ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Nicola Ciociola

Cronistoria disinquinamento arsenico dopo scoppio del 26.09.1976 (IV)


Di:

Manfrddonia. Con il succedersi delle riunioni del Comitato Tecnico-Scientifico si ha modo di notare quante difficoltà si incontrarono rispetto alla metodica di intervento per il disinquinamento.

Intanto, nel pomeriggio dell’ 1.10.1976, alle ore 16,00, riprendevano i lavori del Comitato che” …esaurite le discussioni e le proposte, superate le difficoltà di ordine tecnico-scientifico e pratico, confrontate e scelte le soluzioni più idonee per ogni problema prospettato o sorto, CONCORDA, quanto segue:
1)-Suggerire che tutta la produzione ortofrutticola ed il materiale erbaceo in genere (frutta, verdura, ortaggi, erbe, ecc.), nonché quella di particolare valore(mandorli, olivi, ecc.) esistente nell’area o zona B delimitata come inquinata, deve essere distrutta, vietando così, la commercializzazione ed il consumo;
2)-scegliere la localizzazione ed il procedimento dell’intero disinquinamento, come segue:
a)-lavaggio di tutti gli alberi inclusi nel perimetro della zona inquinata ed opportunamente perimetrata, con acqua e soluzione ferrica; si procede con soluzione sottostante al lavaggio con acqua dell’albero;
b)-per le zone di terreno non di uso continuo della popolazione dove l’ arsenico non supera:
– 200 (duecento) milligrammi per mq. = nessuna bonifica;
– da 200 a 2000 (duemila) milligrammi per mq. = insolubilizzazione;
– oltre 2000 (duemila) milligrammi per mq. = asportazione, fatta eccezione per i soli terreni a coltura legnosa legnosa specializzata.

Nella zona del punto dove non occorre alcuna bonifica deve essere sempre esercitato il controllo quale zona inquinata:
3)-disporre la recinzione al limite di di 1000 (mille) milligrammi per mq. Per Kg. Arsenico totale;
4)- assumere come metodo di prelievo dei campionamenti quello di Seveso, su proposta del prof. FOA’, con accorgimenti, consistente “”Su reticolo quadrigliato ad assi ortogonali con distanza di mt. 150 da un punto al successivo di prelievo, o distanze pari a multipli di 150 mt., in fase iniziale.
TERRENO: per ogni campione di terreno prelevare tre lotti ai vertici di un triangolo equilatero, di un metro di lato, corrispondenti ciascuno ad almeno 100 (cento) cmq. Di superficie in proiezione e profondi 7 (sette) cm. Riunire per le analisi due dei tre campioni e conservare il terzo come testimone.
I campioni vanno conservati in sacchetti di plastica.

VEGETALI: Prelevare tutti i vegetali sovrastanti ad una superficie di terreno di almeno 400 (quattrocento) cmq. Aumentare di quanto necessario la superficie in funzione della dimensione dei vegetali-Conservare i campioni in sacchetti di plastica.

I campioni di terreno devono comprendere la vegetazione erbacea, se prelevati sotto un albero od altri vegetali devono essere accompagnati dal campione del corrispondente vegetale.
TERRENI ROCCIOSI: Prelevare tutto il terreno ed i piccoli sassi da una superficie determinata e completare il prelievo strofinando con una carta da filtro o batuffolo di cotone imbevuto di acqua leggermente acidulata.
ABITAZIONI, OPIFICI, ECC. : per superficie piane impermeabili lavare accuratamente con carta da filtro o batuffolo di cotone imbevuto di acqua acidulata;
PER SUPERFICI POROSE: Asportare lo stato superficiale per una profondità sufficiente per asportare tutto l’ arsenico eventualmente depositato ( intonaci, tufo, muro di cotto, ecc.). Per entrambe i casi misurare con cura la superficie dalla quale è prelevato il campione.
Saranno prelevati anche campioni di acqua da pozzi o cisterne a cielo aperto, misurandone la superficie””.
A questo punto l’ ing. MAZZANTI dell’ENI propone che al disinquinamento provveda direttamente o a mezzo di su-appalto l’ ANIC( come ad esempio a mezzo di ditta inglese altamente specializzata).

