i territori con minor numero di abitanti e la modifica dell’architrave istituzionale della Regione sarà tanto più efficace e rispettosa della rappresentanza delle varie espressioni politiche e culturali della società quanto più sarà motivata da valutazioni ed argomenti anche in relazione alla manovra Tremonti su cui complessivamente il giudizio non solo nostro ma di tanti in Italia ed in Europa è pesantemente negativo”.

De Gennaro: riduzione consiglieri regionali a 50, nessuna perplessità da parte mia. Il consigliere regionale Gerardo de Gennaro (PD) ha rilasciato la seguente dichiarazione. “Sono convinto che la posizione assunta dal gruppo consiliare regionale del PD e dalla segreteria regionale e provinciale, in merito alla riduzione dei costi della politica e quindi alla riduzione del numero dei componenti del Consiglio regionale da 70 a 50, sia non solo opportuna, per garantire le premialità economiche previste dal legislatore nazionale, ma anche utile a far comprendere che – in un momento in cui tanti cittadini, lavoratori, imprese e commercianti sono già stati abbastanza tartassati dal Governo nazionale – le Istituzioni danno il buon esempio contribuendo ai sacrifici. E’, quindi del tutto infondata la notizia secondo cui ci sarebbero diversità di vedute tra i consiglieri regionali del PD circa la riduzione del numero dei consiglieri regionali da 70 a 50 e men che meno perplessità del sottoscritto. Spero anzi che si parta da ciò per procedere al contenimento della spesa improduttiva che si annida nei meandri della burocrazia regionale e che diventa sempre più intollerabile agli occhi dell’opinione pubblica e finisce per screditare le Istituzioni”.

Il presidente del consiglio regionale Introna (image by Egidio Magnani)

Introna incontra i sindacati “stiamo lavorando sui tagli”. “Stiamo lavorando al contenimento dei costi della politica e della macchina regionale e su queste priorità c’è parità di vedute con i sindacati”. Così il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, ha sintetizzato l’incontro con i segretari regionali Cisl Giulio Colecchia, Uil Aldo Pugliese (per la Cgil Francesca Abbrescia). Dal colloquio istituzionale, definito dallo stesso Introna “franco, utile e senza reticenze”, è emersa la condivisione del percorso di autoriforma che la Regione ha avviato con la modifica dello Statuto regionale, in prima lettura, per la diminuzione dei consiglieri da 70 a 60.
Con la scelta di passare a 60 consiglieri, dettata da esigenze di funzionalità e operatività dell’Assemblea, la Giunta si ridurrebbe a 12 componenti e gli assessori esterni passerebbero dai 7 attuali ad un massimo di 3 (non più di un quarto della Giunta).

Altre economie verrebbero, ha spiegato Introna, dagli interventi allo studio del’Ufficio di Presidenza sui vari contenuti relativi allo status dei consiglieri: indennità, vitalizi, assegno di fine mandato, “prevedendo condizioni simili a quelle dei lavoratori comuni”. “La saggezza che ci deve ispirare nel ridimensionamento – ha aggiunto il presidente – deve guardare innanzitutto a quello che accade nel mondo del lavoro”.
Ricordando il recente incontro al Quirinale con i presidenti dei Consigli regionali, Introna ha fatto proprio il richiamo del Capo dello Stato ad una sobrietà generale, senza perdere di vista i criteri di funzionalità e autonomia delle Regioni, “perché non va dimenticato che la Puglia ha una dotazione di personale tra i più asciutti in Italia”.

Tagli e sobrietà, hanno convenuto i sindacati, non devono pregiudicare le esigenze funzionali: sono “costi della democrazia, più che costi della politica. E la democrazia costa”. Da loro è venuta la proposta di istituzionalizzare gli incontri. Esplicita la richiesta della Cisl: conoscere i costi pubblici diretti e indiretti, attraverso un osservatorio regionale che permetta di monitorare non solo la spesa della Regione, ma anche le voci aggiuntive di tutto il sistema pubblico (dagli enti partecipati alle Asl e alle “auto blu”). Su questo punto Introna si è riservato di verificare la disponibilità del Governo regionale ad un ulteriore incontro sul tema delicato. “Il Consiglio regionale non vive su Marte – conclude il presidente – è parte integrante della comunità che lo ha eletto ed è consapevole dei problema dei costi della politica, tanto che ha avviato per tempo un’autoriforma che vede impegnate tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione”.

Redazione Stato



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