Manfredonia
A cura di Ferruccio Gemmellaro

Claudio Castriotta e il suo Agapito

Il cosmo del Nostro è dovizioso di storia, arte e cultura corredate di magnifiche tradizioni e da esso non possono che sortire personaggi che ne celebrano il significato; Claudio lo fa quindi per sipontina spinta genetica

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Manfredonia. Che cosa vuol dire essere scrittore e Claudio Castriotta di Manfredonia, con questa sua quarta opera di prosa “Agapito faceva il macchinista”, ci chiediamo se è da accreditare magari quale scrittore locale.

Nell’Europa del XIX secolo, escludendo l’Italia che ancora non ha risolto la questione unitaria, il 48% degli scrittori è di estrazione ereditaria, vale a dire generati in seno all’8% di popolazione costituita di letterati e artisti; il rimanente emerge tra docenti, diplomatici e funzionari.

Essere scrittore, pertanto, vuol dire essere figlio d’arte, vedi Dumas padre e figlio ieri ma è una tendenza anche d’oggi, vedi Joseph Hillstrom King figlio del più noto Stephen. Negli anni Cinquanta del secolo scorso, appare storicamente un dato straordinario: su centoventotto romanzi pubblicati, il 41% è opera di autori non più essenzialmente figli d’arte ma c’è di più: il 4% è scritto da lavoratori.

Senza avventurarci in spiegazioni retoriche, occorre accentuare che tanti meriti vanno all’acquisizione dell’alfabetizzazione, all’istruzione obbligatoria e alla cultura e delle masse.
Prova ne è che dal 1991 al ’98, nelle grandi biblioteche campioni, il conteggio delle opere letterarie passa da quarantadue a cinquantamila e dei libri in totale passa da diciotto a ventuno milioni. Dalla statistica del 2015, in ogni caso, solo quattro persone su dieci leggono un libro non scolastico o professionale e il 9,1% delle famiglie non contempla almeno un libro in casa.
Dato interessante, che ci fa tornare con la memoria ai rampolli d’arte, indica la fascia dei lettori sotto i quindicenni figli di genitori che abitualmente leggono.

Nel 2016 le case editrici toccano cinquemila, producendo oltre sessantacinquemila nuovi titoli cartacei e sessantatremila e-book.

Essere scrittore oggi, vuol significare innanzitutto essere libero da ogni influenza di famiglia e di ceto, per omologare nella scrittura le vicende, le avventure, le esperienze, le testimonianze della propria esistenza, a beneficio non solo di una crescita personale ma per accorrere in ausilio al prossimo.

Esempio contemporaneo di poeta-lavoratore è il veneziano Ferruccio Brugnaro, operaio a Porto Marghera, noto per le sue lotte di classe, autore dell’avvincente silloge “Le stelle chiare di queste notti”; di lui hanno parlato molti giornali, ricevendo consensi critici.

Claudio Castriotta poeta e narratore ho imparato a conoscerlo, perlopiù grazie alla sua presenza in Stato, e posso affermare a suo esclusivo merito che è un libero e schietto artista, non certamente figlio d’arte. La sua vena poetica traspare dalle pagine di questo volume, dove essa si fonde nella narrazione descrittiva.

Un’antologia bozzettistica e come tale tende nelle sue proporzioni minimaliste a riprodurre dalla realtà locale un frangente, un angolo urbanistico, un’impronta umana.

Una vena poetica che lo conduce a un espressionismo così interiorizzato da apparire sovente non di facile scorrimento se non si è preparati. La convinzione, infine, che Claudio Castriotta sia uno scrittore locale non è qualificatamente da acquisire, poiché esistono, confermandolo con più ragionevolezza, autori di trattazione o argomentazione riferite al proprio microcosmo; diversamente il Manzoni o Camilleri sarebbero locali.

Il cosmo del Nostro è dovizioso di storia, arte e cultura corredate di magnifiche tradizioni e da esso non possono che sortire personaggi che ne celebrano il significato; Claudio lo fa quindi per sipontina spinta genetica.

A cura di Ferruccio Gemmellaro, 14.09.2017

Claudio Castriotta e il suo Agapito ultima modifica: 2017-09-14T18:22:41+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Claudio Respighi

    Un grazie di cuore al maestro Veneto – Ferruccio Gemellaro


  • Oggi

    Quando hai tempo scrivi un libro ” Non te regghe può e il cielo e,sempre più blu. il geniale e profeta Rino Gaetano produsse qualcosa di sensazionale begli anni 70 e 80 che sono attualissimi anche nel 2017

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