Foggia
I tempi cambiano e l'economia traballante di questi ultimi anni ha pesantemente minato la stabilità di aziende anche molto antiche e prestigiose

Chiudono i negozi storici di Foggia, cala la scure della crisi

Dopo 60 anni ha chiuso anche lo Studio Petronio, famosa boutique di Orestino Fasano

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Foggia. Cala la pesante scure della crisi su alcune delle più antiche e note attività di Foggia. I tempi cambiano e l’economia traballante di questi ultimi anni ha pesantemente minato la stabilità di aziende anche molto antiche e prestigiose. Impossibile non avere un tuffo al cuore davanti alle serrande abbassate di quello che era uno dei ristoranti storici, il Margutta, un’attività di 30 anni nel quartiere Ferrovia, quartiere da dove ormai le attività fuggono, davanti al degrado che lo sta divorando.

Proprio il degrado ne ha sancito il destino, o forse ancora no, magari c’è speranza di recupero, ma al momento la situazione è questa. In seguito alla chiusura delle attività e degli uffici nel quartiere ha iniziato a prendere piede un certo clima non esattamente disteso, nonostante i vari interventi delle amministrazioni comunali. Ma il Margutta non è certo l’ultima attività che cede il passo alla disfatta economica.

Dopo 60 anni ha chiuso anche lo Studio Petronio, famosa boutique di Orestino Fasano. Quel negozio le cui vetrine tanto facevano sognare, da ora in avanti non le addobberà più con i suoi pregiati abiti: camicie di Barba, scarpe Church’s, insomma, i marchi prestigiosi che facevano immaginare una vita modaiola fuori dalla regione e nelle località costiere più trendy della Romagna.

Poco prima della boutique aveva già abbassato la serranda anche il celebre bar Cavour, uno dei migliori punti d’incontro della città durante il boom economico. E oggi di quei tempi non ci si ricorda che da lontano l’atmosfera pregna d’entusiasmo e vitalità, di quella voglia di costruire e di fare che tanto stride con un certo sconforto che scivola, come un velo soffocante, da nord a sud.

E allora quali prospettive si aprono non solo alla città, ma anche a quei giovani che non vorrebbero proprio andare via? In questo clima di chiusure è ancora possibile cercare un futuro? Alcuni temerari guardano se esistono forme di finanziamento, come un prestito d’onore, con richieste che partono da un prestito 15000 euro fino ai 30 mila, per finanziare qualche progetto, ma ci sono veramente le condizioni per farlo? Purtroppo non stiamo vivendo in un clima di certezze. Si deve comunque tentare e non partire arresi in partenza nonostante tutto.



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