Manfredonia

Inceneritore, Garavaglia: “emissioni diossine? Irrilevanti” (I DATI)

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Inceneritore, modifiche “non sostanziali” a impianto (DATI-EMISSIONI)

Manfredonia – “QUESTO sistema – come per il ‘gemello’ a Massafra, che utilizza la stessa tecnologia –
consente di mantenere le emissioni di diossine a livelli irrilevanti”. E’ quanto scrive l’ingegnere Roberto Garavaglia dell’E.t.a., in una nota protocollata il 19 luglio 2012 ed inviata alle diverse autorità e istituzioni del territorio: Arpa, Asl, Comuni di Foggia, Cerignola e Manfredonia, Responsabile Unico del Contratto d’Area, Prefettura, Consorzio per la Bonifica della Capitanata, Autorità di Bacino. Oggetto: comunicazioni “as built” (esecutive) sull’impianto dell’ETA (Energie Tecnologie Ambiente Spa) del Gruppo MarcegagliaEuroenergy Group, gestore – come per Cutro (Kr), Massafra (TA) – dell’Impianto di produzione di energia elettrica da CDR (Combustibile derivato da Rifiuti) ubicato nel Comune di Manfredonia, in contrada Paglia. Si ricorda che l’E.t.a. srl ha goduto (da qui la nota inviata anche al responsabile del CdA, vale a dire il sindaco di Manfredonia) di 34.370 (in migliaia di euro) di investimenti ammessi a contributo, 15.162 (m/€) di contributi Cipe, essendo rientrata fra le aziende che hanno sottoscritto il 2^protocollo aggiuntivo del patto territoriale.


“Modificazioni ‘esecutive’ non costituiscono modifica sostanziale”.
E’ il responsabile legale dell’E.T.A., Ing.Roberto Garavaglia a comunicare le “modificazioni esecutive dell’impianto realizzato (precisando “che non costituiscono modifica sostanziale” ex. art.n.29-nonies comma 1 del D.Lgs. 152/06) nell’ambito del programma delle attività di allineamento e collaudo.

Nella nota – “al fine di comprendere le modificazioni esecutive che non comportano variazioni delle caratteristiche e delle prestazioni dell’impianto, nè tanto meno, dei livelli di emissione” – l’Ingegnere Garavaglia indica i dati salienti dell’impianto (“già oggetto di valutazione di impatto ambientale con provvedimento conclusivo n.129/2009 determinzioni Regione Puglia).

Dati salienti impianto: superficie totale occupata: 268.880 mq per un volume totale pari a 77.571,10 mc; superficie coperta: 8.936,24 mq: superficie scoperta impermeabilizzata (viabilità e parcheggi) 42.200 mq.


La centrale termoelettrica, alimentata a CDR (combustibile derivato da rifiuti) e da altri rifiuti a biomasse (..) avrà le seguenti principali prestazioni: potenza termica nominale: (a 20 gradi) 61,9 MW; potenza elettrica nominale: 16,8 MWe; potenza ausiliaria: 2,8 MWe; tensione di rete: 150Kv; ore di funzionamento: 7.500; producibilità media lorda annua: 126 Gwh/anno; capacità nominale: 13,1 ton/h di CDR.

“L’impianto è composto da un sistema di ricevimento, stoccaggio e movimentazione del combustibile, sistema di combustibile, sistema di combustione a letto fluido bollente e generatore di vapore, ciclo termico con turbina a vapore, sistema di raccolta, stoccaggio ed evacuazione delle ceneri, sistema di trattamento dei reflui di processo, sistema elettrico, sistema di automazione e servizi ausiliari”.

Italia, Marcegaglia Energy, impianti (ST@)

Descrizione sintetica del ciclo produttivo. “La centrale di Manfredonia – scrive l’ingegnere Garavaglia – è stata progettata per valorizzare energicamente il Combustibile derivato da rifiuti (CDR). Il CdR il prodotto di trattamento a cui sono sottoposti i rifiuti solidi urbani rimanenti dalle operazioni di raccolta differenziata e differenziazione. Oltre al CDR, la Centrale è autorizzata per un massimo del 20% della sua capacità alla valorizzazione di biomasse, in particolare residui di prima lavorazione del legno, residui di origini forestale e residui legnosi di origine agricola o provenienti da raccolte differenziate”. “L’impianto di tecnologia all’avanguardia (BAT, ossia ‘migliore tecnologie disponibili indicate dall’UE’) consente all’impianto di Manfredonia di avere prestazioni elevate in termini di efficienza, a fronte di un impatto ambientale molto diretto”.

COMBUSTIONE. Il processo di incenerimento avviene mediante un combustore “a letto fluido”, particolarmente indicato per il trattamento del CDR poiché consente di avere un’elevatissima efficienza di combustione (oltre il 99% dell’energia introdotta viene utilizzata grazie al controllo contemporaneo di temperature, turbolenza e tempo di permanenza dei prodotti di combustione”) sia un’elevata stabilità di combustione ) poichè il letto agisce da accumulatore termico”.

