Cronaca

Fedele: “Affetto dal morbo Crohn, ogni giorno macino chilometri per lavorare”


Di:

Il sig. Fedele Casciano (ST)

Roseto Valfortore – NOME: Fedele. Età: 53 anni. Città: Roseto Valfortore, in provincia di Foggia. Malattia: morbo di Crohn, “da circa 20 anni”. Problema: “impossibilità di regolare movimento ma costretto a fare chilometri per lavorare, pur tutelato dalle legge”.

“Il morbo di Crhon – scrive il sig. Casciano Fedele a Stato– è una malattia infiammatoria cronica intestinale, che provoca diarrea e perdita di peso. Come cura terapeutica assumo quotidianamente cortisone unico farmaco che blocca la diarrea, ma causa altri problemi come la decalcificazione delle ossa, infatti la mia colonna vertebrale è gravemente compromessa e ciò mi limita anche nello svolgere un qualsiasi lavoro”.

Circa 10 anni il sig. Fedele riceve il “riconoscimento dell’invalidità civile pari al 75% con un riconoscimento economico di € 260,00 mensili, non sufficienti neanche per sostenere il costo delle medicine”. “Non potendo vivere con € 260 ho lavorato per alcuni anni presso un’impresa edile con la mansione di guardiano di notte, il mio compito era quello di vigilare sui furti alle pale eoliche”. “Non essendoci un rifugio dove potermi riparare ero costretto a passare l’intera notte in macchina anche durante l’inverno con temperature molto basse. Ho chiesto all’azienda di cambiarmi di mansione facendomi lavorare di giorno nel cantiere, ma l’azienda purtroppo viste le mie condizioni fisiche non potendo svolgere lavori pesanti mi ha risposto che non aveva nulla e sono stato costretto a lasciare il lavoro”.

Dopo il periodo di disoccupazione il sig. Fedele viene chiamato a lavorare, “dopo circa 15 anni di iscrizione nella graduatoria del provveditorato agli studi di Foggia, CSA”, come collaboratore scolastico, “nel frattempo avendo maturato i requisiti per chiedere all’inps la pensione di invalidità ho fatto domanda”.

Ma l’Inps respinge la domanda di invalidità al sig. Fedele “in quanto la dottoressa nel suo verbale di accertamento ha scritto che non vi era incompatibilità tra la mia patologia e il lavoro da collaboratore scolastico, trascurando un piccolo particolare importante, che avevo ricevuto l’incarico dal provveditorato quell’anno e solo per 6 mesi. L’anno successivo sono stato chiamato dalla scuola con un contratto di 8 mesi , il terzo per 11 mesi il tutto in 2° fascia”.

“Finalmente sono riuscito a passare in 1° fascia, pensavo che le cose si stessero mettendo per il meglio, ma non avevo fatto i conti con il ministro Germini e i suoi tagli alla scuola e così da allora sono 2 anni che il provveditorato agli studi non mi da alcun incarico. Ho anche il riconoscimento della legge 104 e pertanto sono iscritto nella riserva, ossia la graduatoria con diritto di precedenza che prevede l’inserimento ogni 8 chiamate di 1 disabile, ma nella graduatoria con la legge 104 c’è l’art. 33 che prevede la precedenza per coloro che fanno assistenza ai familiari, pertanto queste persone pur non essendo disabili riescono ad avere l’incarico e poi non lavorano. Inoltre l’art 33 della 104 prevede il diritto di precedenza nel comune di residenza mentre al disabile con la 104 si applica l’art 29 ossia la disponibilità ad andare lì dove c’è un posto vacante”.

“Come è possibile che io che ho grandi difficoltà di movimento fisico devo fare chilometri per andare a lavorare? Dove sono i miei diritti? Le mie condizioni fisiche non mi permettono di svolgere un qualsiasi altro lavoro e tutto ciò mi provoca grande tensione nervosa che peggiora il mio stato. Ciò che chiedo allo stato è semplice o la possibilità di lavorare oppure il riconoscimento della pensione. Per tutti questi motivi chiedo il vostro intervento per denunciare il mio profondo disagio”.


n.marchitelli@statoquotidiano.it

Fedele: “Affetto dal morbo Crohn, ogni giorno macino chilometri per lavorare” ultima modifica: 2011-10-14T19:10:00+00:00 da Redazione



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Commenti


  • nicola

    lo Stato deve tutelare chi ne ha bisogno e vedere le cose giuste,no a MODO LORO……..


  • Antonello

    Ciao Fedè, come promesso, ho letto la tua lettera. Purtroppo siamo sempre alle solite, spero che qualcuno si metta una mano sul cuore e ti dia ascolto perchè, conoscendoti di persona, te lo meriti. In bocca al lupo per la tua battaglia…


  • Giovanna

    Ciao Fedele, sono passati degli anni dalla pubblicazione della tua lettera. Spero davvero che qualcosa sia cambiato. Anche io ho la tua stessa patologia, diagnosticata da 10 anni (e ne ho 31), e ho i segni di tre interventi addosso. Coraggio Fedele, facciamoci forza tra di noi. E incrociamo le dita 🙂


  • ELVIRA

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