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“Natale Penati, pittore milanese nella Cattedrale di Manfredonia”


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Manifesto presentazione volume LXX anniversario dipinti NP (st)

Manfredonia – PRESENTATO il volume celebrativo del LXX^ anniversario Dipinti di Natale Penati nella Cattedrale di Manfredonia. Natale Penati da Milano è uno dei più autorevoli autori di affreschi in Chiese del Gargano negli anni 1933-1941.

“Fare memoria di un artista significa rendere omaggio non solo alle sue doti artistiche ma anche a coloro che hanno permesso la realizzazione di opere così insigni – dice dr. Roberto Penati, nipote del pittore Natale Penati – Vogliamo allora ringraziare tutte le Autorità Religiose che si sono succedute alla Cattedra Vescovile della Diocesi Sipontina, a partire da Mons. Andrea Cesarano, (principale fautore del progetto di restauro della Cattedrale di Manfredonia nel 1940-1941) a Mons. Valentino Vailati e Mons. Vincenzo D’Addario, (che hanno realizzato i due restauri conservativi del 1973 e del 1997), a Mons. Domenico D’Ambrosio per giungere sino all’attuale Arcivescovo Mons. Michele Castoro, che ha contribuito ai più recenti restauri dei dipinti della Cattedrale. Un grazie deve essere rivolto anche alle Autorità Civili presenti e soprattutto alla popolazione di Manfredonia che con il loro concreto contributo hanno reso possibile l’attuazione di opere così imponenti e che oggi possiamo ammirare nel loro autentico splendore. Così si esprimeva il giornale “Il Popolo di Roma” del 31 dicembre 1941: “Manfredonia 30 dicembre. Dopo due anni di intensi lavori è stata riaperta al culto della cittadinanza la nostra Cattedrale dedicata a San Lorenzo Maiorano. La bella commovente cerimonia è stata onorata dalla presenza dell’Eccellenza Dolfin, Prefetto di Foggia. Tutta la nostra popolazione è accora alla sua Chiesa Madre che l’amore e lo zelo dell’Eccellenza Cesarano, Arcivescovo di Manfredonia ed Amministratore di Vieste, hanno voluto completamente restaurata”. “Non essendo più decenti le condizioni del maggior tempio di Manfredonia per iniziativa dell’Arcivescovo Cesarano nel 1939 il Tempio è stato chiuso al culto per procedere a vasti lavori di restauro che hanno dato alla chiesa un decoro degno della sua alta importanza storica e della sua missione spirituale. Opere queste di grande mole consistenti in natura muraria ed in vasti affreschi, questi ultimi occupando oltre tremila metri quadrati di pareti e di volta, con una grande potenza suggestiva per la gamma coloristica in essi trasfusa dal pittore Natale Penati di Milano. La sacra espressione dei volti, la gamma coloristica fanno di queste pitture delle autentiche opere d’arte, nelle quali il pittore ha profuso tutta la sua squisita sensibilità e tutta la sua incomparabile perizia”.

Nella ricorrenza del 70°anniversario dei dipinti che avviene quest’anno 2011, si è pertanto pensato di dare vita ad un’iniziativa editoriale che potesse lasciare una significativa traccia di riferimento nella secolare tradizione storica della Cattedrale Sipontina. Abbiamo quindi unito la nostra volontà ed il nostro impegno con quello del Parroco della Cattedrale, Don Fernando Piccoli, che voglio di cuore ringraziare per la sua sensibilità e disponibilità a partecipare all’iniziativa, riuscendo così a portare a termine il volume che oggi presentiamo per la Vostra lettura. Con questa pubblicazione, si è voluto porre all’attenzione della gente comune e dei critici d’arte la figura e l’opera di un pittore che, attraverso l’espressione dell’arte sacra, ha saputo trasmettere ai suoi contemporanei ma anche a noi, uomini del XXI° secolo, quei valori imperituri di profonda umanità e di fede religiosa e artistica, che ognuno di noi continuamente è alla ricerca nella propria esistenza”.