TRATTAMENTO DEI FUMI. “Il trattamento dei fumi all’interno della camera di combustione, la riduzione degli ossidi di azoto, è assicurata da una tecnolologia specifica (sistema SNCR – Selective Non Catalytic Reduction) applicata con l’aggiunta di ammoniaca idrata, mentre l’abbattimento degli ossidi di carbonio e del carbonio organico totale è reso possibile dal mantenimento dei tempi di residenza dei fimi a temperature controllate”. “La rimozione finale degli inquinanti acidi e dei metalli pesanti e la depolverazione dei gas di combustione avvengono nel sistema del trattamento dei fumi collocato a valle della caldaia”. “Questo sistema – scrive l’ingegnere Garavaglia – prevede l’inserzione di un reattore di bicarbonato di sodio e di carboni attivi, utili a rimuovere i microinquinanti eventualmente presenti”. “Questa fase si completa con l’eliminazione del particolato in un filtro a manica, con rendimento di abbattimento pressochè totale (99,9%)”. “In questa stessa sezione avviene anche il completamento dell’assorbimento di eventuali gas acidi, in coda alla depurazione dei fumi è stato aggiunto un sistema di identificazione SCR che – oltre al sistema SNCR previsto in caldaia – consente una riduzione degli ossidi di azoto”. “La temperatura di combustione è mantenuta sempre sopra gli 850 gradi molto al di sopra del range (compreso tra 250^ e 600^) in cui le diossine sono in grado di formarsi“. “Questo sistema consente, come per il gemello a Massafra, che utilizza la stessa tecnologia, di mantenere le emissioni di diossine a livelli irrilevanti”.

Le modificazioni “as built” non hanno comportato variazioni della superficie complessiva dell’impianto nè vi sono state altre modifiche sostanziali”. “Il quadro delle emissioni autorizzate, con DD AIA n.437/1010, rimane inalterato”. “Gli interventi esecutivi – scrive e conclude l’ingegnere Garavaglia – permetteranno una migliore gestione dell’impianto”.

Fra gli elaboratoti tecnici presentati a supporto della documentazione: – DD VIA Regione Puglia 129/2009; Studio idrogeologico ed idraulico relativo alla idrografia superficiale ing. Salvatore Vernole 2011; Autorizzazione Provincia Foggia settore viabilità 55/2012; DD sviluppo economico della Regione Puglia n.194/2012


Note.
In base ad una raccolta dati, l’inceneritore potrebbe, dovrebbe partire con le ecoballe di Massafra. Ma non ci sono certezze a riguardo.


INCENERITORE MARCEGAGLIA: FOCUS; I DUBBI, I RICORSI DELLE ASSOCIAZIONI


INCENERITORE; ASSOCIAZIONE; DIECI DOMANDE A SINDACO DI MANFREDONIA

TIPO ED ENTITA’ DELLE EMISSIONI (DA PAR.8 DD AIA 437/2010)



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Commenti


  • antonio delle bombole

    E le assunzioni caro ingegnere come sono state fatte?


  • matteo

    Vergogna l’inceneritore dista 40 km da manfredonia è inquina !!! Poi fate pure le sfilate no triv… incoerenti!


  • Galgano

    In poche , sintetiche e comprensibili parole come dicono i Nonni chiedi a l’acquaiolo se l’acqua è fresca?
    I controlli li devono fare gli altri enti e non il controllato stesso.Vedremo…


  • Roberto

    Qualche tempo fa una famosa oncologa confermò che nei centri cittadini nei pressi degli inceneritori si registrano una deciso aumento di casi di tumori delle vie aeree. Renzi, presente al dibattito in tv, diede alla dottoressa della “terrorista”. Per gentilezza, non prendete in giro la nostra intelligenza dopo aver rempito i politici locali con i soldi dell’Unione Europea destinate alle energie rinnovabili. Anche Niki Vendola, qualche mese fa, aveva assicurato che, grazie al suo intervento, l’ILVA di Taranto aveva smesso di essere pericolosa. La cosa più divertente è che queste assicurazione arrivi da un ingegnere stipendiato dalla proprietà stessa e non da un gruppo di medici indipendenti. Ma a chi volete darla a bere?

  • Guardate questo video, così funzionano i dati dell’ARPA rispetto all’inceneritore “gemello”: http://www.youtube.com/watch?v=J2g_GXELrYk


  • Ines

    NOTE: è ovvio che un termovalorizzatore operi a 850 °C e non a 400-600 gradi, altrimenti si sarebbe chiamato “pirogassificatore” o ancora meglio – ma ancora in fase di sperimentazione su scala industriale – pirolisi. La differenza tra le due tecnologie sostanziale più che sulla temperatura è sulla concentrazione di ossigeno immesso necessario alla combustione e valorizzazione del PCI del Cdr. La pirolisi ad esempio avviene in totale assenza, ed è di qui che le diossine non si formano.
    ciao
    I.

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