I Sindaci dei Comuni di Manfredonia e di M.S. Angelo si dichiarano d’ accordo, a condizione che i lavori di disinquinamento avvengano sotto il controllo pubblico e cioè dei due Comuni interessati, che rispettivamente rappresentano.
Il prof. PASSINO ritiene che sia opportuno che si provveda ad affidare il sub-appalto dei lavori a ditte italiane, onde evitare i riflessi sfavorevoli all’ estero.
Il prof. FOA’ ed i rappresentanti della FULC ( nazionale e provinciale) e del C.R.D. (centro di ricerche e documentazioni rischi e danni del lavoro dei patronati sindacali CGIL- CISL – UIL) concordano con la posizione del prof. PASSINO -Conseguentemente:
5)- esprimere parere favorevole perché le operazioni di disinquinamento siano condotte dall’ANIC direttamente od a mezzo di ditte italiane, sotto il controllo e la direzione dei Comuni di Manfredonia e M.S. Angelo;
6)-consentire il traffico veicolare sulla statale 89 “garganica” che attraversa la zona inquinata, con la raccomandaziione ai conducenti di tenere chiusi i vetri e le prese d’aria delle macchine, segnalando il pericolo di contaminazione da arsenico con cartelli stradali distanziati a 200 mt. E divieto di sosta, previo lavaggio della strada con soluzione insolubilizzante.
Successivamente il Comitato dopo la conversazione telefonica con la prof.ssa CERQUIGLINI Susanna, esperta del Ministero della Sanità, la quale fa presente di trattarsi di arseniato di potassio e quindi, di essere sufficienti il disinquinamento mediante lavaggio con acqua di tutti gli alberi e trattamento del suolo con solfato ferrico;
Precisato da parte del dott. PEPE che trattasi anidride arseniosa;
Preso atto delle perplessità del prof. PASSINO sulla solubilità dell’ arsenito;
Posti alcuni dubbi di carattere chimico, in virtù dei quali è stato pregato il dott. Baldassarre PEPE del laboratorio provinciale di igiene di Foggia di condurre alcuni esperimenti preliminari al fine di stabilire se gli arseniti di ferro siano o meno solubili e, dopo aver prelevato un campione del materiale fuoriuscito dalla colonna di lavaggio ANIC, di determinare la percentuale di prodotto ossidato per azione dell’idrogeno atmosferico occorso dalla data dell’incidente ad oggi.
Ascoltata la relazione del predetto prof. Baldassarre PEPE sullo esperimento ed il risultato, il quale da lettura di una dichiarazione scritta del seguente tenore: “”Il sottoscritto dott. PEPE Baldassarre in seguito ad incarico ricevuto dalla Commissione per il disinquinamento da sali di arsenico dell’area interessata sui Comuni di Manfredonia e M.S. Angelo si è recato presso i laboratori dell’ANIC per effettuare prove sul reale stato di ossidazione dell’arsenico.
La prova eseguita in laboratorio con soluzioni in acqua della polvere di sali di arsenico esistente ancora sugli anelli Rosting esistenti alla base della colonna di assorbimento scoppiata ha dato i seguenti risultati:
1)-Soluzione acquosa + nitrato di argento = precipitato giallo di arseniato di argento;
2)-Soluzione acquosa + acqua ossigenata + nitrato di argento = precipitato rosso marrone di arseniato di argento.

Dalla prova eseguita si deduce pertanto per il sale di arsenico presente nel terreno fino ad oggi 1 ottobre 1976 si trova prevalentemente sotto forma disale di arsenico trivalente””.
In base ai risultati predetti, DECIDE, di aspergere tutto il terreno inquinato superiore a 200 (duecento) milligrammi per mq. Con irrorazione di di solfato ferrico e cloruro di calce -Ca(OCl)2-si provvede aspergendo prima il cloruro e dopo un ora il solfato ferrico.
Gli alberi andranno lavati con acqua, dopo che il terreno sottostante è stato trattato come prima.
Si consiglia che la soluzione di cloruro di calce sia non inferiore al 10% (dieci per cento) e la soluzione di solfato di ferro contenga ione ferro 10 (dieci) volte superiore alla qualità di arsenico riscontrato sul terreno, sulla base delle prime determinazioni fino ad ora effettuate.
Si chiede al laboratorio di ricerche sulle acque di Bari di eseguire prove di simulazione in permeametri. IL COMITATO ritiene necessario vietare la pesca di tutti gli organismi acquatici fino ad un miglio dalla costa ed a diverse profondità. Poi sistemare sotto le boe dei filtri di cozze alle stesse distanze precisate prima per i prelievi e nelle vicinanze delle bolle sorgive sottomarine.
Quanto sopra, sotto la responsabilità direzionale dell’Istituto di biologia marina di Bari con stretta sorveglianza e cura della Capitaneria di Porto.
Per le falde idriche ed i loro scarichi a mare ravvisa l’ opportunità di procedere a campionamenti in tutti i pozzi o cisterne esistenti nella zona.
Analogo campionamento va effettuato alle sorgenti costiere, previo censimento delle stesse.
A ciò si provvederà, a cura dell’istituto di geologia applicata e geotecnica della facoltà di ingegneria dell’Università di Bari”.

La seduta del Comitato viene tolta alle ore 20, 30.

Questo affannarsi da parte dei tecnici dimostra di trovarsi di fronte ad caso di inquinamento ambientale assai originale ed unico. Mai in altro posto, infatti, si era verificato un incidente di sversamento d’ arsenico in così consistente quantità.
(continua)

Dott. Nicola CIOCIOLA

Cronistoria disinquinamento arsenico dopo scoppio del 26.09.1976 (IV) ultima modifica: 2017-10-14T18:49:01+00:00 da Redazione



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