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Maizzi; Sky, Tim: falsi legali per recupero crediti

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Bruno Maizzi (al centro), presidente del Movimento Consumatori durante una recente conferenza stampa (St)

San Severo – “MOLTI cittadini, per di più ex Abbonati SKY, o della vecchia Tim o Sip, etc, in quest’ultimo periodo, stanno ricevendo sms e telefonate minatorie ed estorsive, anche sul posto di lavoro, da parte di pseudo studio legali e/o di presunte società di recupero crediti, che richiedono pagamenti per presunti vantati (e quasi mai provati) crediti, risalenti magari a dieci, undici o più anni fa. Ad altri, giungono missive in busta verde (simile a quella utilizzata per le notificazioni di atti giudiziari) che, con scritte a caratteri cubitali, preannunciano l’imminente ‘Vendita Giudiziaria’ oppure citando a destra ed a manca, previsioni del Codice di Procedura Civile, quali gli articoli 483, 633 ed ex art.641, 517 e 513, tentano di impaurire i destinatari al fine di ottenere l’elargizione degli importi richiesti, pena asportazione delle relative proprietà, “anche con l’intervento della forza pubblica e forzando la porta in caso di assenza”.

“Altri ancora, ricevono da avvocati appartenente ai fori di Napoli, Torino, Ostia, Agrigento, Roma, etc., atti di citazione aventi ad oggetto l’istanza di regolarizzazione di fatture insolute emesse dalla SIP e/o dalla TIM, risalenti agli anni 1996/1997, dagli importi differenziati (soglia minima € 34,00 – soglia massima € 700,00). Questi atti, a firma di Avvocati e/o presunti responsabili di Società Recupero Crediti (quando trattasi di somme estremamente esigue), inducono il Cittadino a corrispondere quanto richiesto, anche se non dovuto. Ciò è giustificato dal fatto che il malcapitato Cittadino, Utente, Consumatore, destinatario di una richiesta Ufficiale, preferisce pagare al fine di troncare l’annosa problematica, anche in assenza di pregresse situazioni debitorie.”

“Difatti, l’intervento di un legale di fiducia e, ancor più, la domiciliazione presso un Ufficio Giudiziario, spesso distante dal proprio luogo di residenza, creerebbe intuibili disagi e costi di gran lunga superiori all’irrisorio importo richiesto. Tali dinamiche sono ben note ai “turpi soggetti” che hanno ideato un efficace escamotage, ai limiti della liceità, al fine di incassare ingenti somme di danaro. Difatti, costoro si limitano a inoltrare centinaia di atti di citazioni, attraverso gli inconsapevoli ed ignari Tribunali, fissando, altresì, un’ipotetica data di comparizione, senza, però, successivamente procedere alla relativa iscrizione a ruolo (non elargendo quindi, gli oneri economici connessi al contributo unificato ma sostenendo le sole spese di notificazione dell’atto), attendendo che il malcapitato prenda contatti, così da addivenire ad un celere e meno dispendioso bonario componimento.

Solitamente è possibile “archiviare” tali procedimenti aventi ad oggetto la richiesta di pagamento di € 40,00 oltre spese, diritti ed onorari, provvedendo al versamento di € 100,00 (preferibilmente in assenza di rilascio di regolare fattura, ossia “in nero”).

In considerazione, delle estese dimensioni del fenomeno descritto, come Associazione di Tutela dei Consumatori, abbiamo ritenuto opportuno attivarci al fine di comprendere a pieno le dinamiche e/o i meccanismi sottesi a tali problematiche, pertanto: -ad un ns. Associato è giunta una Citazione attraverso il Tribunale di Napoli, per €.130,00 per un presunto debito contratto nei confronti della Società TIM per non aver onorato una Fattura del 1996. Il presunto debitore, essendo trascorsi sedici anni, non ricordava affatto di aver fruito dell’utenza menzionata ed ancor di più, affermava con certezza di non aver mai detenuto tale citato numero telefonico.

Immediatamente, abbiamo chiamato la “ora” Telecom, la quale ovviamente non aveva alcuna possibilità di risalire a tale lontano periodo e per loro, come del resto per legge, tali vantati crediti, se mai ci fossero stati, erano da considerarsi ormai prescritti. Fatta per mero scrupolo questa preventiva verifica, ci siamo adoperati contattando telefonicamente il legale firmatario dell’Atto di Citazione avente ad oggetto la richiesta di versamento dell’importo di € 130,00, abbiamo richiesto (ovviamente non presentandoci come Movimento Consumatori, ma come parente del presunto debitore), la necessaria nota di cessione del credito da TIM alla Società da lui rappresentata, la trasmissione di copia del contratto e delle fatture attestanti la sussistenza del debito non onorato nell’anno 1997 unitamente a quella delle missive di messa in mora precedentemente inoltrate a mezzo raccomandata, menzionate nell’atto notificato. Come immaginabile, il cortese pseudo avvocato, non è stato in grado di fornire alcunché e tergiversando ci ha calorosamente invitati ed amorevolmente consigliati a sedare immediatamente la questione con sole €.200,00.

In difetto, di lì a breve, a suo modesto parere, avremmo dovuto sborsare ben più cospicua somma per diritti, onorari e spese di giustizia. A tal punto, abbiamo lasciato cadere la trattativa, limitandoci a monitorare l’evoluzione della vicenda attraverso gli ordinari canali giudiziari così da intervenire prontamente nel caso in cui la causa fosse stata realmente iscritta a ruolo e fissata la data della prima udienza di comparizione delle parti.

Col trascorrere dei giorni, abbiamo, così, accertato che tale procedimento non è stato iscritto a ruolo e che, pertanto, era stato posto in essere un mero tentativo teso a indurre il malcapitato Cittadino ad addivenire ad una risoluzione extra giudiziale a fronte della corresponsione di una somma che, per quanto esigua, scaturiva, comunque, da un debito inesistente. Nell’ipotesi di effettiva iscrizione a ruolo, ci saremmo indubbiamente costituiti, anche in capo al mondo, al fine di eccepire, in primo luogo, l’incompetenza del foro adito, in quanto ai sensi dell’art. 33 D. Lgs. 206/2005, è sancita la competenza territoriale esclusiva del Giudice del luogo della residenza o del domicilio elettivo del consumatore con riguardo alle controversie tra quest’ultimo e il professionista, e, in secondo luogo, la palese immotivatezza delle richieste creditorie avanzate.

Orbene, alla luce del continuo proliferarsi di queste ed altre machiavelliche truffe, consigliamo a tutti i Cittadini, Utenti e Consumatori, destinatari di sms, telefonate, missive, citazioni, atti ingiuntivi e quant’altro…, lecite e/o non lecite, di “non corrispondere assolutamente” l’importo richiesto e di non contattare, in alcun modo, la controparte, ma recarsi immediatamente presso la Sede Movimento Consumatori più vicina o presso qualsiasi altra Associazione a tutela dei diritti dei Consumatori, al fine di richiedere opportuna competente assistenza, termina Bruno Maizzi del Movimento Consumatori di Capitanata.


Redazione Stato



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Commenti


  • biscione

    Se viene cmq iscritto, non ci sn falsi legali….e cmq se nel frattempo, prima che si iscrivesse a ruolo la problematica è risolta, perchè iscriverla? spero che nn sia stata fatta di un’erba tutto un fascio…..altrimenti qui si mette alla gogna qlq cosa

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