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Riva: Procura, nessun divieto uso beni

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lLVA, esterno (Ph: cronacalive@)

(ANSA) – TARANTO, 14 SET – Il provvedimento di sequestro ”non prevede alcun divieto di uso” dei beni aziendali. Lo scrive la Procura di Taranto in relazione ai sequestri dei giorni scorsi della GdF sui beni del Gruppo Riva. Il custode-amministratore, si aggiunge, ”è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziario”. Le disponibilità finanziarie sequestrate, precisa ancora la procura ammontano a circa 50 milioni di euro, ”pari a meno del 10% di quanto sequestrato” che è circa 600 mln.

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Comunicato stampa congiunto Gruppi Consiliari Comune di Taranto. I gruppi consiliari di PD, SDS, UDC, SEL, IDV, API, Costruire Politica, Popolo delle Libertà, AT6, in merito al preannunciato licenziamento di 1400 lavoratori del gruppo Riva impiegati presso stabilimenti del nord Italia e dei 150 di Taranto, condannano fermamente chi, a mezzo stampa , sta tentando di delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica nazionale l’operato della magistratura tarantina, attribuendogli ogni responsabilità in merito.

Riteniamo, invece, che nella difficile situazione ambientale venutasi da tempo a creare attorno all’inchiesta riguardante l’inquinamento, i giudici tarantini stiano legittimamente operando, affinché vengano garantiti i diritti al lavoro e alla salute, costituzionalmente riconosciuti. Manifestiamo, dunque, piena solidarietà alla Procura della Repubblica di Taranto per l’ingiusto attacco che intendiamo rivolto alla nostra intera comunità, visto l’ignobile tentativo di mettere l’uno contro l’altro territori diversi, in una vera e propria guerra tra poveri; per tale ragione, ci sentiamo di esprimere la nostra vicinanza a tutti i dipendenti coinvolti.

Infine, nell’auspicio che la vicenda Ilva si concluda garantendo ogni condizione necessaria alla salvaguardia dei livelli occupazionali, riteniamo che il siderurgico debba accelerare la realizzazione degli interventi ambientali prescritti, indispensabili per la salvaguardia della salute pubblica.

(Taranto 14 settembre 2013, f.to I Capigruppo: Gianni AZZARO (PD)- Alfredo SPALLUTO (SDS) – Salvatore BRISCI (UDC) – Francesco DI GIOVANNI (SEL) – Ernesto D’ERI (IDV) – Paolo CIOCIA (API) – Cosimo GIGANTE (Costruire Politica) – Gianpaolo VIETRI (PDL) – Mario CITO (AT6) – Giovanni UNGARO (Gruppo Misto)).

Redazione Stato



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Commenti


  • Redazione

    ILVA, continua il ricatto occupazionale.

    Calpestata la Costituzione ed elusi i principi di tutela ambientale.

    “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Ma quanto sancisce l’art. 41 della Carta Costituzionale sembra non valere per la questione ILVA. La Legge “salva ILVA”, infatti, ha riproposto in tutta la sua drammaticità la contrapposizione tra Salute, Ambiente e Lavoro: diritti costituzionalmente rilevanti ma squilibrati in soccorso dell’iniziativa economica privata.

    “L’azione della Magistratura, che ha correttamente disposto il sequestro preventivo e conservativo dei beni del gruppo ILVA, finalizzato all’applicazione del principio < >, viene elusa dalla scelta dell’azienda di < > i lavoratori” – dichiara l’avv. Antonio de Feo, Consigliere Nazionale del WWF Italia. “Questa scelta aziendale crea di fatto un danno sociale (effetto del danno ambientale) ed economico, con oneri a carico della collettività (la cassa integrazione) che, invece, il principio < > vorrebbe salvaguardati affinché il danno ambientale sia realmente ed effettivamente circoscritto nella sfera degli interessi privati”.

    Calpestato, dunque, l’art. 42 della Costituzione:”[…] La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.

    “La decisione di chiudere gli impianti da parte dei Riva svela il ricatto occupazionale che stanno mettendo in atto”. È questo il durissimo commento dell’ing. Matteo Orsino, Presidente del WWF Puglia “Quanto avvenuto in queste ore avvalora l’estromissione della Famiglia Riva dalla proprietà dell’ILVA. Ribadiamo – conclude Orsino – la nostra richiesta alla Regione Puglia di sollevare la questione di legittimità costituzionale della L. n. 89/13 affinché salute e ambiente siano veramente e finalmente tutelati”.

    Bari 14 settembre 2013

    WWF PUGLIA

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