Lavoro

Assunzioni “under 30”, già 9.500 domande per gli incentivi Governo

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Roma – SONO 9.500 le domande presentate all’INPS per ottenere i benefici per l’assunzione dei giovani sotto i 30 anni previsti dal “decreto Giovannini”, diventato legge ad agosto. L’81% riguarda nuove assunzioni, il 19% la conversione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

CIRCOLARE INPS
http://www.governo.it/backoffice/allegati/73029-8948.pdf

Redazione Stato



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  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Se il lavoratore è “lento”, può essere legittimo il licenziamento!

    La lentezza nell’attività lavorativa e l’insubordinazione legittimano il licenziamento del lavoratore: tale comportamento, infatti, interrompe il vincolo fiduciario con il datore di lavoro.

    Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recentissima sentenza . (Cass. Sent. n. 23172 dell’11.10.2013)

    La Suprema Corte ha così ritenuto legittima la cessazione del rapporto di lavoro, dovuta alle manchevolezze del lavoratore, alla scarsa efficienza e affidabilità, in quanto idonei a compromettere il rapporto fiduciario tra le parti.

    Nel caso di specie, l’attività del dipendente era caratterizzata dalla lentezza nell’assolvere i compiti assegnatigli, frequenti irreperibilità, rifiuto di usare il computer, incapacità di lavorare in gruppo, inosservanza della sanzioni disciplinari ricevute.

    Si è sempre discusso sulla legittimità del licenziamento per scarso rendimento, in quanto non sempre è facile stabilire se la insufficiente produttività del dipendente sia dovuta alla mancanza di impegno oppure a fattori contingenti, che vanno al di là delle singole capacità. In linea generale, ciascuna prestazione lavorativa deve essere eseguita con la professionalità e la diligenza richieste dal tipo di attività svolta.

    Per dimostrare le manchevolezze del dipendente, è necessario individuare dei parametri in merito alla prestazione che il datore di lavoro può legittimamente esigere. Ciò è possibile tramite l’analisi delle prestazioni medie dei lavoratori adibiti alle medesime mansioni: attraverso questa valutazione, si può dimostrare, in via presuntiva, la negligenza del lavoratore, risultante dalla sproporzione tra gli obiettivi fissati nei programmi di produzione e quelli effettivamente raggiunti.( in tal senso vedasi anche Cass. Sent. n. 6747 del 3.05.2003.)
    Foggia, 15 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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