“Non posso quindi nascondere l’emozione che provo nel ricordare quegli anni in cui mio nonno paterno, il pittore Natale Penati, è stato protagonista indiscusso in terra Garganica, definito dai suoi collaboratori “Maestro d’arte e di vita”, che attraverso la sua presenza di artista ha lasciato una viva memoria delle sue opere che hanno visto la loro massima espressione nei dipinti realizzati nella Cattedrale di Manfredonia. Come ho scritto nella presentazione del volume, “Quando nel 1970 sono entrato per la prima volta nella Cattedrale di Manfredonia accompagnato da mio padre Angelo, sono rimasto colpito, quasi attonito, dall’imponenza degli affreschi che ornavano le pareti, la navata e la volta dell’abside della Chiesa. Ogni dipinto era come il tassello di un mosaico, in una fantasia pittorica di scenari, figure e prospettive, di cieli, madonne, angeli e santi che si potevano osservare ovunque si volgeva lo sguardo. Un trionfo di colori e di luce che inondava l’animo in contemplazione di tanta maestosità e che sapevano trasfondere nel cuore quei sentimenti di fede e di devozione che la tradizione popolare ha saputo tramandare nel corso dei secoli. “Natale Penati da Milano” è la firma che appare sugli affreschi ed ora, a distanza di tanto tempo, potevo ammirare di persona l’opera che il pittore aveva realizzato, suscitando in me moti di commozione e, nello stesso tempo, di stupore e di gioia. Era arrivato in terra Garganica nel 1933, lui sconosciuto artista milanese, dopo aver vinto un concorso indetto per il restauro della Chiesa di Santa Maria delle Grazie in San Marco in Lamis. Venuto dalla lontana Lombardia, si era trovato immerso in un mondo che lo aveva subito affascinato ed il suo animo d’artista si era così potuto incontrare con la cordialità e la semplicità delle persone del luogo. Con diuturno impegno e grande capacità, lavorando con dedizione e serietà, seppe farsi apprezzare da tutti, e nuove opportunità gli si presentarono quando nel 1935 fu incaricato di affrescare diverse chiese in San Giovanni Rotondo, tra le quali la Chiesetta del Convento dei Frati Cappuccini dove conobbe Padre Pio da Pietrelcina, mantenendo con il Santo un rapporto di amicizia anche dopo il suo ritorno a Milano. Poi la grande opportunità. L’incontro con l’arcivescovo di Manfredonia mons. Andrea Cesarano, che nel 1939 affida all’artista il restauro della Cattedrale Sipontina, opera che impegnerà il pittore per circa due anni, sino alla fine del 1941. E fu trionfo, fu apoteosi.”

“Mi ha inoltre particolarmente colpito la testimonianza di un Vostro Sindaco il dr. Michele Magno che alla fine degli anni ‘80 scriveva dicendo che “Io conobbi Natale Penati nel l935, quando, subito dopo i lavori di restauro della chiesa Stella Maris di Manfredonia, distante pochi metri dalla mia abitazione, egli vi dipinse gli affreschi. Avevo diciott’anni. Per mesi e mesi trascorsi nella chiesa tutto il mio tempo libero, affascinato dal suo modo di disegnare e di dipingere, nonché attratto dalla sua bonarietà. Egli, prima tracciava a carboncino i contorni delle figure molto alla svelta, poi, con impressionante disinvoltura, dava i colori, delicati e riposanti, non sempre attenendosi ai disegni abbozzati. Ricordo che a uno degli angeli affrescati, inaspettatamente diede il volto di un giovane a lui molto caro – il manfredoniano Michele Renzulli – suo aiutante ed apprendista. Nella Cattedrale di Manfredonia vi sono affreschi dello stesso pittore, di notevole valore artistico e da cui traspare una imponente potenza suggestiva.

“Anche la persona meno esperta, è colpita dalla forza espressiva delle immagini, dal tono luminoso e distensivo dei colori, nonché dall’armoniosa composizione d’assieme dell’arte di Natale Penati”.
Anche lo stesso Michele Renzulli, che ho incontrato nel 1984, mi ha raccontato del rapporto privilegiato che aveva avuto con l’artista, ricordando il felice periodo trascorso con il pittore e di come avesse lavorato con lui come aiutante decoratore, in Cattedrale e nella Chiesa Stella Maris ed in diverse Chiese di San Giovanni Rotondo, definendolo “uomo buono, dalla personalità riservata, artista di valore e lavoratore assiduo, non amava vantare le proprie qualità artistiche ma con la sua arte sapeva realizzare degli autentici capolavori”.

“Un altro suo collaboratore tuttora vivente, Michele Caruso Senior, nel 1941 appena sedicenne, aveva collaborato con il pittore nell’esecuzione degli affreschi della Chiesa Madre di Rignano Garganico e per ricordare la sua figura di uomo e di artista ci ha lasciato un Memoriale dove descrive il pittore “come un padre” citando la sua massima di vita, il suo aforisma: “Per imparare l’arte della pittura bisogna amarla. Tu devi avere amore per il lavoro. Devi vivere dentro di te l’opera che stai realizzando”. Una lezione di vita in poche parole, dense di saggezza e di profondo realismo, dettate soprattutto dal cuore di chi aveva conosciuto il sacrificio e l’impegno della vita lavorativa ancora adolescente e che aveva saputo dare valore ai “veri valori” nei quali credeva fortemente: la famiglia, il lavoro, il suo animo ricco di fede”. “Certamente la presenza dell’artista è ancora viva in mezzo a noi e le testimonianze che continuamente raccolgo ogni volta che vengo in questa vostra città me ne danno la certezza, anche perché la Vostra Amministrazione Comunale ha voluto rendere omaggio all’artista intitolando un piazzale della Vostra città al nome di Natale Penati. Penso quindi che non vi sia circostanza migliore che prendere tra le mani questo volume, per poter meglio apprezzare i dipinti che il pittore ha realizzato nella Cattedrale”.

