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Probabilmente la Regione Puglia non ha tenuto conto che molte biblioteche “private” sono in realtà pubbliche per essere riferimento altamente qualificato per studiosi

“San Matteo”, discriminate anche per le biblioteche

L’auspicio è pertanto quello di una più attenta considerazione di talune realtà culturali ricchezza e vanto del territorio che non possono essere umiliate e discriminate in modo così grossolano ma tutelate e supportate con opportuni interventi


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San Marco in Lamis. Che anche le biblioteche potessero rientrare tra le categorie soggette a discriminazione non si era ancora sentita. A colmare questa…lacuna ci ha pensato la Regione Puglia che ha stabilito, per l’appunto, una discriminante tra biblioteche pubbliche e private ancorché queste ultime di interesse pubblico. E’ il caso della biblioteca “P. Antonio Fania” del convento S. Matteo di San Marco in Lamis, fondata nel 1905, dichiarata nel 1984 dalla Regione Puglia Biblioteca di interesse pubblico, dotata di oltre centomila volumi e di molto altro.

Nel giugno scorso l’ente regionale ha pubblicato l’avviso pubblico “Community Library, Biblioteche e comunità: essenza del territorio, innovazione, comprensione nel segno del libro e della conoscenza”. Una iniziativa più che lodevole finalizzata a supportare e sviluppare quelle centrali del sapere che custodiscono lo scibile umano. Che ha però un neo, un grosso handicap, quello di essere rivolta alle biblioteche pubbliche escludendo dai benefici previsti le biblioteche private e quindi anche quelle ecclesiastiche. A meno che queste ultime non si avvalgano di un ente pubblico (Università, Provincia, Regioni, scuole pubbliche, eccetera) attraverso il quale richiedere i finanziamenti previsti. Un intermediario, insomma, che faccia da garante per dieci anni durante i quali il patrimonio librario oggetto degli interventi previsti dal bando, dovrà essere “detenuto” dall’ente beneficiario del finanziamento, l’intermediario, il quale lo affiderà a un “gestore” da esso identificato. Si tratta, in concreto, di migliaia di volumi la gran parte di grandissimo valore storico-letterario che verrebbe affidato ad un gestore terzo diverso dall’ente proprietario e dall’ente beneficiario.

A parte il richiamo ad una figura, l’intermediario, alquanto ambigua, e l’incerto meccanismo inerente alla “detenzione” dei volumi e al loro affidamento ad un “gestore” (con una propria idonea struttura?) con estromissione del proprietario dei volumi, c’è da chiedersi se vale la pena attivare tale giro fittizio e surreale solo per tenere fuori le biblioteche private col rischio molto verosimile di compromettere la incolumità e la conservazione di una dotazione libraria? Nessun cenno è infatti riferito alla sicurezza dei beni, alle garanzie, alle competenze tecniche e culturali del “gestore”.

Probabilmente la Regione Puglia non ha tenuto conto che molte biblioteche “private” sono in realtà pubbliche per essere riferimento altamente qualificato per studiosi, ricercatori, o semplici lettori. Come per l’appunto è la Biblioteca di San Matteo, una istituzione che va ben oltre il riferimento ecclesiastico per essere di fatto frequentata assiduamente da professori universitari, laureandi, ricercatori di diverse Università e Istituti italiani ed esteri, con una rilevante produzione di libri e ricerche come si può verificare dalla “Mappa” della Biblioteca e dal notiziario annuale delle attività svolte entrambi visibili anche sul sito web www.bibliotecadanmatteo.eu (mail biblioteca.sanmatteo@libero.it).

L’auspicio è pertanto quello di una più attenta considerazione di talune realtà culturali ricchezza e vanto del territorio che non possono essere umiliate e discriminate in modo così grossolano ma tutelate e supportate con opportuni interventi.

(A cura di Michele Apollonio, Manfredonia)

“San Matteo”, discriminate anche per le biblioteche ultima modifica: 2017-10-14T09:34:02+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giuseppe

    Il 29 luglio scorso incontrai Magdi Allam in occasione della presentazione del suo libro Io e Oriana alla biblioteca del Convento e fu una scoperta anche per me.


  • Michele Ferri

    La Biblioteca del Convento di San Matteo, egregiamente diretta da padre Mario Villani, che si avvale di un nutrito gruppo di studiosi e collaboratori, è una realtà di prima grandezza, per la conservazione di decine di migliaia di rari volumi (accuratamente inseriti nel catalogo OPAC Sebina del sistema bibliotecario provinciale), per la qualità delle sue iniziative culturali, per la sua funzionalità e per il moderno servizio di lettura, consultazione e ricerca che offre liberamente a tutti i lettori.

    Mi sia consentito di esprimere la mia personale riconoscenza a padre Mario Villani per avermi permesso, nell’arco di un decennio, di consultare le pregevoli raccolte di volumi e opuscoli del fondo di storia locale, da lui e dai suoi collaboratori ordinate e catalogate.

    La Biblioteca di San Matteo, patrimonio dei Frati Minori, al pari di quelle dei Cappuccini di Foggia e di San Severo, e di quelle diocesane sono aperte a tutti i lettori, laici e religiosi, e svolgono con pochi mezzi e tanta buona volontà e abnegazione un ruolo essenziale nella promozione della cultura e della conoscenza nel nostro territorio.

    Si tratta di una istituzione che svolge un servizio pubblico a tutti gli effetti e che si è distinta per le sue numerose iniziative editoriali, oltre che per i suoi convegni di studio e le mostre storico-culturali.

    La Biblioteca di San Matteo merita di essere premiata. Altro che essere discriminata.

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