Manfredonia

Mons. Russo, preoccupazione a San Giovanni

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Monsignor Michele Russo durante la presentazione del progetto Una scuola nel Ciad all'interno dell'Aula consiliare del Comune di Manfredonia (st@)

San Giovanni Rotondo – PREOCCUPAZIONE a San Giovanni Rotondo (Fg) per la sorte di Monsignor Michele Russo, il Vescovo di origine sangiovannese, dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni R. espulso dalle autorità del Ciad per aver criticato l’iniqua gestione dei proventi del petrolio nel Paese durante un sermone radiofonico. Al vescovo italiano il governo del Ciad ha dato una settimana di tempo, a partire dal 14 ottobre, per lasciare il Paese.

L’Amministrazione Comunale di San Giovanni Rotondo si è subito prodigata per avere notizie sulle condizioni del prelato. Da fonti vaticane e dalla Farnesina fanno sapere che Mons. Russo si trova in un luogo sicuro, sta bene ed ha già rassicurato la sua famiglia sulle sue condizioni. “La vicenda del nostro concittadino Mons. Michele Russo ci lascia alquanto sconcertati”, ha dichiarato il Sindaco di San Giovanni Rotondo Luigi Pompilio. “E’ assurdo che una persona del suo carisma, da ben 22 anni al servizio delle popolazioni povere di quel pezzo d’Africa, debba subire un trattamento del genere per il solo fatto di aver raccontato la verità sugli interessi che gravano attorno all’estrazione del petrolio in Ciad. Siamo vicini al nostro concittadino Mons. Russo, auspicando che si giunga rapidamente ad un epilogo positivo della vicenda”.

Ciad e petrolio.La Repubblica del Ciad è uno Stato dell’Africa Centrale che confina a nord con la Libia, a est con il Sudan, a sudovest col Camerun e la Nigeria, ad ovest col Niger ed a sud con la Repubblica Centrafricana. Ha una popolazione di 11.175.915 abitanti per una densità di 8,7 ab/km2.

L’economia del Ciad è stata lungamente handicappata dalla sua posizione geografica, comunicazioni interne povere, alti costi di energia, scarse risorse idriche ed una storia di instabilità. Fino ad ora, il Ciad ha contato sull’assistenza straniera e capitale straniero per molti settori per progetti di investimento pubblici e privati, ma il petrolio trasformerà e sta trasformando le finanze del Governo.

Dalla raccolta dati, un consorzio, legato alla compagnia Exxon-Mobil (US), e con la partecipazione di Chevron-Texaco (US) e Petronas (Malesia), ha investito $3.7 miliardi di dollari per sviluppare le riserve di petrolio a 1 miliardo di barili (0.2 km&sup3) nel sud del Ciad, ed il Ciad è diventato un paese con la produzione di petrolio nel 2003, con il completamento delle condutture (finanziate in parte dalla Banca Mondiale) collegando i suoi giacimenti di petrolio del sud ai terminali sulla costa atlantica grazie al vicino Cameroon. Il Ciad spera di evitare lo spreco e la corruzione visto in altri paesi africani produttori di petrolio. Come una condizione della sua assistenza, la Banca Mondiale ha insistito su una nuova legge che richiede che l’80% dei redditi dal petrolio estratto sarà speso su progetti di sviluppo. Questa condizione è stata rimossa dalla stessa World Bank dopo che il presidente Deby aveva minacciato di chiudere i rubinetti di Elf ed EXXON, nel giugno 2006. Il dittatore appena riconfermato con elezioni indecorose aveva appena subito una ribellione guidata dal suo stesso gruppo etnico. La ribellione, repressa con l’aiuto di militari francesi, ha provocato ondate di profughi verso i paesi vicini. Questo non ha impedito ad EXXON, Elf, Banca Mondiale e Cina di accordarsi con la dittatura per il raddoppio delle estrazioni petrolifere.

Ulteriori riserve di petrolio esisterebbero all’interno del paese, in aggiunta ai campi petroliferi già sfruttati.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Grazie Stato Quotidiano

    Questo pastore merita molto rispetto.
    In Africa le risorse del petrolio sovente vengono destinate a tutto tranne che al benessere del popolo sovrano. Fulgido esempio di come un uomo di fede metta a repentaglio la propria vita al servizio della verità e della giustizia sociale.

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