“Potrete allora vedere raffigurati i dipinti con alcuni particolari che mettono in risalto le qualità dell’artista. Vi troverete anche immagini a confronto tra come era la Chiesa prima e dopo i due restauri del 1973 e del 1997. Si è fatto riferimento alle tecniche utilizzate per eseguire i dipinti a guazzo, la preparazione delle pareti e dei colori di terra che venivano usati per dipingere le figure e gli sfondi. Per ogni dipinto o serie di dipinti è stata fatta una descrizione particolareggiata, con riferimenti ai testi sacri ed analizzando la composizione in ogni dettaglio. Emergeranno anche alcuni particolari interessanti quali il volto di San Lorenzo che assomiglia a quello dell’Arcivescovo Cesarano e quello dell’Arcangelo Gabriele che riprende il viso del figlio del pittore, Angelo”. “Il volume è stato arricchito anche di fotografie in bianco e nero recuperate dagli Archivi della Soprintendenza alle Belle Arti di Bari e di notizie tratte da fonti personali della famiglia del pittore dalle quali emerge una fitta corrispondenza con l’Arcivescovo Cesarano ma anche del rapporto avuto con un’altra figura importante dell’epoca, Padre Pio da Pietrelcina che l’artista aveva conosciuto durante la sua permanenza a San Giovanni Rotondo dove dipinse ben sette Chiese”.

“I dipinti sono qui a testimoniare la versatilità e la maestrìa del pittore a cominciare dal grande affresco centrale del presbiterio che racchiude in sé tutta la storia di Siponto: San Lorenzo Maiorano, l’icona della Madonna e tutta la popolazione della città in atteggiamento di devozione e di preghiera. Nell’anno 1973, in occasione del restauro della Cattedrale, questo affresco è stato completato dal Prof. Luigi Vetere di Manfredonia che ha aggiunto il mantello al personaggio centrale, all’epoca nel 1941 coperto dalla cattedra vescovile che poi è stata sistemata in altra sede. Possenti nella loro rappresentazione i due quadri laterali nel presbiterio con l’apparizione a San Lorenzo dell’Arcangelo Michele e l’incontro del Santo Vescovo con Re Totila, riuscendo ad ottenere la liberazione della città. Nella volta del presbiterio troneggiano i quattro Evangelisti quasi a proteggere la parte ove è ubicato l’altare maggiore. Si continua sulla volta della navata dove sono rappresentati il Trionfo di San Lorenzo, l’Assunzione di Maria Santissima e l’Annunciazione alla Vergine Maria, tre dipinti accomunati dall’atmosfera eterea ed inneggiante al Signore Dio. Tutte e tre i dipinti sono stati restaurati dall’Arch. Lello Beverelli di Manfredonia nel 1997, dipingendo in oro la cornice dei quadri e sono stati recuperati i dipinti nello spazio organo-coro, dove sono rappresentati angeli e cherubini. Negli altari laterali, che troviamo subito dopo l’ingresso, sono raffigurati la Conversione di San Paolo e la consegna delle chiavi del Regno. Per concludere con i dipinti situtati nell’altare alla vostra sinistra con la rappresentazione della Natività e della Crocifissione. Per questi due dipinti occorre ricordare che sono stati recentamente restaurati ed in particolare quello della Crocifissione è stato oggetto proprio in questi mesi di un pregevole restauro conservativo che ha ridonato tutto lo splendore iniziale”.

“Al termine di questa presentazione, voglio ancora una volta ringraziare tutti Voi per quanto avete fatto per onorare la memoria del pittore Penati e per l’accoglienza e l’ospitalità che sempre mi riservate ogni volta che ritorno in questo luogo e che mi ha permesso di intrecciare la mia vita con quella della Vostra Comunità Manfredoniana, e ritrovare così, come accadde a mio nonno il pittore Natale Penati da Milano persone care ed amicizie vere e profonde”, conclude il dr.Roberto Penati, nipote del pittore Natale Penati.


Redazione Stato@riproduzione riservata

“Natale Penati, pittore milanese nella Cattedrale di Manfredonia” ultima modifica: 2011-11-14T20:30:02+00:00 da Redazione



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