Foggia

Alloggi Gozzini,Damone a Vendola: sospendere gli sfratti

Di:

Damone (Ppdt)

Il consigliere F.Damone (immagine d'archivio - IlGrecale)

Foggia – “E’ intenzione del Presidente della Regione mettere in campo delle iniziative concrete ed immediate per sospendere i provvedimenti di sfratto? Quali azioni intende mettere in campo la Regione Puglia per evitare che alcuni appartamenti che per legge vennero realizzati e destinati (a spese dei contribuenti) per contrastare la criminalità organizzata vengano assegnati ad esponenti della medesima, stravolgendo completamente la ratio della norma? Quali azioni intende mettere in campo la Regione Puglia per effettuare un approfondimento relativamente alla esistenza di altri immobili similari non utilizzati ed all’utilizzo spesso improprio di molte case abusivamente godute? Quali azioni intende mettere in campo la Regione Puglia per acquisire notizie sui criteri che stanno adottando le Prefetture della Regione Puglia per riassegnare gli alloggi di cui alla ‘legge Gozzini’ resi vacanti dall’esecuzione di sfratti a danni dei soggetti non più in possesso dei requisiti? Quali azioni intende mettere in campo la Regione Puglia per indicare criteri interpretativi uniformi allo scopo di evitare il verificarsi di situazioni paradossali (descritte in premessa) ed, allo stesso tempo, tutelare le famiglie degli ex aventi diritti che si trovano, dopo tanti anni, senza casa? Quali azioni intende mettere in campo la Regione Puglia per porre rimedio a tale situazione, rivedendo la normativa vigente a tutela del mantenimento del diritto all’assegnazione dell’alloggio in favore dell’assegnatario decaduto e degli aventi causa per il venir meno dei requisiti previsti?”. Lo chiede in una interrogazione a risposta scritta il consigliere regionale F.Damone.

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE, LE PREMESSE. “La legge 12.07.1991 n. 203 (cosiddetta “Legge Gozzini”) prevedeva l’attuazione di un programma straordinario di edilizia residenziale da concedere in godimento ai dipendenti delle amministrazioni dello Stato impegnati nella lotta alla criminalità organizzata, con priorità per coloro che vengono trasferiti per esigenze di servizio; -tale beneficio, tuttavia, viene meno in caso di pensionamento, decesso o inidoneità alla prosecuzione del servizio – anche per via di patologie riconosciute come dirette conseguenze dello stesso o di incidenti occorsi nell’espletamento delle proprie funzioni al servizio della collettività – attribuendo alle Prefetture il compito di verificare la sussistenza della titolarità ed agire per l’eventuale rilascio dell’immobile”.

La previsione normativa che sancisce di immediata decadenza dal beneficio, senza alcun regime transitorio, appare ancor più iniqua laddove non prevede forme di salvaguardia soprattutto per i familiari degli aventi diritto deceduti o inabili per causa di servizio, non preoccupandosi di tutelare chi ha subito un grave pregiudizio psico-fisico o, perfino, ha perso la vita servendo lo Stato e difendendo i cittadini dalla criminalità; la struttura giuridica diventa incomprensibile soprattutto alla luce delle ultime interpretazioni ministeriali, in base alle quali si vorrebbero utilizzare gli alloggi della “legge Gozzini” per far fronte al problema della mancanza di case popolari: tale circostanza potrebbe generare delle situazioni paradossali laddove i detti alloggi venissero assegnati a criminali, come denunciato da associazioni e forze dell’ordine in quiescenza”.

“E0 notizia di cronaca che – in pratica – alcuni appartamenti che per legge vennero realizzati e destinati (a spese dei contribuenti) per contrastare la criminalità organizzata potrebbero venire assegnati ad esponenti della medesima, stravolgendo completamente la ratio della norma. Tra l’altro pare necessario un approfondimento relativamente alla esistenza di altri immobili similari non utilizzati ed all’utilizzo spesso improprio di molte case abusivamente godute; l’attuale discrasia legislativa potrebbe essere corretta con un intervento normativo concreto ed incisivo ad opera della Regione Puglia, titolare della competenza in materia di edilizia residenziale pubblica, anche alla luce del disegno di legge n. 626 del 28.5.2008 già approntato come possibile soluzione del problema in questione”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • pasquale

    Speriamo si diano da fare, il primo ottobre è alle porte e chissà che qualcuno preso dall’ira non commetta gesti irreparabili!!!

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